AVIDITÀ

Nel mio ultimo editoriale dicevo che il 2025 sarebbe stato un anno che non avremmo dimenticato facilmente per quello che era successo e perché non si era portato a soluzione nessuno dei problemi della città ma soprattutto perché non si intravvedeva nessuna nuova strada che la pigra e superficiale classe di Governo nazionale e locale avrebbe dovuto imboccare per invertire la direzione che aveva preso.
Mi era tornato in mente un verso di Leopardi da Il sabato del villaggio”: “Diman tristezza e noia recheran l’ore”. Magari fosse andata così!
Invece l’inizio del 2026 è stato e sarà terribile.
La strage dei ragazzi di Crans e il rapimento da parte di Trump del Presidente del Venezuela nel breve arco di tre giorni ci hanno fatto capire che al peggio non c’è mai fine perché il mondo ormai è governato da un solo sentimento: l’avidità.
Avidi i proprietari del locale di Crans che non hanno pensato altro che a aumentarne la capienza trascurando qualsiasi norma di sicurezza, avido Tump che vuol mettere le mani sul petrolio venezuelano.
Avido Putin che vuole mettere le mani sulle risorse dell’Ucraina, avido Netaniau che vuole le terre della Cisgiordania per i suoi “coloni”.
Noi, piccoli uomini straziati nel cuore e confusi nella mente, non possiamo che assistere al disastro mondiale, i più vecchi ricordando tempi migliori, i più giovani indifferenti rinunciando ai saperi e all’impegno personale a favore di gadget – telefonini e Internet – che il marketing invasivo, aiutato della intelligenza artificiale, li travolge e ne condiziona i desideri.
C’è una sola cosa che possiamo forse fare come cittadini, raddrizzare la nostra barca, Milano, seguendo le norme del buon marinaio: quando prendi il mare la barca deve essere perfettamente in ordine come se dovesse affrontare improvvisamente una tempesta. La tempesta sta arrivando
Milano non è in ordine e per di più, come dice Monsignor Delpini, è stanca ma comunque il riordino va fatto.
Ma cosa conosciamo noi dell’amministrazione comunale per cercare di fare ordine? Poco, anzi pochissimo e vorrei dare un contributo a questa conoscenza. Ho allestito una cartella “ALLEGAT0” che contiene tutto quello che è utile sapere per chi vuol conoscere la struttura funzionale del nostro Comune, la catena di comando, le funzioni delle singole direzioni e la pianta sua organica.
La ragione di questo lavoro è una domanda alla quale da quando è esploso lo scandalo delle SCIA mi sono posto: ma come è possibile che lo scandalo sia scoppiato quando ormai sono del tutto edificati alcuni degli immobili oggetto dell’attenzione dei PM e qualcuno addirittura è stato venduto a ignari cittadini?
Consultando l’ALLEGATO vi farete la medesima domanda ma soprattutto vi renderete conto che la verifica della legittimità degli atti prodotti dal Comune era nelle funzioni indicate per alcune delle direzioni di cui si compone la macchina comunale. Dunque qualcuno non ha verificato.
Per cominciare vi consiglio di aprire il file chiamato ORGANIGRAMMA (file word) che sta alla base di tutto perché aprendolo e cliccando sulle singole direzioni si aprirà un documento che riguarda quella direzione, il suo organigramma interno e le funzioni che è chiamata a svolgere.
Per vostra comodità, sempre nell’ALLEGATO ho anche provveduto ad allestire dei PDF per ciascuna direzione veramente interessante in modo che possiate arrivarvi senza passare dell’ORGANIGRAMMA e che allunga il percorso.
Leggendole penso che ne caverete la mia stessa impressione: in Comune di Milano si scrive bene ma si razzola male e soprattutto leggendo i file di DIREZIONE INFRASTRUTTURE, DIREZIONE GENERALE, DIREZIONE RIGENERAZIONE, DIREZIONE INTERNAL AUDITING, ma non solo lì, troverete l’obbligo per le stesse di controllare che questi documenti siano stati redatti nella piena osservanza di leggi e regolamenti.
Ma se la struttura di controllo è quella descritta come è potuto scatenarsi lo scandalo delle SCIA? Da qualche parte c’è stata omissione di atti d’ufficio e accertarlo riguarda la Procura
Troverete altri file oltre a quelli che ho citato che val la pena di leggere come SINDACO, COMPITI E FUNZIONI E RESPONSABILITÀ e CATENA DI COMANDO.
La lettura di tutto quello che trovate nella cartella ALLEGATO vi consentirà di conoscere approfonditamente la struttura del Comune e la sua burocrazia con nomi e cognomi dei dirigenti.
La classe politica non solo milanese è in fermento per le prossime elezioni amministrative con l’annesso problema di cercare candidati a sindaco competenti e credibili: si fanno nomi e qualcuno ha già rifiutato l’offerta di una candidatura. Stiamo a vedere.
