CONVIVENZA E SVILUPPO. CON QUALE CULTURA?
Confrontare gli obiettivi dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment delle donne proposti dalle Nazioni Unite e le pratiche che le donne realizzano nei loro territori e attraverso i partenariati per lo sviluppo, che la scuola KIP propone come strumento moderno di cooperazione internazionale. Questo l’obiettivo che l’incontro su “La Cultura della differenza per la convivenza e lo sviluppo dei territori” organizzato dalla KIP International School (Knowledge, Innovations, Policies and territorial practices), il Team ONU – EXPO e Mediterraneo sociale ha posto come evento di riflessione per contribuire alla qualitĆ dei contenuti di Expo 2015.
L’Agenda per lo Sviluppo sostenibile 2030, che le Nazioni unite hanno approvato lo scorso settembre, implica un nuovo scenario di convivenza “globale” e richiede una profonda trasformazione delle attuali relazioni tra paesi e tra culture a partire dai “territori” e dalle donne e gli uomini che li abitano. Si tratta di passare da un sistema di “governance” che gestisce persone e risorse economiche e ambientali sulla base del loro valore in termini di mercato a un sistema di convivenza capace di dare risposte ai problemi complessi posti dall’attuale fase di globalizzazione.
Partire dai territori consente di valorizzare le pratiche che le donne realizzano per trasformare l’esclusione della “differenza sessuale” e della loro soggettivitĆ in una possibilitĆ di sviluppo sostenibile per tutta la societĆ . Tutto ciò comporta una forte volontĆ politica di cambiamento da parte dei soggetti presenti nei territori verso le istituzioni che li governano e richiede anche l’attivazione e la messa a punto di specifiche e innovative forme di finanziamento che potrebbero essere attivate attraverso il coinvolgimento di fonti internazionali, nazionali e locali.
La KIP IS, utilizza l’approccio territoriale che valorizza le persone nella loro singolare differenza e che si presta ad approfondire i temi relativi ad empowerment e all’uguaglianza di genere. Gli sforzi centrati nelle persone, caratterizzano questo approccio che si preoccupa di cosa accade nello spazio dove le donne e gli uomini vivono per dotarlo di condizioni favorevoli allo sviluppo sostenibile.
Durante l’incontro sono state identificate forme di collaborazione tra le pratiche delle donne e la KIP IS per la realizzazione della nuova Agenda 2030 e i meccanismi innovativi per il suo finanziamento. Si ĆØ approfondito il contesto sul rapporto fra lo sviluppo territoriale e le pratiche delle donne nei propri territori, sono state esaminate alcune pratiche realizzate dalle donne per la custodia dei luoghi, la gestione degli spazi urbani e la governance partecipata dei territori e suscitata una riflessione sulle politiche locali e globali a sostegno dello sviluppo dei territori e la proposta della KIP IS di creare un sistema di cooperazione per sostenere partenariati territoriali (1).
Ć stata una occasione ricca di riflessioni sul modo di concepire e di vivere la cultura della differenza, lo sviluppo, il territorio, e i partenariati. Si Ć© discusso delle pratiche che hanno dimostrato come le donne cambiano i tempi della cittĆ utilizzando un approccio territoriale, oltre alle significative esperienze dei bilanci dei genere nei comuni della provincia di Milano. Si Ć© inoltre, parlato di pratiche di conservazione e valorizzazione del know-how dei luoghi, e della creazione di nuove imprese con forte carica d’innovazione.
Diversi interventi hanno sottolineato l’idea dello sviluppo, non come processo verticale o di mera crescita economica, ma come processo di organizzazione della comunitĆ per rispondere ai suoi bisogni relazionali, di habitat, di servizi, di lavoro e di cura, di mobilitĆ , di preservazione dei luoghi pubblici e in genere, di sicurezza e benessere. Il territorio, quindi ĆØ visto non solo come spazio geografico, ma come una configurazione abitativa, un tessuto relazionale dove le persone vivono e lavorano, e dove interagiscono con le risorse naturali e produttive, i beni e rapporti materiali e immateriali, le organizzazioni e le istituzioni.
Infine, discutendo delle esperienze di cooperazione e di partenariati, gli interventi hanno sottolineato il bisogno di stabilire scambi orizzontali di ascolto e dialogo, a partire dalle conoscenze e del rispetto dei contesti specifici, e su problemi di interesse comune e con il tempo necessario. Concludendo la giornata si Ć© rilevata la sostanziale condivisione delle idee alla base della proposta, della KIP IS, di creazione di un sistema di cooperazione per lo sviluppo dei territori, rafforzando il presupposto che cominciare dai territori consente di valorizzare le pratiche che le donne realizzano per trasformare l’esclusione della “differenza sessuale” e della loro soggettivitĆ in una possibilitĆ di sviluppo sostenibile per tutta la societĆ .
Rita Cassisi
(1) La Cultura della differenza per la convivenza e lo sviluppo dei territori –10 settembre 2015 Kip Pavillon Expo 2015
1. La sfida dello sviluppo territoriale – sessione moderata da Rita Cassisi della KIP IS con interventi di Luciano Carrino, Presidente della KIP IS e Bianca Pomeranzi, esperta dell’ONU per la Convenzione contro la discriminazione contro le donne (CEDAW).
2. Le pratiche delle donne nei territori – sessione moderata da Francesca Zajczyk, delegata dal sindaco del Comune di Milano per le Pari OpportunitĆ , con interventi di Laura Marchetti dell’UniversitĆ di Foggia, Sandra Bonfiglioli giĆ Docente del Politecnico di Milano e Arianna Censi, Consigliera della CittĆ metropolitana di Milano.
3. Politiche di finanziamento locali e globali – sessione moderata da Adriana Maestro di Mediterraneo Sociale con interventi di Eliana Haberkon del team delle Nazioni Unite per Expo, Daniela Ducato, imprenditrice e testimonial per l’innovazione del padiglione Italia, e Marco Battini, assessore alle pari opportunitĆ , in rappresentanza della Sindaca di Novellara.
OLTRE EXPO
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