SALVARE MILANO

Copia di Progetto senza titolo (36)

Anche chi non aveva risparmiato critiche alla politica urbanistica dell’attuale Amministrazione è rimasto attonito di fronte alla rete di complicità svelate dalle intercettazioni fatte dalla Procura e quindi esplose sui giornali; per non parlare poi del Sindaco, che si è limitato a balbettare qualcosa, dei consiglieri confusi, o del totale silenzio del partito “azionista di riferimento”. Si spera ovviamente che le cose si chiariscano e vale sempre la presunzione di innocenza per gli accusati; ma il colpo è stato forte e non lo si può ignorare.

In breve quello che è successo è un po’ come nella fiaba del vestito nuovo dell’Imperatore, ricordate? Ci si è illusi per anni sul Modello Milano che coniugava profitto e vivibilità sociale, di città a 15 minuti, di piazze fatte con la vernice “perché non ci sono soldi”, di quartieri da chiamare per nome, di una città sempre più giovane e ricca, di mobilità che se non funziona è “perché i milanesi non hanno ancora capito che possono andare a piedi”, e invece:

  • i soldi c’erano, solo non venivano chiesti agli operatori immobiliari
  • seicentomila milanesi hanno dovuto abbandonare la città perché non riuscivano più a pagarsi la casa, ed è per questo che la città è più giovane e ricca: i poveri e i vecchi se ne sono dovuti andare (e c’era anche un assessore che se ne vantava: chissà per chi avevano votato, e come voteranno adesso, questi ex milanesi, ora che sono costretti a stiparsi sui treni affollatissimi di Trenord o a pagare area C)
  • i trasporti pubblici funzionano sempre peggio, e anche i servizi non scherzano (vedi piscine)
  • c’era una rete di complicità fra dirigenti comunali (nominati dal centrodestra ma richiamati in servizio da questa amministrazione – che ora li disconosce), urbanisti di sinistra, istituzioni sempre pronte a richiamare (gli altri) al rispetto delle norme deontologiche e i costruttori 
  • chi si è affidato al sistema è rimasto con il cerino in mano, con i risparmi e gli investimenti bloccati come in un classico schema piramidale
  • e molto altro ancora su cui è inutile dilungarsi.

Il re è nudo, insomma.

Che cosa si può fare ora? Alcuni possibili obiettivi potremmo iniziare a pensarli:

1) rifare il PGT. E non solo nel senso di abbellirlo, ma rivedendone criticamente alcuni presupposti: i diritti edificatori che volano da una parte all’altra della città, le volumetrie esistenti sempre fatte salve, gli indici enormi sulle aree inedificate, l’indifferenza funzionale, le dotazioni mancanti: tutto deve essere rivisto con occhio critico, magari anche per riconfermarlo o riformularlo: ma senza tabù e preclusioni (e senza aspettare le “linee guida” della Procura)

2) avvalersi anche di un occhio esterno: il lavoro di revisione può essere fatto solo con l’aiuto di professionisti competenti, capaci, liberi nel giudizio. Basta con i piani fatti solo dagli uffici o da centri studi conniventi. E bisogna anche cercare una soluzione equa al problema di chi è rimasto in mezzo al guado, distinguendo il grano dal loglio e disincagliando i progetti bloccati, senza con questo distruggere il futuro della città e del paese

3) rifondare gli uffici comunali aprendoli agli apporti delle migliori professionalità: e quindi basta con i concorsi chiusi (come avviene adesso), accessibili solo a chi è già interno, magari per consolidare la posizione di funzionari sotto inchiesta, basta con la cooptazione di amichetti e compagni di cordata: gli uffici devono essere autonomi, e per essere autonomi e autorevoli devono essere capaci e per essere capaci devono essere scelti per merito in concorsi aperti a tutti

4) giusto dialogare con le opposizioni per carità, la città è di tutti e serve collaborazione. Ma politicamente va spezzato lo sciagurato legame fra una parte del centrosinistra (i cosiddetti riformisti, o forse “controriformisti”) e una parte del centrodestra (nello specifico i cosiddetti formigoniani o ciellini). Cielle è sempre stata e sempre sarà per sua natura e formazione un gruppo intimamente reazionario e poco rispettoso della legalità: esistono, si può dialogare (si dialoga con tutti), ma non può essere cooptato organicamente come è avvenuto, portandoli in Giunta e nelle dirigenze comunali apicali

5) simmetricamente infine, andrebbe abbandonato l’ostracismo verso qualunque posizione vagamente di sinistra, subito bollata come “estrema”, velleitaria o comunque rompiscatole.

