ERA INEVITABILE
La tempesta giudiziaria che ha travolto il Comune di Milano parte da lontano, la data è quella del 7 aprile 2014 con l’entrata in vigore della legge 7 aprile 2014 n°56 , legge Delrio che va letta insieme alla legge 25 marzo 1993 n°81. che disciplina l’elezione diretta del sindaco.
Cosa è successo? Il Sindaco di Milano, volente o nolente, si è trovato ad essere anche Sindaco della Città Metropolitana in attesa che le norme per l’elezione del Sindaco della città Metropolitana fosse regolata diversamente ed il dibattito parlamentare è ampio.
Le leggi e le proposte di Legge che riguardano la Città Metropolitana sonò state un profluvio e nessuna di queste fu messa in atto per il totale disinteresse alla questione.
Oggi siamo in questa situazione: Pisapia si trovò ad essere Sindaco metropolitano, suo malgrado, nel corso del suo mandato mentre Sala quando fu eletto Sindaco di Milano sapeva benissimo di essere diventato anche Sindaco della Città Metropolitana.
Questo incarico non lo interessava affatto, infatti non se ne occupò mai seriamente e finalmente il 22 marzo 2023 — durante il Consiglio, il sindaco metropolitano Giuseppe Sala ha annunciato la nomina di Francesco Vassallo, sindaco di Bollate, a vicesindaco, praticamente con tutti i poteri del sindaco.
Sala ha mollato il sacco e dal 2016 al 2023 praticamente la Città Metropolitana è rimasta acefala e la sua rilevanza pari a zero. Peccato.
Che le cose non funzionassero lo dimostra il “Patto per il rilancio del governo metropolitano” sottoscritto il 9 giugno 2023 tra Comune, Assolombarda e sindacati. Ad un anno dalla sottoscrizione è difficile vederne gli effetti ma qualcosa deve pur succedere.
Ma perché parlarne a proposito della tempesta giudiziaria di Milano? Perché si tratta della funzione di sindaco, quella che con la legge 25 marzo 1993/81 ha stabilito l’elezione diretta del Sindaco da parte dei cittadini e che gli assessori sono di nomina (revocabile) dello stesso: una legge pessima e che contesterò sempre, sapendo di essere in buona compagnia.
Prima di passare oltre vorrei citarvi parte di un testo di un libro dal titolo BASSANINI, BRUNETTA E I GATTOPARDI NELLA DIFFICILE RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE di Ferdinando Pinto.
Primo periodo: “In principio fu tangentopoli . Al di là di qualsiasi altra motivazione, la riforma, o le riforme, che hanno attraversato, secondo qualcuno quasi distrutto, l’amministrazione italiana negli ultimi quindici anni trovano il vero punto di inizio in quel fenomeno che, a cavallo del 1990, avrebbe, nel giro di pochi anni, travolto partiti, istituzioni e certezze intorno ai quali il nostro Paese aveva costruito la sua storia fin dall’immediato dopoguerra.”.
Ultimo periodo: “Ogni società tende a mal sopportare la burocrazia che la governa, ogni analisi tende a ricostruire ciò che è teoricamente l’ottimo. Il vero pericolo è che, in entrambi i casi, sopravvivano i gattopardi, sia nella politica come nell’amministrazione, e tutto si cambia per non cambiare niente.”.
Come non condividere.
Veniamo ora a quello che, nella logica di quel che dice Pinto, è altrettanto importante: l’elezione diretta del Sindaco e della Giunta perché merita un ragionamento a sé.
Con questa legge il Sindaco è divenuto di fatto, con l’investitura elettorale, un autocrate, visto che nomina (e dimette) tutti i membri della Giunta, questi ultimi suoi “consiglieri” senza alcun potere reale. Lui e il Direttore generale hanno il potere di vita e di morte, lo strumento usato per mettere in riga i funzionari riottosi (quelli che se fossero liberi non firmerebbero alcuni provvedimenti) è il bossing (un tipo di mobbing messo in atto da un soggetto agente non di pari grado, bensì un superiore gerarchico, in diversi contesti sociali (come ad esempio un capoufficio, un dirigente, un manager).
Nella pratica consiste nel trasferimento di un dipendente ad altro incarico dove mantiene lo stesso grado (per legge) e stipendio ma lo si colloca in una posizione meno gradita o addirittura in una posizione morta, ossia senza incarichi graditi e dove comunque non si fa carriera.
Ma esiste anche il contrario, gli si fa far carriera se è ubbidiente e firma senza batter ciglio, magari persino assessore.
Esiste penso una certa solidarietà tra dipendenti perché i 150 che hanno chiesto di essere spostati di mansione all’arrivo della bufera sono più numerosi di quelli che lavoravano alla Direzione Rigenerazione urbana.
Questo spiegherebbe molte cose avvenute negli ultimi tempi come la dichiarazione del Sindaco di voler acquistare la Maura, l’ex trotto adiacente al Meazza.
Lo ha fatto senza nemmeno un passaggio in Consiglio comunale, il padrone è lui! Noi cittadini attenti ne abbiamo abbastanza e pubblichiamo volentieri qui appresso la lettera che i Comitati gli hanno inviato.
