VERDE IPPICO E PISTA MAURA: LA PARTITA IN CORSO

Tutelare l’interesse pubblico a costo zero

La Giunta comunale di Milano ha deliberato di intervenire nel giudizio ancora pendente al Tribunale di Milano tra Snaitech e F3AGreen per la compravendita del comprensorio ippico delle piste “Trenno” e “Maura”: l’eventuale sentenza costituirebbe il momento per poter esercitare il diritto di prelazione che il Comune intende praticare con l’obiettivo, secondo le parole dell’assessore Scavuzzo, di “fare della Maura un nuovo grande parco urbano”.

Mettendo da parte annunci e comunicati stampa, occorre ricostruire la vicenda per capire i possibili reali effetti di un’operazione legata anche al futuro dell’area dello stadio Meazza.

Dopo la proposta di costruire un nuovo stadio nella pista Maura, accolta dal sindaco e bocciata sonoramente nel 2023 grazie alla mobilitazione di migliaia di cittadini, sono iniziati contatti fra la proprietà degli impianti ippici milanesi (Snaitech, poi rilevata da Flutter Entertainment) e la società di sviluppo immobiliare F3A Green, per un’operazione di compravendita finalizzata allo sviluppo immobiliare dell’area. 

L’area è suddivisa in due ambiti distinti: la pista Trenno (vincolata da legge dello Stato) e la pista Maura (priva di vincolo monumentale e compresa nel Parco Sud). Nella pista Maura era stato inaugurato in pompa magna, appena nove anni prima, il nuovo impianto del trotto, poi dismesso in vista di più lucrose prospettive…

Entrambe le aree occupano una superficie complessiva di circa 750.000 mq ed un valore di mercato molto basso: sono destinate da Piano del Parco Sud a servizi sportivi e ricreativi. La pista Trenno è inedificabile in quanto soggetta a tutela diretta da parte del Ministero dei Beni Culturali; la pista Maura è anch’essa tutelata però con un vincolo di livello inferiore, non statale ma regionale, per superare il quale e renderla edificabile servirebbe un coinvolgimento diretto del Comune di Milano nei confronti dell’ente gestore del Parco Sud con una variante al Piano del Parco. 

L’operazione immobiliare doveva concludersi entro la fine del 2024 ma non ha avuto sviluppi, nonostante alcuni isolati tentativi – falliti – di coinvolgere associazioni e comitati per una “cementificazione buona” del territorio verde del Parco Sud.

È in questa fase che il sindaco Sala annuncia l’intenzione di intervenire nell’operazione di acquisto dell’area, mettendo in campo 20 milioni di euro da parte del Comune. E già a questo punto erano sorte alcune domande: se la reale intenzione è quella di mantenere le aree a verde, che bisogno c’è di comprarle? Se si ritiene di interesse pubblico mantenere a verde un’area, l’amministrazione comunale dispone di diversi strumenti per raggiungere l’obiettivo. Ad esempio: a costo zero per le casse comunali, basterebbe una semplice modifica alle norme del PGT per uniformare la destinazione comunale dell’area alla destinazione prevista delle norme di Piano del Parco Sud, classificandola come “area di pertinenza indiretta”, in modo da garantirne l’inedificabilità, in piena sintonia e coerenza con il Piano del Parco. Perché non è stato fatto?

Questi dubbi alimentano un’importante iniziativa da parte di Legambiente Lombardia, WWF Lombardia, Italia Nostra Nord Ovest Milano, CFU-Centro di Forestazione Urbana Bosco in Città e Coordinamento Parco Ovest Milano: la presentazione di un progetto, “Parco La Maura”, finalizzato a garantire per quest’area un futuro pienamente coerente con le finalità del Parco Sud: progetto di riuso dell’esistente e di apertura al pubblico degli spazi verdi, rivolto non ad imprese immobiliari né a privati sviluppatori, ma unicamente ai soggetti pubblici ai quali sono assegnate le funzioni pubbliche di tutela e pianificazione del territorio.

Nel settembre 2025 il Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano è approvato con voto unanime il sostegno formale a questa proposta.

Oggi, con l’annuncio di voler intervenire nel giudizio ancora pendente al Tribunale di Milano tra Snaitech e F3AGreen per la compravendita dell’area, la Giunta intende esercitare il diritto di prelazione attraverso un contratto preliminare stipulato fra i due soggetti privati. Ma cosa prevede quel contratto? Quale prezzo, e a quali condizioni tal prezzo viene determinato? L’iniziativa di compravendita dei privati nella quale il Comune intende subentrare aveva una finalità precisa: non la tutela del verde, ma un pesante sviluppo immobiliare concentrato nella Maura, mantenendo a verde la Pista Trenno (inedificabile in quanto vincolata da legge dello Stato). 

La prelazione del Comune viene esercitata, ai sensi di legge, solo in relazione alla Pista Trenno, assoggettata a diritto prelazione da parte di un soggetto pubblico in quanto tutelata in forma diretta dallo Stato. Quindi, in conclusione: mettiamo da parte veline, annunci e propaganda; aspettiamo di leggere le carte per capire la reale portata e finalità di questa operazione.

Enrico Fedrighini

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Pietro Vismara
Pietro Vismara
18 giorni fa

Non basta cambiare un retino per assicurarsi il verde… La volumetria della pertinenza indiretta (fermo restando che mi sembra una buona idea aumentarle) dove finirebbe? E che garanzia c’è che non finisca a fare l’ “area in attesa” come tante altre aree perequate di PGT (che per inciso manco gli fanno pagare l’IMU sulle aree fabbricabili come sarebbe dovuto…)

Andrea Giorcelli
Andrea Giorcelli
18 giorni fa

Enrico, Enrico… le aree agricole nel P.G.T. (a maggior ragione se fanno anche parte del parco Sud) già non hanno edificabilità e quindi non serve la “pertinenza indiretta” che darebbe loro delle volumetrie anche se da trasferire altrove.

Andrea Vitali
Andrea Vitali
10 giorni fa

Leggo che quel ciula di Sala (non saprei come altro chiamarlo) ha dichiarato di aver venduto lo stadio 1) perché se le squadre fossero andate a Rozzano o a San Donato sarebbe stato un “disastro” (e perché mai?), 2) perché non voleva lasciare questa grana al futuro sindaco. Ma di grane ne lascia molte altre, tipo un PGT tutto sbagliato e da rifare (forse i suoi amici di assimpredil non gradiscono che venga aggiustato). E la domanda è: perché non se ne va? Procurategli per favore qualche cadrega in cui non possa fare troppi pasticci, qualche incarico prestigioso ma irrilevante. E si tolga dai piedi, per favore

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