LA RIORGANIZZAZIONE DELLA MACCHINA COMUNALE MILANESE

In un precedente intervento ci si era chiesti se non fosse il funzionamento della macchina amministrativa pubblica uno dei maggiori problemi del paese, sul quale intervenire per una maggiore efficienza. Il nuovo Sindaco Sala è quindi giustamente intervenuto all’inizio del suo mandato a riorganizzare la struttura comunale, in particolare nella dirigenza. In questo, sono stati seguiti alcuni principi largamente condivisibili:

06nessi-broglia38fb* quello della rotazione delle figure apicali, per non consolidare posizioni di potere, inerzie, rendite di posizione
* quello dell’individuazione di dirigenti a tempo determinato per progetti speciali (anche se in alcuni casi persistono attribuzioni a tempo determinato per attività ordinarie di tipo istituzionale, con ruoli peraltro coperti da figure professionali degnissime, per carità; non si capisce bene allora perché non tentare di consolidarle)
* quello dell’apertura dei bandi di concorso anche a figure professionali esterne, e non solo a chi è già dipendente pubblico.

Entrando poi nel merito dei cambiamenti fatti, può sorgere però qualche perplessità. In generale nella riorganizzazione delle direzioni c’è forse il rischio di dispersione e sovrapposizione di alcune competenze: fra facility, appalti e progettazione infrastrutture c’è forse una possibile dispersione; marketing e periferie finiranno invece probabilmente per andare a sovrapporsi ad altre competenze (politiche sociale e urbanistica, ad esempio). Non è forse insomma chiaramente leggibile la distinzione fra organizzazioni di scopo (tipo le periferie) e strutturali (tipo i lavori pubblici). Peccato poi che su un tema molto sentito, come l’accesso alla casa, si parli solo di gestione e assegnazione degli alloggi Erp esistenti, avendo evidentemente rinunciato all’idea di nuove realizzazioni.

Entrando ancora di più nel merito, non sempre le rotazioni dirigenziali sembrano essere state fatte secondo criteri puramente meritocratici: in alcuni casi sembrano penalizzati i dirigenti che si erano dimostrati più seri e magari più fermi nei confronti degli iniziative private, favorendo quelli invece apparentemente più accomodanti. Certo l’inutile severità è un difetto, ma anche la fermezza è un pregio.

Stupisce poi che non ci sia stato avvicendamento nell’area che dovrà seguire l’aggiornamento del PGT: considerando gli innumerevoli errori con cui è stato impostato e redatto quel documento, uno sguardo fresco e un po’ di discontinuità sarebbero forse stati più opportuni (è difficile, per semplici motivi umani e psicologici, che chi ha commesso una simile sfilza di errori ammetta di essersi sbagliato e provveda a correggerli); ci sono poi molti validi dirigenti comunali che avrebbero potuto ben provvedere.

Stupisce infine che non sia stato individuato un nuovo responsabile del SUE (la vecchia Edilizia Privata): uno dei settori cruciali per la riqualificazione e il rilancio della città, senza un responsabile (se non ad interim)! Ma gli interim sono diversi, forse segno di un lavoro ancora in corso. Insomma, le intenzioni sono state certamente positive, ma forse c’è ancora da lavorare.

Giovanni Nessi Broglia

 

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