IL MATTONE NON SI FERMA

Ma la prudenza non è mai troppa

C’è una Milano che continua a costruire (per abitudine, per inerzia, per progetti ereditati da stagioni più coraggiose) e una Milano che, nel frattempo, ha deciso che prendere decisioni è sopravvalutato. È la fase attuale: la città del “vedremo”.

Il sindaco Giuseppe Sala, con una sorprendente sincerità che a Milano in passato è stata scambiata per pragmatismo, lo ha detto senza troppi giri di parole: il nuovo PGT non si farà. Non adesso. Non qui. Forse altrove, forse nel 2027, forse da qualcun altro. Nel frattempo si naviga a vista, che in urbanistica è un po’ come fare cardiochirurgia con Google Maps. Perché già l’Allegro Chirurgo è roba tropo seria….

Questa non è una notizia tecnica. È una dichiarazione politica. Perché a Milano il PGT è sempre stato un simbolo, nel bene e nel male: il modo in cui si decide dove si cresce, come si cresce e, soprattutto (?), chi ci guadagna. Rinunciarci significa una cosa molto semplice: siamo alla frutta!

È visto che non si può fermare il tempo che scorre e piegarlo ai nostri desiderata il futuro si organizza da solo. O quasi.

Tra i nomi che circolano per il dopo Sala in ambito centrosinistra c’è quello di Anna Scavuzzo. Figura rassicurante, istituzionale, simbolo di continuità e insieme di possibile discontinuità controllata.  Il che, in questa fase, è perfetto: una candidatura che potrebbe nascere dentro una città che ha deciso di non scegliere, per poi chiedere alla prossima sindaca di scegliere tutto. Un passaggio di consegne con allegato cerino acceso.

Il punto, però, è che mentre la politica prende tempo, qualcun altro il tempo lo misura con altri strumenti.

L’inchiesta sull’urbanistica ha fatto irruzione nel racconto milanese con l’eleganza radical chic di un avviso di garanzia. Dentro c’è di tutto: amministratori, tecnici, operatori, architetti. Il sospetto (della Procura, s’intende) è che accanto al PGT ufficiale ne sia esistito uno parallelo, fatto di prassi, interpretazioni creative e relazioni molto operative tra pubblico e privato.

Milano, che per anni si è raccontata come modello, scopre improvvisamente di essere anche un caso di studio, da manuale di criminologia.

Sul fronte giudiziario siamo nella fase tipicamente italiana: abbastanza avanti da creare panico, non abbastanza definita da dare certezze. Alcuni procedimenti sono partiti, altri sono ancora nelle indagini, altri forse partiranno, altri forse no. Nel dubbio, tutti rallentano. Che è sempre la scelta più condivisa. C’è anche il paradosso. Di chi viene chiamato in aula a testimoniare e lì scopre di essere indagato. Un professionista si è presentato in aula al processo relativo ai grattacieli ‘Park Tower’ e la PM Petruzzella gli ha dato la cattiva notizia….

Gli effetti si vedono: cantieri più prudenti, uffici più prudenti, politici prudentissimi. Una città che ha fatto della velocità un brand ora procede con la cautela di un ufficio notarile il venerdì pomeriggio. Bradipismo metropolitano.

E così Milano resta sospesa.
Non si fa il PGT perché è divisivo (all’interno della stessa maggioranza).
Non si affronta davvero il tema della casa perché è complicato.
Non si chiarisce il rapporto con gli operatori perché è delicato.
Non si decide perché, diciamolo, nessuno ha molta voglia di finire in un faldone.

Il risultato è una città che continua a muoversi, ma senza dire dove sta andando. Una specie di tapis roulant urbano: si consuma energia, si fanno metri, ma si resta più o meno nello stesso punto.

In fondo, la domanda non è se Anna Scavuzzo si candiderà o chi verrà dopo Giuseppe Sala.
La domanda è se qualcuno, da qui al 2027, troverà il coraggio di fare una cosa molto milanese e molto rara: decidere qualcosa.

Perché altrimenti il rischio è che Milano, per la prima volta dopo tanti anni, non perda slancio, perda proprio la voglia di prenderlo.

Pietro Cafiero

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Pietro Vismara
Pietro Vismara
18 giorni fa

Quella pera cotta della Scavuzzo candidata sindaco? La figlioccia di Sala? Anche no, grazie…
(comunque chi ha scoperto di essere indagato in tribunale non è un professionista, ma un funzionario comunale nominato dirigente senza concorso, diciamo così per cooptazione. La cosa strana è che l’ abbia scoperto lì)

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