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Editoriale

LA MILANO DI FRANKESTEIN JUNIOR

Luca Beltrami Gadola

Ve lo ricordate il film di Mel Brooks, con un fantastico Gene Wilder nella parte del Dr. Frederick Frankenstein? Se ve lo siete perso su You Tube ne trovate pezzi divertentissimi e anche un integrale ma a pagamento. C’è una scena nella quale il giovane Frederick, compulsando i testi del terribile avo grida “Si può fare!”: un grido che qualche volta mi risuona nell’orecchio e una di queste volte è stata quando ho saputo dell’operazione “Atelier Castello - progetto di architettura partecipata”. Ho pensato “si può fare” anche se mi … Continua »

il nostro tempo

RUBY, MADRINA DELLA TERZA REPUBBLICA

Giuseppe Ucciero

Puntuale, la cambiale è giunta a scadenza e puntualmente è stata onorata. La sentenza Ruby suggella l'operatività del Patto del Nazareno, ma ne arriveranno altre, siamo ben lontani dal saldo. Diverse sono le aspettative, molte e sempre più corpose, e altre quindi le evoluzioni politiche, delicatissime e pericolose, che registreremo in futuro. Intanto i due firmatari son contenti, ma noi? E il Paese? Il signor B. si vede restituito in un sol colpo onore perduto e alleggerimento del casellario giudiziale. Il "nostro caro leader", dal canto suo, lega ancor più attorno … Continua »

città

VIA PADOVA: UNA SFIDA “MILANESE” ALL’INTEGRAZIONE

Elena Comelli

Di via Padova si fa un gran parlare - quartiere difficile, luogo di illegalità e micro criminalità diffusa, opportunità di integrazione e coesione sociale. C'è però un aspetto che, anche nei progetti che puntano sulle caratteristiche positive e sul potenziale del quartiere, rimane sempre sullo sfondo: la costruzione di una collettività nuova e cosmopolita a partire dalla realtà quotidiana di via Padova e dalle persone che vi abitano e vi lavorano. Questa è la vera sfida che si pone a chi vuole dare una risposta efficace alla questione integrazione. Via Padova … Continua »

dal palazzo

PUBBLICITÀ SESSISTA: MILANO RALLENTA GLI ALTRI CORRONO. FARE DI PIÙ

Donatella Martini

Il sessismo nei media (e nella società) è un problema culturale e come tale dovrebbe essere affrontato, sicuramente partendo dall'educazione di base dei nostri figli ma (in)formando anche gli adulti, siano essi genitori o insegnanti, come dicevamo su queste colonne il 9 luglio. Le proposte suggerite dalle componenti del tavolo Donne e pubblicità, costituito dalla delegata alle Pari Opportunità del Sindaco Pisapia, partivano proprio dal cambiamento culturale, affrontato su due livelli: il primo e più importante sicuramente riguarda il lavoro nelle scuole ma richiede tempi lunghi e quindi, data l'emergenza, deve … Continua »

novella 2015

MAGGIO 2015. LA SPERANZA DI UN’EXPO DIFFUSA E CREATIVA

Marco Vitale

A partire dal 31 marzo 2008 (data di assegnazione a Milano dell'Expo 2015) feci parte, con l'architetto Emilio Battisti, di un gruppo di opinione che, riconoscendo nell'Expo un evento che poteva stimolare importanti movimenti positivi per Milano, concentrò la sua attenzione e i suoi contributi su due temi. l'Expo diffusa e la "legacy" dell'Expo (quella che in linguaggio corrente si chiama: dopo Expo). Sul primo punto sostenemmo che l'Expo, oltre a sviluppare le sue strutture in un sito determinato, come richiesto dal BIE, doveva favorire a stimolare manifestazioni di Expo diffusa, … Continua »

sotto il riflettore

EXPO: SI GIOCA LA PARTITA PUBBLICO-PRIVATO. IL NO PROFIT NEL MEZZO

Michela Cairo

«Un'esposizione è una mostra che, qualsiasi sia il suo titolo, ha come fine principale l'educazione del pubblico: può presentare i mezzi a disposizione dell'uomo per affrontare le necessità della civilizzazione, o dimostrare i progressi raggiunti in uno o più settori dello scibile umano, o mostrare le prospettive per il futuro» (BIE, Protocollo 1988). Questa la definizione di "Expo", termine coniato dall'Ufficio Internazionale delle Esposizioni (Bureau International des Expositions, BIE), che ha sede a Parigi e ha sviluppato il concept. Expo2015 nel suo sito ci tiene a specificare che l'Expo in particolare … Continua »