Altre questioni sono sul tavolo come il prossimo referendum sulla giustizia.
Se a qualunque consultazione le urne resteranno vuote e i cittadini si ritireranno nel loro privato, capiremo che il nostro Paese è afflitto da un male incurabile e saremo sempre più irrilevanti in un mondo dominato dall’avidità di pochi ma molto potenti.
Amara constatazione.
Luca Beltrami Gadola

Prossima mossa di Trump: Sudeti? Polonia?
Purtroppo la tentazione di non votare è forte!!!!
Sono tanti anni ormai (e ne ho 78) che voto PD turandomi il naso e non ho mai pensato che i Cinque Stelle fossero la soluzione del problema, né a Milano né a livello nazionale.
Temo che molti elettori abbiano votato Fratelli d’Italia per protesta: se è così avremo un ridimensionamento. Ma ciò non porta grande speranza nel futuro che, a livello mondiale, sta scivolando verso la catastrofe. E purtroppo non si vede un altro 1968 all’orizzonte.
Il tuo metodo per inquadrare le funzioni e responsabilità e’ corretto, ma è un sistema che impone le procedure nazionali improntate alla uniformità’ piatta. Ma sembra materiale più adatto alle indagini di chi deve accertare reati piuttosto a chi privilegia l’approccio inquisitorio condito con sociologia. Le indagini facciano il loro corso piuttosto che dedicarsi al ricorso. La visione nera posta in premessa contraddice ciò che in senso lato esprimono i milanesi che ad ogni sondaggio ( Sole 24, Italia Oggi, Università Statale, Bocconi ) . Come sempre il bicchiere e’ mezzo pieno e’ mezzo vuoto, occorre capire da dove si guarda, e L’ alfabetismo o incuranza civica si colloca in ambo i punti di vista. Il vero vuoto della citta’ e’ l’assenza della politica, e da oltre trent’anni lo strisciante discredito verso la citta’ alla ricerca del Papa Nero o del Podestà’ che soddisfi. Le coscienze dei cosi detti ‘benpensanti’ piuttosto che giudicare il complessivo di ogni ciclo come si dovrebbe: ciò che si trova e ciò che si lascia, definendo anche il benchmark di riferimento.
Grazie Luca, la conoscenza dell’organizzazione del Comune è un primo passo assai utile, ma in vista delle prossime elezioni sarebbe importante disporre almeno di uno schema di programma che affronti i temi fondamentali: la casa, il lavoro, l’arredo urbano, la sicurezza e, naturalmente, un’idea di città.
Non credi che lo staff di Arcipelagomilano, con tutte le relazioni di cui dispone, potrebbe avviare la costruzione di questo schema, da discutere poi anche in sede politica?
Se non ci muoviamo noi, dalla base, non ci sono speranze, avremo solo slogan.
Per quanto mi riguarda io sono a disposizione. Auguri
Al primo posto deve essere la povertà
Cindivido convintamente! Arcipelago è in questo momento l’unico approdo sicuro e può fare egregiamente la sua parte….Grazie Luca!!
Per quanto riguarda l’ organigramma, vedo che finalmente il Comune si è deciso (con 10-15 anni di ritardo…) a fare un concorso aperto per dirigenti tecnici (l’ ultimo credo sia del 1990). In tutti questi anni hanno preferito tenersi gli incompetenti ereditati dalle precedenti amministrazioni, le cooptazioni interne, eccetera: e i risultati (pessimi) si vedono. Be’, meglio tardi che mai, no? (sempre sforzandosi di guardare il bicchiere mezzo pieno, ma si fa sempre più fatica…). Saluti
Vero fino a un certo punto. Contemporaneamente hanno premiato i collaboratori alla stesura del pessimo PGT nominandoli dirigenti all’ AMAT e al centro studi PIM, vale a dire società pubbliche per cui d’ora in poi saremo noi a pagargli lo stipendio per ringraziarli delle bestialità che hanno fatto. Complimenti!
Quelli che hanno fatto il PGT sono solo dei maiali più uguali degli altri. Sono stati chiamati lì a correggere le malefatte di Masseroli & Co, ma hanno fatto solo finta, non hanno cambiato nulla e in cambio hanno ottenuto prebende, sinecure, avanzamenti di carriera, cadreghe e posti fissi e stipendi sicuri. Smammare, grazie!
Be’ che dire allora dell’assessora al Verde, che sostiene che gli indici di PGT sono “bassissimi”? E allora come mai i grattacieli spuntano come funghi? Prova a chiedertelo. E chi sarebbero gli “esperti” che ti hanno assicurato che gli indici sono “bassissimi”? Fatti una domanda e datti una risposta!
Non mi sembra di aver giuduicato gli ndici basissimi, Dove?
Parlavo delle dichiarazioni dell’ assessora al Verde, non sue
Al primo posto deve essere la povertà e l’organizzazione della Polizia Municipale