libri – IL FATTO PERSONALE
Antonio Padellaro
IL FATTO PERSONALE
PaperFIRST by il Fatto Quotidiano, 2016
pag.164, euro12,00
Malefatte, scandali, tracolli economici e risalite. Ne ha viste tante Antonio Padellaro, e tante ne ha scritte, in mezzo secolo di professione di giornalista. Le sue avventure e disavventure si intrecciano con la storia del nostro Paese e con i personaggi del bene e del male al timone della politica.Ā Il suo ĆØ un cognome ingombrante. Il padre, fascista di Salò, era nella lista nera dei partigiani. Un passato familiare che ha aiutato Antonio Padellaro a entrare nel mondo del giornalismo, ma di cui un poā si vergogna. PerchĆ© le sue scelte politiche poco cāentrano con il suo cognome: āMi sono trovato a sinistra perchĆ© mi fa sinceramente orrore ciò che il berlusconismo ha provocato nella testa delle personeā.
Nel 1968, comincia a lavorare allāAnsa. Tre anni dopo, riesce a entrare al Corriere delle Sera. In redazione lo trattano come una specie di ragazzo di bottega, addetto alla compilazione di articoletti, che a volte non portano nemmeno le sue iniziali. Ma la fortuna aiuta gli audaci: la mattina del 2 novembre 1975 viene buttato giù dal letto dal redattore capo: āCorri subito a Ostia, hanno ammazzato Pasoliniā. Il 2 novembre era un giorno festivo e nessun altro aveva risposto al telefono. Padellaro, lāultima ruota del carro, scriverĆ su un grande giornale italiano dellāomicidio più importante del secolo. Nel 1981, sempre al Corriere, ĆØ protagonista di un dramma. Va a Palazzo Chigi a ritirare i libroni con gli elenchi degli iscritti alla Loggia P2 di Licio Gelli, e sbircia i nominativi. CāĆØ anche quello del suo direttore, Franco Di Bella, che quel pomeriggio stesso lascerĆ per sempre via Solferino.
Quella di Padellaro ĆØ una brillante carriera, conquistata dopo aver sudato sangue. Dal Corriere allāEspresso allāUnitĆ , fino alla fondazione di un giornale senza padroni: il Fatto Quotidiano. Un quotidiano dei lettori, che non fa sconti a nessuno. Talmente libero da crearsi, nel tempo, un esercito di nemici, a partire da Berlusconi, il sire di Arcore con āle sue grandi leggi-porcataā, āun essere disgustoso che con la corruzione ĆØ diventato il padrone di altre viteā. In soli sei anni, verrĆ chiesto allāautoritĆ giudiziaria di procedere per 471 volte contro il Fatto quotidiano. Non un giornale da āservizio in cameraā, appunto.
Un vecchio capo di Padellaro diceva sempre che un vero giornalista deve essere orfano, nubile e con una vena di follia. Ma lāautore, che ĆØ stato anche direttore, sa che questo non basta. La responsabilitĆ ĆØ grande, soprattutto quando devi pubblicare una notizia che scotta e i tuoi sottoposti ti dicono: āPensa alle nostre famiglie, Antonio ti prego non farloā⦠e tu lo fai lo stesso.
Il saggio ĆØ cosƬ coinvolgente che non si riesce a deporlo sul comodino. Non una storia come molte altre, ma la storia di un uomo libero: āViviamo di sfide quotidiane e cerchiamo lāadrenalina in quelle che possono apparire piccole e squallide competizioni, che non possiamo raccontare a nessuno perchĆ© nessuno capirebbe, eccetto noiā.
Cristina Bellon
questa rubrica ĆØ a cura di Cristina Bellon
