ATM SEMPRE PIÙ AVVITATA SU SE STESSA. GARA VINTA PER IMPIANTI A FUNE NON FA PRIMAVERA

Lo scorso 13 marzo, Atm (Azienda Trasporti Milanesi) ha vinto la gara per il servizio di trasporto degli impianti a fune del territorio dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale del Bacino di Como, Lecco e Varese. L’azienda avrà la gestione di sette infrastrutture in partnership con Itb (Imprese Turistiche Barziesi), con un contratto della durata di sette anni per un valore economico dell’appalto di 11 milioni di euro.
“Siamo molto soddisfatti di poter mettere a disposizione l’esperienza di Atm in tema di gestione di impianti a fune, rafforzando lo sviluppo dei territori e rispondendo alle esigenze delle comunità per le quali operiamo”, ha dichiarato, l’amministratore delegato di Atm Arrigo Giana.
Inoltre nel comunicato di ATM si legge: “con questo nuovo contratto, Atm conferma il suo percorso di crescita che la sta portando a diventare uno tra i principali player europei di trasporto pubblico, un ruolo d’eccellenza che passa anche dalla gestione di metropolitane automatiche a Milano (molti ascensori sono fuori servizio), Copenaghen e Salonicco, e da un’esperienza di oltre vent’anni nella gestione di impianti a fune”. Sembra che ATM stia attraversando un periodo magico invece si tratta di diversivi buoni per i consiglieri comunali ma non per l’utenza.
Non è così. Tutto potrebbe essere un bene se l’azienda rispondesse anche alle esigenze della comunità meneghina e se un bilancio separato da ogni attività e partecipazione fosse reso noto. Invece c’è da considerare che la qualità e la quantità dei servizi di ATM sono nettamente peggiorate in questi ultimi anni. La missione prioritaria di ATM, di offrire un servizio di trasporti capace di essere alternativo all’automobile per frequenze e di rete capillare anche nei quartieri, non esiste più. Sono diminuiti i passeggeri trasportati grazie alle lunghe attese alle fermate.
La recente sentenza sugli straordinari di ATM della Magistratura di Milano ha provocato una stretta nell’utilizzo del personale per non farla incorrere in nuove sanzioni. Ciò sta provocando una ulteriore riduzione del numero di corse dei mezzi in città.
Se con una carenza di oltre 400 tranvieri, ma con prestazioni straordinarie con punte di mille ore l’anno contro le 250 ore annuali previste dal contratto di servizio, venivano tagliati il 19% dei i tram, il 17 % dei filobus e il 15 % dei bus urbani (pamphlet del Politecnico), complessivamente 3.490 corse in meno al giorno.
L’ATM continua a percepire gli stessi contributi d’esercizio, pur violando (minori corse) il contratto di servizio stipulato con il Comune. Inoltre le assunzioni degli autisti sono sempre poche a causa dei turni faticosi, dei bassi salari e degli alti costi della vita a Milano. Un esempio per tutti: nel deposito di Sarca ci sono 6 conducenti in formazione. Ma lasceranno l’azienda nei prossimi 2 mesi 8 senior che vanno in pensione.
Da settembre ad oggi, in questo deposito fra pensionamenti e dimissioni volontarie l’organico, si è ridotto di 28 unità. In metropolitana, per la prima volta da 35 anni si sono licenziati due dirigenti della centrale del traffico (DCT). Un autista di Sarca a un anno e mezzo dalla pensione, si è licenziato. I bassi salari e la pessima organizzazione e gestione del personale aumentano il fuggi fuggi generale degli addetti, evidenziando un’azienda sempre più allo sbando.
Ora con la minore disponibilità del personale, si sta passando al 25% delle corse giornaliere in meno. Nonostante questo l’ATM continua a percepire gli stessi contributi d’esercizio, pur violando il contratto di servizio stipulato con il Comune.
Dario Balotta