dialoghi sulla città metropolitana

PARCO AGRICOLO SUD MILANO, UN BENE INESTIMABILE IN CERCA DI GOVERNANCE

Renato Aquilani

Nel complesso passaggio di consegne dalla Provincia alla Città Metropolitana milanese c'è un convitato di pietra che rischia, per il suo peso e ruolo, di far aumentare a dismisura le complicazioni: il Parco Agricolo Sud Milano. Istituito con legge regionale nel 1990, ha caratteristiche che lo rendono unico. Esteso su 61 comuni a est, sud e ovest di Milano, comprende la gran parte delle aree verdi e agricole della città e dell'hinterland. Le sue finalità non sono, come per gli altri Parchi regionali, naturalistiche (anche se non mancano al suo interno … Continua »

l'intervento

LA SANITÀ LOMBARDA: SEI CARDINI E UN LIBRO BIANCO

Umberto Ambrosoli

L'ultimo giorno di giugno, e dopo averlo annunciato in Aula del Consiglio regionale, la Giunta ha pubblicato un Libro Bianco sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia, per la cui definizione si sottolinea come abbiano lavorato insieme i due assessorati (alla Salute, alla Famiglia, alla Solidarietà sociale …) e le relative strutture competenti per materia. Le seguenti considerazioni, che affido all'attenzione dei lettori di ArcipelagoMilano, non si propongono come una rassegna critica definitiva delle soluzioni proposte (molte delle quali a una prima lettura anche condivisibili), bensì come un primo confronto … Continua »

politica & società

CITTÀ METROPOLITANA CON ATTORI COATTI E DISTRATTI: IN ATTESA DELLA “PRIMA”

Beppe Merlo

Che per governare le grandi aree urbane complesse occorra un apposito modello di Governance è un dato più che consolidato per molte metropoli del globo; in Italia il legislatore ha iniziato ad affrontare la questione nel lontano 1992 (L.142), ma ci sono voluti ben più di quattro lustri per legittimare la costituzione delle città metropolitane. La lunghezza dei tempi, la contrastata complessità dell'iter decisionale, la ridotta "vision" dell'impianto legislativo emanato, evidenziano, purtroppo, il perdurare di una cultura politica di governo incoerente con le esigenze dell'epoca in cui viviamo. La legge 56 … Continua »

Agenda al futuro

CITTÀ METROPOLITANA: C’È TUTTO O QUASI MA LE RISORSE NO

Sergio Vicario

L'ennesimo straripamento del Seveso, al di là della ricerca delle responsabilità contingenti sui ritardi nella segnalazione dell'emergenza, rimanda alla necessità di un governo del territorio che travalichi i confini della cinta daziaria di Milano. In tanti e diversi autorevoli commenti, il riferimento immediato è diventata la ormai imminente entrata in scena della Città Metropolitana. Al riguardo, sono stati anche citati i numerosi progetti elaborati nel tempo, ma rimasti nel cassetto perché non si trovava l'accordo tra i rappresentanti delle istituzioni, soprattutto i Comuni, e a seguire la Provincia e la Regione, … Continua »

società

GiULiA: L’ASSOCIAZIONE TRA GIORNALISTE E LA SUA “VIA DELLA CONCILIAZIONE”

Marina Cosi

C'era una battuta da ragazzi, una vecchia battuta stante la mia età, ed era, rivolti a chi raccontava qualcosa con spiegazioni complicate o fumose: fammi un disegno. E così anche noi del concorso Lo sguardo di GiULiA  stiamo chiedendo a tutti di illustrare con una foto come si possano condividere responsabilmente impegni e diritti. In famiglia, in azienda, nella vita. Con cinque istituzioni a patrocinare il concorso e ora anche con premi concreti ai tre vincitori. Perché - di fronte all'Europa che invita a trattare quest'anno di conciliazione, guardando in … Continua »

fuori città

BIENNALE DI ARCHITETTURA 2014: QUALE MODERNITÀ?

Emilio Battisti

Nella prima parte del nostro resoconto abbiamo trattato delle due sezioni Elements of Architecture e Monditalia realizzate rispettivamente nel Padiglione Centrale dei Giardini e nelle Corderie dell'Arsenale. Prendiamo ora in considerazione come alcuni dei 66 paesi partecipanti hanno affrontato e restituito la propria interpretazione del tema Absorbing Modernity 1914 – 2014 proposto da Rem Koolhaas. L'arco di tempo tra i più travagliati della nostra storia, comprende il cosiddetto "secolo breve" che Eric J. Hobsbawm fa iniziare proprio nel giugno del 1914 con l'assassinio di Sarajevo e ha visto l'affermazione dei totalitarismi, … Continua »

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