AMBASCIATORI DI MILANO ALLA MILANESIANA
Milano ieri e oggi: su questo tema Elisabetta Sgarbi, direttrice de La Milanesiana, ha chiesto a Giangiacomo Schiavi di conversare con i suoi ospiti, il Rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, Claudio Martelli, Franco Toffoletto e il Sindaco Giuseppe Sala.
Nella cornice dello showroom BMW Urban Store – spazio nel centro di Milano aperto al territorio per appuntamenti culturali e di intrattenimento – il giornalista attento conoscitore della storia e dei progetti innovativi del capoluogo lombardo, da poco insignito del Premio Montale Fuori di Casa di Milano, non può che essere a suo agio a sollecitare il dibattito. Si parla non solo del passato e del presente della cittĆ , ma anche, e soprattutto, del futuro.
Il Rettore del Politecnico di piazza Leonardo ā spazio urbano riqualificato, finalmente accogliente e espressione della nuova Milano – elogia il processo di internazionalizzazione dellāAteneo, che attrae e accoglie oggi oltre 6.000 studenti da tutto il mondo (āal Poli oggi si parla inglese alle macchinette del caffĆØ, lāinglese di 12 etnie diverseā) e di trasformazione degli spazi laboratoriali della Bovisa. Nellāimpegno per la tecnologia 5G, la mobilitĆ e la riqualificazione urbana, la conservazione dei beni culturali e la sicurezza, il Politecnico ĆØ schierato a fianco delle altre istituzioni per rendere Milano competitiva in Europa e nel mondo: si può essere internazionali da Milano e fare qui formazione internazionale.
Ć innata in Milano una vocazione a sentirsi capitale al centro dellāEuropa: Milano sta correndo tanto e il merito ĆØ al contempo dei suoi governanti e dei suoi cittadini, sottolinea il Sindaco Sala. LāinternazionalitĆ di Milano si vede nei fatti e riempie di orgoglio. Si raccolgono i frutti del lavoro fatto negli ultimi ventāanni, perchĆ© la forza dei sindaci ĆØ prendere il meglio della progettualitĆ di chi li ha preceduti e poi puntare con coraggio a una discontinuitĆ costruttiva e visionaria. Dimostrazione di buon senso civico.
Claudio Martelli, di nuovo milanese dopo una lunga parentesi romana, individua nellāautonomia la parola chiave più rappresentativa per Milano, che ĆØ sempre stata un poā in controtendenza e questo ĆØ il segno della sua autonomia storica. Fin dai tempi del Sindaco Caldara ha costituito un esempio di avanguardia per modernizzazione costante e attenzione alla solidarietĆ . LāinternazionalitĆ ĆØ il tratto più caratteristico di una cittĆ aperta e accogliente.
Nel tempo Milano ĆØ diventata anche una cittĆ più esigente, popolata di cittadini che pongono costantemente allāattenzione dei governanti le problematiche di sicurezza, trasporti e abitazione.
āLaurĆ , laurĆ , laurĆ ā ĆØ lo slogan milanese sempre valido nella cittĆ delle professioni, aggiunge lāavvocato Toffoletto: Milano ĆØ la cittĆ del lavoro e dei progetti, della partecipazione attiva e collettiva, della cittadinanza ai progetti. Un pregio di Milano ĆØ anche che i suoi cittadini non siano mai contenti: con determinazione e responsabilitĆ civica tengono alte le proprie aspettative e monitorano con senso critico le risposte dellāamministrazione.
āModello Milanoā ĆØ stato il primo titolo pensato per il libro del Sindaco Sala, pubblicato poi come āMilano e il secolo delle cittĆ ā per i tipi de La nave di Teseo. Milano ĆØ un modello di grande concretezza e Sala ama definirsi uomo del fare, che sta portando avanti operazioni ambiziose che richiedono compromessi e tempi lunghi: prolungamento delle metropolitane verso lāhinterland e ripensamento della mobilitĆ urbana, recupero del tracciato storico e riapertura dei Navigli come operazione di bellezza, riqualificazione delle periferie. āMilano oggi ĆØ una cittĆ capace di farsi domande e costruire risposte. Il coraggio io lo intendo cosƬ: guardare il mondo con ampiezza di vedute e provare a cambiarloā, portando il modello Milano al servizio del Paese.
Rita Bramante
