RAPPRESENTARE, CONTRATTARE, PARTECIPARE

Le organizzazioni della rete riformista milanese e lombarda intendono rilanciare una piattaforma comune di proposte per il lavoro, da sottoporre al confronto con le istituzioni, le forze politiche, le parti sociali e il mondo dell’impresa. Alla base vi è la convinzione che la questione salariale, la modernizzazione della contrattazione e l’estensione dei meccanismi partecipativi siano tre assi strategici per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, con particolare attenzione alle dinamiche territoriali dell’area metropolitana milanese e della Lombardia.
La questione salariale è prioritaria.
Dopo un lungo ciclo di stagnazione retributiva, aggravato dagli effetti dell’inflazione importata e dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie, è urgente intervenire sul piano normativo e contrattuale. La recente giurisprudenza della Corte di Cassazione ha riaffermato il principio costituzionale della sufficienza e proporzionalità delle retribuzioni, aprendo la strada a una riflessione sulla definizione di livelli minimi adeguati anche in presenza di contratti collettivi formalmente applicati. In questo quadro, la discussione su un possibile salario minimo legale va affrontata con un approccio pragmatico: né ideologico né alternativo alla contrattazione, ma come strumento di garanzia per i lavoratori in settori meno tutelati.
Innovazione e produttività vanno rilanciate insieme al capitale umano.
Il sistema produttivo lombardo presenta eccellenze ma anche forti disomogeneità settoriali e dimensionali. Serve un salto di qualità nelle politiche pubbliche per l’innovazione, la formazione continua e la transizione digitale ed ecologica. Le politiche attive del lavoro vanno rafforzate in chiave integrata, con un ruolo centrale dei servizi territoriali e un maggiore coordinamento tra attori pubblici e privati. L’innalzamento della produttività non può prescindere dall’investimento in competenze e dalla qualificazione del lavoro.

Partecipazione come leva di coesione e competitività.
La cultura della partecipazione nei luoghi di lavoro rappresenta una risorsa ancora sottoutilizzata. Esperienze europee dimostrano come forme di codeterminazione, partecipazione agli utili, coinvolgimento nei processi organizzativi possano generare benefici per imprese e lavoratori. Rilanciare il dialogo sociale, rafforzare la rappresentanza nei settori non standard, valorizzare il ruolo delle parti sociali nei processi di innovazione: sono questi gli snodi di una strategia inclusiva e orientata alla qualità.
Un’agenda riformista per il lavoro.
Milano e la Lombardia possono essere laboratori di politiche avanzate per il lavoro e la competitività. È il momento di costruire un nuovo patto territoriale che, a partire da salari dignitosi, competenze diffuse e partecipazione effettiva, favorisca la crescita sostenibile del tessuto produttivo e la coesione sociale. Chiediamo che queste priorità siano messe al centro dell’agenda di governo e delle amministrazioni locali, con il contributo attivo di tutte le rappresentanze sociali e produttive
Gli organizzatori
