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PIAZZA MISSORI: LA FANTASIA AL POTERE
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Editoriale

LESSICO ELETTORALE: MILANO TRA RUSPISTI E ASFALTISTI?

Luca Beltrami Gadola

Come diceva Thomas Gresham -“la moneta cattiva scaccia la buona” - così possiamo noi dire per il linguaggio: quello cattivo scaccia quello buono. Due casi recenti ma uno alla volta per carità. Cominciamo da “ruspa”: il nuovo simbolo di Salvini e della Lega. La sua politica è quella della ruspa: si ruspano via campi dei Rom, gli immigrati, gli oppositori politici o l’intero governo. Linguaggio rozzo, populista, di chi non considera alcuna possibilità di confronto politico ma solo sgomberare brutalmente il campo dai diversi da te. Piace soprattutto ai talk … Continua »

l'intervento

IL FUTURO DI MILANO: DOVE CERCARE LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE

Cristina Tajani

Nel dibattito di avvicinamento alle elezioni amministrative 2016 c’è un argomento che viene curiosamente omesso, ma rischia di essere decisivo. Si tratta di una - seppur sommaria - analisi della composizione sociale di Milano, fotografata dopo sette anni di crisi economica. Accanto alla contabilità del "cosa si è fatto, cosa non si è fatto, cosa si potrebbe ancora fare”, nel nostro bilancio di fine mandato dovrebbe vivere una riflessione più originale e, a mio avviso, più utile: con chi e per chi abbiamo lavorato. Se riteniamo di aver coltivato ciò … Continua »

botta & risposta 1

RIAPRIRE I NAVIGLI: VECCHIAIA SAGGIA O RIMBAMBITA?

Giorgio Goggi

Quand'ero giovane pensavo che fosse inutile riaprire i Navigli perché il paesaggio che li circondava, quando erano aperti, ora non c'è più. Oggi che sono vecchio, e ho visto la città trasformarsi continuamente, la penso diversamente: è utile riaprire i Navigli perché intorno a essi si formi nuovo e migliore paesaggio per la Milano di domani. Lascio ai lettori decidere se questa mia è la vecchiaia che rende saggi o quella che rende rimbambiti. Dalle righe dell'editoriale della settimana scorsa mi sembra traspaia il concetto pessimistico di una città statica, in … Continua »

dal palazzo

LE CONSEGUENZE DELLA PARTECIPAZIONE

Patrizia Ciardiello

Una pur superficiale indagine sulle parole maggiormente ricorrenti nel lessico dei politici (siano essi impegnati nell'arena nazionale o in quelle locali) come in quello degli analisti e dei commentatori d'occasione rivela che «partecipazione» si colloca tendenzialmente fra quelle che, prima o poi, vengono utilizzate per connotare (o criticare) un corso d'azione orientato (o non sufficientemente) a definire uno o più processi decisionali correlati all'avanzamento della qualità del discorso pubblico e della democrazia. Primarie per la scelta dei candidati alle elezioni politiche o amministrative, cantieri, fabbriche, officine, comitati, stati generali sono andati … Continua »

botta & risposta 2

CERCHIA DEI NAVIGLI, PIANI E PROGETTI

Fabrizio Bottini

A Milano forse il nome dell'ingegner Fasana non dice gran che, anche se lega il suo nome a quello che si può considerare il piano urbanistico di svolta nella vita della città, all'alba del suo grande balzo verso la definitiva modernizzazione ottocentesca. Era il 1876, l'anno della battaglia del Generale Custer contro i Sioux a Little Big Horn per intenderci, e al di qua dell'oceano l'amministrazione della città provava a interpretare in modo avanzato quelle parti della legge post-unitaria italiana sull'esproprio dedicata al Piano Regolatore Edilizio. Su una carta tracciata appunto … Continua »

il nostro tempo

QUALE EDUCAZIONE ANTIMAFIA?

Giuseppe Teri

Qualsiasi discorso sull'educazione antimafia deve confrontarsi oggi con due questioni fondamentali, il contesto sociale e istituzionale e il ruolo e la tendenziale crisi della scuola come luogo di apprendimento. Gli insegnanti sanno benissimo che oggi mantenere un livello di qualità dell'insegnamento si scontra da un lato con un crescente disciplinamento burocratico della struttura e dall'altro con un vissuto di separazione dei ragazzi dal tempo della scuola, che non è visto più come collegabile alle altre parti della loro vita; ciò che avviene a scuola non è, infatti, molto spesso, percepito come … Continua »

linkiesta

ROM CASE POPOLARI LA CLASSIFICA DEGLI ESCLUSI

Fabrizio Patti

«Vogliamo una casa pulita, che non sia connotata come rom, dove possiamo vivere una vita normale». Se le cose fossero semplici, basterebbe seguire la richiesta che arrivava, dopo un sgombero di un campo rom di Milano, da parte di un giovane manutentore di ascensori. Il caso viene citato nella Casa della Cultura di Milano, da parte dell'architetto Jacopo Muzio. Si parla del tema che sta riempiendo le pagine di giornali, senza che nessuno voglia seriamente approfondire la questione. All'incontro partecipano tre architetti, un sociologo, due rappresentanti di associazioni che lavorano … Continua »

società

ADOLESCENTI: RACCOGLIAMO LA SFIDA DEL LORO COCCIUTO OTTIMISMO

Maurizio Tucci

Oggi a Milano (Palazzo Marino, Sala Alessi ore 17,00), nell'ambito del convegno "La professione delle donne, immaginata e reale:un confronto intergenerazionale", organizzato da MOPI Italia, saranno presentati i primi risultati dell'indagine "Generi a confronto nell'oggi sociale" - realizzata dalla associazione Laboratorio Adolescenza e dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza su un campione di 800 studenti frequentanti il triennio di licei e istituti tecnici cittadini. In particolare una sezione dell'indagine - realizzata in collaborazione con MOPI Italia - ha riguardato due importanti scenari quali la famiglia e il lavoro e ha fatto … Continua »

architettura

LA DARSENA – E DINTORNI – GUARDATA PER PARTI

Gianni Zenoni

L'intervento su questa storica area dismessa di proprietà pubblica, ha avuto un grande successo tra i milanesi. La Darsena, ex Porto Fluviale è la testimonianza di una complessa infrastruttura di canali navigabili, che per 6 secoli ha caratterizzato il rapporto tra Milano e le vie d'acqua, man mano poi cancellato con la copertura dei fiumi, dei Navigli interni e dando altri usi alla Darsena, nonostante l'importanza che questa grande infrastruttura idraulica avesse per Milano. Ma non è mai stata uno spazio pubblico a disposizione dei Milanesi, che però non potevano dimenticarsi … Continua »

sotto il riflettore

RISPETTARE IL MONTE STELLA MEMORIALE DI MILANO

Graziella Tonon Giancarlo Consonni

Mettiamola così: se la più prestigiosa e la più apprezzata delle Associazioni chiedesse di disporre di una balza del Giardino di Boboli per collocarvi muri, muretti, totem e un teatro all'aperto per rendere visibile il proprio messaggio, cosa pensereste? Il Monte Stella di Milano non è il Giardino di Boboli, ma quanto ad architettura del paesaggio è un gioiello della contemporaneità: in Italia ha inaugurato una nuova sintesi tra disegno urbano e progetto del paesaggio che ha fatto scuola. In più quello è il memoriale di Milano. Là sotto ci sono … Continua »

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