UN SUPEREROE MILANESE A FUMETTI

Il “rubare ai poveri per donare ai ricchi”, motto del supereroe di Alan Ford Superciuk, sembra aver fatto scuola. Il fumetto, considerato con una certa sufficienza come la nona arte, vive oggi un grande successo di pubblico e di critica: la lettura dei manga giapponesi dilaga tra i più giovani e il fumetto d’autore rivive una grande stagione.
Nell’ambito della Milanesiana 2025 ad esempio la Pinacoteca di Brera ospita nel cortile d’onore della galleria fino al 9 settembre “Buon Compleanno Linus 1965-2025”, con un omaggio ad Altan per il 50esimo anniversario della Pimpa, personaggio per bambini noto in tutto il mondo. Al cinema Anteo il 4 giugno, in occasione dei 45 anni dall’uscita del celebre romanzo di Umberto Eco da oltre 50milioni di copie vendute, è andato in scena l’evento “Il nome della rosa, dal romanzo al film alla graphic Novel” con la proiezione in versione restaurata del film del 1986 con Sean Connery tratto dal libro. A precedere la proiezione, un talk con Jean-Jacques Annaud, il regista, e Milo Manara, autore dell’adattamento a fumetti del celebre romanzo.
Il fumetto d’autore è uscito dalle edicole, che purtroppo sono in grave e temo irreversibile crisi, e ha invaso librerie e teatri con i suoi mille personaggi per ogni età e passione. Nonostante questa attenzione, la città di Milano segue con stupore e rammarico il recente, e contestato, sfratto dato dal Comune allo Spazio fumetto WOW di Viale Campania.
Sono forse in pochi a sapere che proprio a Milano è nato un singolare supereroe dei fumetti che negli anni ’70 ha spopolato nelle edicole italiane. Si tratta di Superciuk, la minaccia alcoolica, personaggio di Alan Ford, ideato e sceneggiato dalla fervida e prolifica mente di Luciano Secchi (in arte Max Bunker) già autore delle storie di popolari fumetti come Kriminal e Stanik.
Secchi (Milano, 24 agosto 1939) è uno sceneggiatore e autore di tutte le stories a fumetti di Alan Ford, molte delle quali ispirate da episodi di cronaca milanese (come ‘il solista del mitra’ Luciano Lutring), fatti e personaggi italiani dal Golpe Borghese alla Loggia P2 e al calcio scommesse; da Enzo Tortora a Renato Zero, Pavarotti, il Papa e l’immancabile parodia di Berlusconi.
La fortunata serie di Alan Ford decolla come vendite con l’uscita in edicola del numero 26 dedicato fin dalla copertina a Superciuk, supereroe che si muove in uno scenario newyorkese con riferimenti e crediti milanesi e nazionalpopolari (il fiasco di vino e lo scooter a tre ruote che rimanda al Lambro, motocarro della Lambretta di Lambrate con il quale si muove il supereroe alcoolico).
La dinamica dell’incidente casuale è utilizzata sovente nelle stories a fumetti: Obelix da piccolo cade nel grande pentolone della pozione magica, Capitan America ha superpoteri derivati da esperimenti militari, i Fantastici Quattro sono irradiati, e mutati, da raggi cosmici…
Come molti supereroi anche Superciuk, supereroe alcoolico è vittima di un incidente casuale (un’esplosione avvenuta all’interno della ‘Multata Fabbrica di Vini Sofisticati’) che gli conferisce il suo super potere. Il potere e l’invincibilità di Superciuk, minaccia alcoolica sono dovuti alla sua proverbiale fiatata alcoolica ottenuta grazie a un abuso di alcool: almeno 100 litri al giorno di Barberaccio italiano, sostituito in seguito con un altrettanto pestilenziale succo di pomodoro alla cipolla agliata.
Il noto sceneggiatore e papà di Superciuk Max Bunker, lo descrive in questo modo: <Il vero nome Ezechiele Bluff, nella vita uno spazzino, decide di diventare un Robin Hood al contrario che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Perennemente soggetto alle angherie della compagna, la bandita Beppa Giosef, fondamentalmente è un idealista, convinto che i ricchi siano persone per bene in quanto non buttano le cartacce a terra. La sua folle crociata è spinta dall’ideale di un mondo pulito privo di gente che sporca. Il consumo spropositato del barbera di pessima qualità (e successivamente un mix micidiale di terribili pomodori alla cipolla agliata) gli conferisce dei super poteri quali una fiatata mefitica che stordisce gli avversari e i malcapitati che si trovano sulla sua strada e con la quale può fondere persino i metalli. Diviene paladino dei ricchi di New York capitalisti contro i “soprusi” del proletariato.>
Nell’ultima storia della trilogia iniziale di Superciuk (n.28 di Alan Ford ‘Il fiasco spezzato’ ottobre 1971) viene riportato un illuminante dialogo tra Alan Ford (personaggio principale e carismatico del gruppo T.N.T., sgangherati agenti segreti comandati dall’immortale, e ultracentenario, Il Numero Uno) e Superciuk:
