SALA E LA PREGHIERA DEL MATTINO

beltrami3 (1)

Hegel diceva che “La preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico“. Leggere i giornali subito al mattino è quello che faccio da sempre ma non sapevo che Hegel l’avesse chiamato la preghiera del mattino dell’uomo moderno.

Certo i giornali ai suoi tempi erano molto diversi ma vagando su internet ho trovato quello che mi fa capire di cosa si interessassero da tempo gli abitanti si Lipsia e della Germania in genere. Nel 1660, nacque il primo quotidiano al mondo:  il Leipziger Zeitung che aveva come sottotitolo Notizie fresche degli affari, della guerra e del mondo. Affari, guerra,mondo,come oggi.
Per Hegel la lettura dei giornali rientrava nel suo mondo di ricerca dove si riuniscono soggettività individuale e oggettività universale. Noi nell’era attuale, quella che definiamo Antropocene, abbiamo disaccoppiato la soggettività individuale dall’oggettività universale e ne paghiamo le conseguenze, a cominciare dalla crisi climatica.

Tornando coi piedi per terra, venendo a noi, la lettura mattutina dei quotidiani è ansiogena perché temiamo di leggere notizie allarmanti anche a livello locale e io ho paura di vedere che la vicenda dello spionaggio coinvolga anche il nostro Sindaco, per ora colpevole di non essersi opposto a certe nomine: Milano non potrebbe soffrire più di quanto non soffra già per la vicenda della SCIA.
Peccato che l’epicentro del caso “spionaggio” sia proprio Milano che nei primissimi anni del XX secolo il quotidiano  La perseveranza definì Capitale morale d’Italia, definizione ripresa infinite volte e che fu sepolta da Mani pulite.

Quanto a creare ansia e disorientamento il nostro Sindaco non scherza, a cominciare dalle giravolte sulla questione Meazza nella cui gestione non ci fa capire una volta per tutte da che parte lui stia: dalla parte dei tifosi o dalla parte degli speculatori immobiliari?

È di questi giorni l’ultimo exploit del Sindaco padrone del Meazza.

Perché non rendersi conto che si stia approfittando di una sorta di dipendenza diffusa tra la gente, di una passione travolgente verso uno sport agonistico coi suoi campioni, le sue squadre, una passione che è presente fin dalla antichità più remota ed è legata ad un primordiale istinto di primeggiare, connesso senza dubbio all’istinto di sopravvivenza?

Il numero dei tifosi delle squadre milanesi sono: 3.943.000 tifosi per il Milan e 4.017.500 per L’Inter.(fonte CF Calcio e Finanza.); il calcio è dunque un “mercato” immenso attorno al quale ruotano enormi interessi che vanno dagli investitori stranieri alla malavita organizzata.

Chi difende gli interessi dei tifosi? Nessuno: sono il “parco buoi” di cinici capitalisti che sanno bene come sfruttare questa “passione travolgente” che è il “tifo” per la propria squadra del cuore.
Non va mai dimenticato che il calcio fu anche un potente strumento politico ed il primo ad accorgersene fu Achille Lauro che fu anche il primo a trasformare la squadra da club a società per azioni nel 1964, dopo esserne stato padrone fin dal 1935. Lauro capì per primo l’importanza del calcio per far politica ed affari. Lo seguirono gli Agnelli, i Moratti e Berlusconi.

Il calcio oramai è solo finanza, alla faccia dei tifosi. Ma cosa ne penserebbero i tifosi, quelli che ancora considerano il calcio uno sport in cui vincono i migliori calciatori mentre ora a vincere sono i più ricchi? Quelli che comprano i calciatori al Calciomercato dove girano cifre da capogiro?
Ma la lettura dei giornali, la preghiera del mattino, ci mette in ansia non solo per il Meazza ma anche quando leggiamo che a Milano si abbattono più alberi di quanti se ne mettano a dimora, alla faccia del New Green Dial e della Commissione europea che per parte sua ci dice: I cambiamenti climatici e il degrado ambientale costituiscono una minaccia enorme per l’Europa e per il mondo. Per superare queste sfide, il Green Deal europeo trasformerà l’UE in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, garantendo che:

  • nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra
  • la crescita economica venga dissociata dall’uso delle risorse
  • nessuna persona e nessun luogo siano trascurati.

Un sogno o meglio un’utopia, a cominciare dal fatto che, per esempio, nessun imprenditore sarà disponibile a ridurre il suo business basato sull’estrazione delle terre rare indispensabili per tutto il comparto dell’elettronica sulla quale si basa ormai la nostra vita e ben sapendo che il cosiddetto riciclo non soddisferà la domanda.
Tanto per dire Nikel, Cromo, Cobalto e Piombo, se pure in piccolissime quantità, si trovano nei “brillantanti” delle lavapiatti. Questi minerali sono estratti in Paesi come l’Indonesia in condizioni sociali e climatiche terribili.

I giornali ci mettono in ansia perché leggiamo  che il Comune di Milano ha alienato a favore dei privati pezzi importanti del suo patrimonio, quello che giustamente chiamiamo bene comune e che saggezza vorrebbe sia aumentato e non alienato.
Ci mettono in ansia perché si annuncia la nascita del nuovo comitato per opporsi alle scelte del Sindaco e della sua Giunta, comitati inascoltati che costituiscono l’ennesima frattura tra il Sindaco e i cittadini che sono stufi di esser considerati come sudditi.

