MILANO UN NODO AL CENTRO DELLE RETI DI CITTÀ PER LA FOOD POLICY

Si è appena conclusa Habitat3, la conferenza mondiale sulle città delle Nazioni Unite (nazioni -unite- che parlano di città) e le proposte di Milano e l’eredità di Expo continuano a far parlare di sé. Dopo un processo di negoziazione durato più di un anno, nella cornice meravigliosa della Quito di Guayasamin, i governi del mondo hanno varato un documento che ha aggiornato la loro posizione nei confronti delle (rispettive) aree urbane aprendo di fatto la strada a collaborazioni sperimentali tra agenzie dell’ONU (FAO, OMS/WHO, ecc. ) e centri urbani.

02amato36fbC40, la rete dei sindaci più importanti del mondo uniti contro il cambiamento climatico, era lì. In prima linea nella fase delle negoziazioni, C40 e tanti dei suoi sindaci hanno contribuito ad aggiornare con capoversi inediti il linguaggio delle burocrazie sovranazionali: accanto agli slum e alle reti idriche e fognarie hanno fatto finalmente capolino parole come sostenibilità, efficienza energetica, mobilità, densità, equità, economie, coesione, salute, e dulcis in fundo (scusate il gioco di parole) “alimentazione”.

Ed è proprio su questo tema che nelle stanze della nuova diplomazia il nome di Milano continua a risuonare. Milano, con le sue decine di iniziative spontanee esplose durante l’Expo, la sua food policy, tutte le sue sperimentazioni, le nuove proposte e le sue incessanti ri-generazioni specchiate e amplificate dal suo MUFPP (Milano Urban Food Policy Pact) lanciato dal sindaco Pisapia nel C40 Summit del 2014, è riuscita a ingaggiare e contagiare decine di organizzazioni (tra cui la stessa C40) e a portare sulla ribalta un tema tanto strategico per lo sviluppo sostenibile di ogni città quanto negletto. In due parole, una propria, originale, via alla sostenibilità.

Tutto questo mentre gli esperti finalmente riconoscevano che anche il settore del cibo, storicamente too big to change (parafrasando il noto slogan), responsabile del più micidiale dei paradossi, spreco a fronte di fame e carestia, e di oltre il 30% delle emissioni globali, ci fosse bisogno di nuovi spunti e nuove energie. Che fosse necessario iniziare a guardare anche alla domanda – ovvero al consumo, ai consumatori e quindi alle città, così come ad alleanze multistakeholder in grado di sperimentare dinamiche e canali innovativi capaci di coniugare obbiettivi ambientali, nutrizionali e di welfare.

Questa insperata congiuntura rende lo scenario in cui si muove Milano e i suoi network di riferimento estremamente dinamico. Il gruppo di lavoro sul cibo all’interno di C40 – su decisione del Sindaco Sala guidato proprio da Milano, è stato lanciato a metà giugno all’EAT Forum e ha già 30 membri. Questo vuol dire che in meno di 5 mesi 30 degli 86 sindaci più importanti del mondo hanno dichiarato che il cibo è tra le priorità del proprio mandato e hanno chiesto al proprio staff di partecipare a tutte le attività di confronto e formazione (online e offline) organizzate da C40.

Le città si scambiano buone pratiche, informazioni e suggerimenti, si associano in piccole cordate per scrivere progetti e cercare nuovi finanziamenti. Si aiutano a vicenda nei momenti di empasse, condividono documenti e soluzioni efficaci. Costruiscono sui successi altrui e studiano insieme i propri errori. Si parla di governance, di mense, di agricoltura urbana, di logistica mercati e canali distributivi, e infine di spreco alimentare. Si parla di come Copenhagen è riuscita a costruire mense al 90% local&bio, dei 100 ettari di agricoltura urbana appena lanciati da Parigi sulla scia di Addis Abeba, delle reti dei mercati di Curitiba e Barcellona, dei piani di resilienza alimentare che stanno sviluppando New York e Manila, delle compostiere di quartiere di Melbourne e della lotta allo spreco di Milano e Londra.

Questo dinamismo è stato notato da molti, e alcuni tra i governi più intraprendenti stanno approcciando C40 per capire come dare gambe a questo gruppo di lavoro, ovvero come coinvolgere altre delle 86 città e come dare supporto ai sindaci nello sviluppo di nuovi progetti concreti in linea con il MUFPP.

Milano, interpretando convintamente il tema di Expo e della sua Carta, ha fatto moltissimo e, contando sull’aiuto di tanti (sindaci, C40, agenzie dell’ONU, ecc) deve continuare a sperimentare soluzioni intelligenti e progettualità innovative da portare sulla scena internazionale. L’attesa è alta e verrà ribadita anche durante il C40 Summit 2016 che si terrà a Città del Messico tra poco meno di un mese. Milano ha un capitale immenso di competenze, relazioni e credibilità da mettere a valore e come sempre da ogni grande potere derivano grandi (ma anche meravigliose!) responsabilità.

 

Stefania Amato
Food System Network – C40 Cities

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