<Alan Ford: “Ma…ehm… perché lei, che è uno spazzino, ossia un poveretto come noi e tanti altri, si ergeva a difesa dei ricchi?”
Superciuk: “Perché? Ma è semplice, appunto perché sono spazzino, ecco perché! Sono i proletari, i cenciosi che insozzano le strade! Appena finito di pulirle, loro gettano cartacce in terra, ed io a sgobbare ancora, ripulire, poi ancora ripulire! I ricchi sono educati, gettano la carta nel cestino, poi hanno delle belle pattumiere dove gettano tutti i rifiuti, e non dalla finestra come fanno i cenciosi pezzenti! Da lì è nato il mio odio per i poveri, e la mia riconoscenza per i ricchi!”.>
Un personaggio comico e satirico allo stesso tempo, non solo un Robin Hood alla rovescia, che ‘ruba ai poveri per donare ai ricchi’, ma soprattutto uno spazzino (oggi operatore ecologico) che, come nella Milano di Enzo Jannacci, ‘el purtava i scarp de tennis’, e proprio come il barbone di Jannacci (‘el parlava de per lü, rincorreva già da tempo un bel sogno d’amore’): anche Superciuk parla da solo mentre pulisce il sozzume della città lasciato dai poveri e rincorre il suo sogno d’amore per i ricchi profumati e puliti.
Luciano Secchi nello sceneggiare il personaggio di Superciuk ha affermato di essersi ispirato ad una persona reale che incontrava spesso: il portiere dello stabile in cui abitava era spesso sbronzo e aveva un alito terrificante mentre lo salutava.
Uno dei tratti distintivi del personaggio che da semplice spazzino muta in invincibile supereroe alcoolico è dato dal fiasco di vino (presente sia sul mantello di Superciuk che sul piantone dello scooter a tre ruote utilizzato per le rapine). Fiasco che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’italianità alimentare nel mondo.
Come afferma Edoardo Tardioli*, noto winemaker, il fiasco di vino da contenitore è divenuto nell’immaginario collettivo (soprattutto estero) contenuto: < Così questo contenitore divenne più importante del contenuto stesso; il vino al suo interno, infatti, poteva anche non essere di prima scelta.>
E, in tema di contenuto, è da notare come il vino imbottigliato e venduto nei panciuti fiaschi di vetro soffiato, ben protetto da uno strato d’erba secca palustre, debba essere rigorosamente un Chianti Classico toscano e non un Barberaccio italiano, la bevanda amata da Superciuk.
Sempre a proposito di vino, è da considerare come Superciuk non sia da considerarsi come un “super ciucco” (termine milanese per “ubriaco”): il supereroe alcoolico beve perché solo un tasso alcolico elevato è in grado di generare la sua letale super fiatata. L’eroe alcoolico appare infatti ubriaco in un solo episodio (‘Il ritorno di Superciuk’ n.51), ma anche qui gli effetti dell’alcol svaniscono dopo aver generato la super fiatata.
Nell’episodio già citato di Alan Ford “Il ritorno di Superciuk”, dopo che, da ubriaco, l’eroe alcoolico ha ucciso le pulci di un giocoliere in una osteria, beve a dismisura per ricaricare la sua super fiatata: < Sì, Superciuk è tornato allo sbevazzo, almeno pare! A me una botte!.> Cinica e premonitrice la risposta dell’oste che si vede prosciugata la botte di vino: < Beva, beva, spugna della miseria, poi le salta il fegato e la vendo all’Istituto dei trapianti a caro prezzo. Eh, eh…>
E saranno proprio i problemi al fegato a costringere Superciuk (“Finito. Non sono più nessuno. Se bevo un altro goccio di vino paff, mi si spappola il fegato del tutto e amen!”) a sostituire l’alcool del Barberaccio italiano con una nuova formula in grado alimentare la sua letale fiatata alcoolica: un misterioso ‘succo di pomodoro alla cipolla agliata’.
Superciuk l’eroe alcoolico delle osterie milanesi è un supereroe costruito come personaggio con scarsa complessità e mistero. Un supereroe strutturalmente semplice, figura dalla personalità immediatamente riconoscibile e facilmente riconducibile al vissuto quotidiano. Una formula di grande successo ideata da Stan Lee, prolifico sceneggiatore della Marvel con l’Uomo ragno, I Fantastici Quattro, Capitan America e amico di Luciano Secchi, che per avvicinare i supereroi al grande pubblico americano aveva immaginato “supereroi con super problemi’. Proprio come le persone comuni. Del resto chi di noi non si è mai imbattuto in un netturbino un po’ ciucco al mattino
presto nelle strade sotto casa?

© Max Bunker
Marco Ceriani
Food Hero @granceriani
Il libro: M. Ceriani, Fenomenologia alcoolica di Superciuk, 2025
Nota:
* E. Tardioli, Fiasco, in Pantagruel n.1, La nave di Teseo, 2020

Superciuk è la perfetta personificazione della Milano odierna! Potrebbe candidarsi a sindaco