I rompiscatole avevano visto giusto, questo è il punto. E magari iniziare ad ammetterlo chiaramente sarebbe già un passo avanti.

L’Osservatore Attento

 

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Gregorio Praderio
Gregorio Praderio
1 anno fa

Detto forse in modo un po’ brusco, ma efficace. Sul tema “che cosa fare ora” segnalo il bell’intervento, completo e puntuale, di Arturo Lanzani per la Casa della Cultura https://www.casadellacultura.it/1573/milano-cosa-resta-e-come-ricominciare-
Su come le politiche urbanistiche milanesi abbiano favorito solo lo sviluppo della rendita e non di un tessuto economico innovativo, segnalo questo intervento: https://www.glistatigenerali.com/citta/milano/chi-vince-e-chi-perde-come-cambiata-leconomia-milanese/ Chi parla è Dario Di Vico e il Centro Caldara, vale a dire soggetti di cultura politica riformista e liberista. Ma davvero non le mandano a dire.

Pietro Vismara
Pietro Vismara
1 anno fa

Immagino si volesse dire “pagare area B”. Dettagli, ma importanti…

Andrea Vitali
Andrea Vitali
1 anno fa

C’è chi parla di “religione-zombie” quando permangono le usanze (si battezzano i figli, ci si sposa in chiesa…) anche quando non ci si crede più. Poi si passa al livello di “religione-zero”, quando non si fa più nemmeno finta. Nel caso di CL parlerei di “religione -sottozero”, quando cioè si usano i legami religiosi per fare tutt’altro: togliere il verde, eliminare le case popolari, fare guadagnare di più ai ricchi, eccetera (ma bisognerebbe parlare anche di “sinistra-sottozero”…)

Chiara Vogliatto
Chiara Vogliatto
1 anno fa
Rispondi a  Andrea Vitali

C’è chi dice che CL sia una sorta di mafia del Nord. Non mi risulta però che si occupino di omicidi, di traffico di stupefacenti o di controllo della prostituzione, quindi il paragone mi sembra improponibile.

Cesare Mocchi
Cesare Mocchi
1 anno fa

Leggo che il presidente del Senato La Russa vorrebbe proporre Maurizio Lupi come prossimo candidato Sindaco per il centrodestra. Temo che La Russa (che pure è di Milano) non abbia capito bene con che tipo di personaggino ha a che fare. Per informazioni, potrebbe chiedere all’ ex sindaco Albertini, che infatti non lo volle più come assessore nel suo secondo mandato. O chiedersi come venivano convinti i famosi “sponsor anonimi” (davvero un bel l’ossimoro, stranamente poco rilevato a suo tempo) che versavano soldi per le sue iniziative. O in che modo abbiano fatto carriera dal nulla i vari Cerri e Bardelli adesso alquanto chiacchierati. Basta: se non vuole (in caso di vincita, cosa che non auspico) trovarsi la Procura in Comune un giorno sì e l’ altro anche, consiglio spassionatamente di pensare piuttosto a personaggi integerrimi come l’ ex vicesindaco De Corato, e non a traffichini del genere. È un consiglio di cuore, davvero!

Pietro Vismara
Pietro Vismara
1 anno fa
Rispondi a  Cesare Mocchi

Quello è pieno di scheletri nell’ armadio, chissà se non sia ora che inizino a tirarglieli fuori. E magari che perfino Sala si renda conto che CL è di destra.

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