IN UNIVERSITÀ BAMBINI E RAGAZZI IN CATTEDRA PER LA PACE
Lettera dei bambini ai fabbricanti d’armi
Partiamo dai numeri dell’infanzia negata, che sono impressionanti.
I bambini e gli adolescenti sono quasi tre miliardi e rappresentano il 37 % della popolazione mondiale e più di cinquecento milioni sono coinvolti nelle guerre. Uno su cinque è esposto quotidianamente agli scontri, reclutato o rapito da gruppi armati, vittima di violenza sessuale, in fuga dalle zone più tormentate in 36 paesi nel mondo, afflitti da oltre 50 conflitti, alcuni documentati ogni giorno dai media, ma i più nascosti e dimenticati.
Oltre 60 milioni di bambini non hanno mai potuto mettere piede in un’aula scolastica; 1 su 3 non frequenta la scuola nei paesi in conflitto: una catastrofe educativa. Lo scenario mondiale è quello di una terza guerra mondiale a pezzi – come lo ha definito Papa Francesco, ribadendo con costanza la necessità di intraprendere senza esitazione processi per costruire la pace a livello globale, una pace disarmata e disarmante, come ripete ora Papa Leone. Per raggiungere questo obiettivo bisognerebbe far tacere le armi, o anzi smettere di fabbricarle, proprio come chiedono bambini e adolescenti costretti a sopravvivere in zone di guerra nelle loro lettere di paura, di dolore e di preghiera, di nostalgia di casa e della pace, ora raccolte nel libro “Lettere dei bambini ai fabbricanti d’armi”.
L’idea di Arnoldo Mosca Mondadori – presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti – di inviare questo libro ai consigli di amministrazione delle maggiori aziende ed ai paesi che producono armi, era stata accolta e incoraggiata proprio da Papa Francesco ed è diventata realtà grazie all’impegno della giornalista Anna Pozzi e di Cristina Castelli, già docente ordinaria di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università Cattolica, che hanno raccolto lettere e disegni attraverso la collaborazione con un’ampia rete di soggetti attivi in cinque territori funestati da terribili violenze: Striscia di Gaza, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar e Sud Sudan. Questo libro è un’eredità viva di Papa Francesco.
In occasione della presentazione l’Università Cattolica si è riempita di giovanissimi, accompagnati dai genitori, una platea inconsueta per la giovane età, come ha osservato in apertura la Rettrice Elena Beccalli, rivolgendosi ai rappresentanti di scuole primarie e secondarie di primo grado che hanno accolto l’invito di prestare la propria voce alle lettere dei loro coetanei. I bambini sono i grandi autori di questo libro e per questo il prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione José Tolentino de Mendonça ha esortato a immaginare una cattedra dei bambini, perché non hanno pregiudizi, dicono la verità in faccia, sanno “spiazzare” gli adulti e diventare ambasciatori dei diritti, senza diffidenze e nel pieno rispetto delle diverse tradizioni religiose e culturali.
Proprio come ha fatto negli anni Novanta il figlio di otto anni di Vito Alfieri Fontana, che con la disarmante esclamazione – “Insomma, papà, tu sei un assassino” – pronunciata davanti a un catalogo di mine antiuomo prodotte dall’azienda paterna, lo ha indotto ad una conversione, a riconvertire la produzione della propria azienda e a spendersi in prima persona per disinnescare migliaia di mine nei Balcani.
I giovani lettori delle lettere sono emozionati, perché consapevoli dell’importanza e della forza del messaggio universale da trasmettere; convinti che, se dei bambini riescono a capire concetti di tale portata, non dovrebbe essere difficile comprenderli anche per gli adulti; un po’ sorpresi che parlino del disarmo dei loro coetanei, perché sono abituati a sentirne parlare in tv da giornalisti e politologi; orgogliosi di avere raccolto il testimone di ragazzi più sfortunati, che hanno paura anche di portare il cane a fare una passeggiata o che non hanno più notizie dei loro genitori.
Un’insegnante spiega che l’insegnamento della geografia dei continenti viene svolto con un focus legato all’attualità ed ai conflitti, all’interno di un più ampio progetto transdisciplinare sui diritti umani e sui diritti dei bambini e delle bambine nello specifico. Tutti sono intenzionati a leggere il libro ed escono dalla sala con la propria copia tra le mani: piccoli semi di speranza, un soffio di aria pulita che si spera possa segnare questa generazione. Rinforza il loro entusiamo don Paolo Alliata, che per arrivare dritto al cuore dei più giovani in modo accessibile, con tono non accademico e divertente si rivolge alla favola “La guerra delle campane” del maestro Gianni Rodari, che rimarca l’insensatezza della guerra attraverso cannoni realizzati con il bronzo delle campane, che invece di sparare, suonano, facendo scoppiare la pace.
Il progetto editoriale non si esaurisce nel libro, ma offe materiali e approfondimenti didattici rivolti a educatori e insegnanti ed un sito web per implementare la raccolta di messaggi e disegni dei bambini.
Rita Bramante