Ci mettono ansia (e perplessità) le promesse del Sindaco come quella di costruire 10.000 nuove case a canone accessibile perché sappiamo che non ci saranno e  sarà solo un nuovo buon proposito.
Diciamola tutta, qualunque cosa dica o faccia il Sindaco, non siamo tranquilli, temiamo il peggio.

Non sono pessimista, avevo sperato che la crisi mondiale dovuta al Covid ci avesse aperto gli occhi, e ho cominciato a sperarlo dopo aver letto nel 2020 il documento Milano 2020 Strategia di adattamento Documento aperto al contributo della città, presentato allora in conferenza stampa dagli assessori Maran,Taiani, Granelli e Lipparini: forse sarebbe stata la volta buona anche per parlare di clima e di come affrontare il problema.

Speranza vana, la profezia del Sindaco Sala del marzo 2020 ” Nulla sarà come prima” non si è avverata: tutto come prima, anzi peggio.
Ma com’é la preghiera del mattino del sindaco Sala?
Forse per non bere il calice amaro della realtà ha deciso di non leggere i giornali, nemmeno quelli che lo sostengono perché, se pure gli ha messo la mordacchia, la cronaca è cronaca.

Luca Beltrami Gadola

Share

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

4 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Pietro Vismara
Pietro Vismara
1 anno fa

L’ ultima sulla stampa del Nostro Mitico (il sindaco) è che lo stadio San Siro verrà abbattuto, tranne le parti di interesse della soprintendenza, ovvero “ad accezione della torre sud-est, di parte della tribuna arancio e della curva sud”. Insomma si vuole creare un nuovo Colosseo mezzo diroccato, ma intenzionalmente. Un po’ come avvenuto a fine Ottocento per San Giovanni in Conca in piazza Missori, abbattuto tranne che nelle parti di valore (c’era anche parte del campanile, di valore, ma quello si perse comunque perché era nel posto sbagliato). Quando mi avevano raccontato questo aneddoto storico, non ci potevo credere: ma si poteva essere più pirla? Eppure il Nostro Mitico aspira a uguagliare tali scemenze. Ma quand’è che se ne torna a Senago dalla sua mamma e smette di fare danni alla città?

Cesare Mocchi
Cesare Mocchi
1 anno fa

L’uscita di ieri di La Russa (Sala non ci basta più, prepariamo la strada per Lupi sindaco) chiarisce bene alcune cose. Innanzitutto, che Sala (qualificato come sindaco “di Centro”) alla Destra andava benissimo. Se invece l’attuale amministrazione intende cominciare ad aumentare gli oneri o a chiedere case sociali, il blocco immobiliar-cementizio (che è sempre stato di destra e sempre lo sarà) è pronto a cambiare cavallo. Chi sia Lupi poi e quale sia lo spessore morale della persona, chiedetelo ad Albertini (che lo ha avuto come assessore e non lo può vedere). E’ lui l’autore di tutte le nefandezze urbanistiche della città, prima come assessore e poi come autore in Parlamento di tutte quelle declinazioni successive dei significati delle leggi (tipo la ristrutturazione edilizia) in cui adesso ci stiamo dibattendo (con la complicità – forse inconsapevole, chissà – di parte dell’attuale amministrazione). Suoi sono gli uomini piazzati con ruoli cruciali (dirigenti, assessori) nell’amministrazione Sala e che a lui rispondono direttamente. E’ un uomo di potere, direttamente legato al mondo immobiliare. Diciamo per semplicità che è uno tipo Formigoni, ma molto, molto peggio. Averlo come sindaco è un po’ come avere Dracula all’Avis, insomma. Incrociamo le dita.

Chiara Vogliatto
Chiara Vogliatto
1 anno fa
Rispondi a  Cesare Mocchi

Ricordo che Sala è anche lo sponsor di Enrico Pezzali (il manager ciellino oggi accusato di intercettazioni illecite a favore del figlio di La Russa accusato di stupro), nominato in Fondazione Fiera grazie al suo appoggio. Tutto torna…

Chiara Vogliatto
Chiara Vogliatto
1 anno fa

Anni fa (l’assessore era ciellino) avevo avuto un incarico interessante per un progetto urbanistico. Dopo un primo incontro in Comune, però, l’operatore mi aveva avvisato: d’ora in poi il progetto l’avrebbe seguito un architetto traccagnotto, uno di quel giro (succede) (era uno studio di progettazione bizzarro, dove il responsabile non era neanche laureato, ma che come primo lavoro aveva avuto l’incarico di seguire il progetto di rigenerazione più grande d’Europa… misteri della fede). Anni dopo (nel frattempo il sindaco era Pisapia, quello dell'”aria nuova”), nuovo incarico interessante. Ma dopo un primo incontro in Comune, la stessa cosa: è spuntato lui, l’architetto traccagnotto. E anche l’avvocato è cambiato, hanno dovuto mettere quello che adesso fa l’assessore. E anche quando hanno fatto le gare per vendere le proprietà comunali, chi era il consulente occulto di alcuni compratori? Insomma ce ne sarebbero di belle da raccontare: solo non si possono dire perché a Milano chi parla di queste cose ha finito di lavorare. Per cui: bravi magistrati, stavolta avete visto giusto.

4
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x