Luca Beltrami Gadola
LETTERA APERTA DEI COMITATI CIVICI AMBIENTALISTI AL SINDACO BEPPE SALA
All’attenzione del sindaco Giuseppe Sala
Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni che ha rilasciato ieri su di noi “ribelli” in cui ci chiede “tra due anni scelgano con chi stare”.
Siamo allibiti e non le nascondiamo una certa amarezza e delusione sulle scelte che ha fatto in questi anni, tutte indirizzate alla cementificazione della città: il mancato parco degli Scali ferroviari e quello dell’area Expo (i cittadini lo avevano espressamente chiesto con un referendum), l’intenzione di svendere un pezzo di città – un parco e uno stadio – ai fondi di investimento proprietari delle squadre milanesi, il cui unico scopo è la speculazione.
Ora con il “Salva Milano” si va oltre la sanatoria, un condono sull’esistente è diventato “interpretazione autentica” per Sua richiesta e del Pd, legge che pretende di superare norme urbanistiche consolidate dalla Cassazione, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale.
Chiede a noi da che parte staremo tra due anni? Siamo noi che chiediamo a Lei e alla sua maggioranza: da che parte state?
Continuate a narrare di una città green ma nella realtà state consentendo di cementificare ovunque e anche senza far pagare i giusti oneri ai costruttori, come le recenti inchieste della Procura stanno evidenziando. Il che comporta mancati introiti nelle casse comunali e di conseguenza meno servizi ai cittadini.
Sono anni che manifestiamo con flash mob, incursioni in Consiglio, assemblee pubbliche, una interrogazione a risposta immediata alla sua Giunta (depositata a novembre 2023 e che ancora deve ricevere risposta in Consiglio Comunale). Più di 50 associazioni e comitati riuniti sotto la sigla “Facciamo l’appello” le hanno chiesto di azzerare il consumo di suolo ma Lei non ci ha mai ascoltato. Abbiamo dovuto lottare anche per salvare un pezzetto del meraviglioso glicine in piazza Baiamonti.
Scali ferroviari, gentrificazione, case inaccessibili, zero politiche abitative, aria irrespirabile, attese giurassiche alle fermate dei mezzi di superficie, queste politiche non aiutano.
Una città escludente ed esclusiva.
Se gli elettori non vanno a votare un motivo ci sarà, questo divario tra il dire e il fare crea disaffezione e a nulla valgono le “riflessioni” post voto, ci vuole semplicemente coerenza.
Presentarsi tra due anni con il cappello in mano a chiedere il voto “se no vince la destra” non crediamo che funzionerà più.
Caro sindaco, siete voi che dovete scegliere da che parte stare, invece di propinarci il solito bla bla bla. Siamo noi che Le diciamo che ha ancora due anni di tempo per dare un tangibile segno di cambio di rotta e dirci con chiarezza, con scelte precise, da che parte volete stare, oltre lo storytelling, nei fatti.
Facciamo L’Appello
Comitato difesa Bosco Falck Milano
ForestaMI e poi DimenticaMI
Schierarsi Milano
Comitato Intercomunale Silla2
Comitato Molino Sud
Comitato Baiamonti Verde Comune
Comitato Percorso Sempione
Greensando
Movimento Beni Comuni
Coordinamento Democratico e Costituzionale
Comitato La Goccia
BoschiAmo Milano
Gruppo Quartiere Suffragio
Salviamo il Parco Bassini
Associazione Parco Piazza d’Armi Le Giardiniere
Rete Ambiente Lombardia
Milano, 24 novembre 2024
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PER SOTTOSCRIVERE L’APPELLO:Pagina Facebook: https://www.facebook.com/facciamolappello/
Email: facciamolappellocomunicazioni@gmail.com

Tutto giustissimo. L’ ultima del nostro è la proposta di vendere San Siro alle squadre sulla base di una perizia fatta dall’ Agenzia delle Entrate (notoriamente inaffidabile, tanto è vero che la legge impone che le vendite avvengano tramite gara, dove non è raro – vedi Pirellino – che il prezzo offerto sia il doppio della stima iniziale), ma tant’è, quello che dice la legge per il sindaco non conta niente. E infatti il Comune (e gli operatori) sono abituati a ignorarla : vedi le aree di Porta Nuova che erano comunali, vendute a trattativa privata a Hines/Coima in base a una stima fatta chissà come, e all’ origine della fortuna dell’ iniziativa. O la stima fatta sempre da Agenzia delle Entrate su Merlata Bloom, dove il valore di un grande centro commerciale era equiparato ai negozietti di quartiere di viale Certosa, mai vista una cosa simile, ma tanto nessuno va a controllare. E quindi ci si ritenta di nuovo (solo un consigliere di F Forza Italia, udite udite! ha avuto da obiettare chiedendo la gara) e se verranno fuori problemi chissà, chiederanno di nuovo l’ “interpretazione autentica”. E per il voto… peggio di questo sindaco è difficile.