MANUTENZIONE URBANA, L’ORRORE CHE SALA NON VEDE

Negli ultimi giorni sono comparsi sulla stampa milanese sondaggi su Milano che concernono la qualità della vita in città. Naturalmente i giornali che li hanno pubblicati hanno commentato in maniera diversa a seconda dell’orientamento politico della testata.

Quanto queste analisi siano attendibili è oggetto di dibattito e per interpretarle bisognerebbe sapere che tecnica hanno usato ma soprattutto i criteri di scelta delle persone da intervistare; per quanto ne ho capito nessuno usa un campione della popolazione che sia realmente rappresentativo e in particolare quanto siano state pesate percentualmente le fasce di popolazione suddivise per fasce di reddito.

Faccio un esempio: se si parla della qualità della vita è chiaro che 100 giudizi di chi abita in centro non possono avere lo stesso peso di 100 giudizi di chi abita in periferia.  

In grigio il 2024 in rosso 2025

Fatta questa premessa per le considerazioni che seguono mi sono avvalso di un’indagine condotta dal professor Paolo Natale, sociologo dell’Università Statale di Milano con l’ausilio dei suoi allievi (1.200) e commentata da Tiziana De Gregorio sulle pagine milanesi di la Repubblica del 2 dicembre scorso dalla quale traggo questo interessante grafico- sul livello di soddisfazione dei milanesi.

Alcune osservazioni. Tra le voci citate ne mancano di fondamentali: la qualità dell’aria, i trasporti pubblici, il traffico e all’ultimo posto troviamo la manutenzione stradale.

Qui casca l’asino o meglio gli “asini” della amministrazione comunale perché l’arredo urbano è il biglietto da visita della città che riguarda tutta l’amministrazione e in questo caso particolarmente  Gaia Romani l’assessora che tra le sue competenze ha proprio i lavori pubblici così come vi è un Assessore al Verde e Arredo Urbano, Manutenzioni Stradali, Casa, Edilizia Scolastica, Mercati Rionali, Politiche Giovanili e CAG in ogni municipio.

Alcuni tra gli aspetti più rilevanti sono sotto gli occhi di tutti, cominciamo da come sono posati molti semafori.

L’esempio che cito rappresenta la cura con cui si è provveduto a raddrizzare un palo semaforico vacillante o comunque non a piombo rispetto al marciapiede. Questa è una delle centinaia di immagini che ho nel mio archivio che ironicamente ho chiamato Archivio Bonvesin de la Riva in onore all’autore di De magnalibus urbis Mediolani.

La palma degli orrori va però ai marciapiedi il cui asfalto ha un punto di rammollimento molto basso per cui sotto il rovente sole estivo cola vistosamente dal marciapiede verso la strada.

L’accorto asfaltista ha giustamente evitato di coprire i le piste tattili per ciechi o ipovedenti sulle quali un provvido operaio della nettezza urbana ha posizionato un cestino pre la raccolta dei rifiuti.

Lasciamo perdere la questione “pali”, quelli che sostengono i cartelloni stradali o altre insegne pubbliche

Per non parlare del sottosuolo, che noi pedoni non vediamo ma che hanno due aspetti concomitanti: la manutenzione dei sottoservizi (acqua, luce, gas, fibre ottiche……) che ci regalano piccoli cantieri aperti lungo i marciapiedi, cantierini nei quali per mesi non vediamo operai perché le ditte delle varie utenze non sono coordinate tra di loro e con la Direzione che sovrintende ai lavori pubblici e poi il disordine della posa dei sottodervizi stessi.

Perché parlare tanto della manutenzione dello spazio urbano? Perché è l’icona di come è organizzata l’amministrazione comunale e la gestione della città.

Ovviamente nella sua Omelia Monsignor Delpini ha, come al solito, richiamato gli amministratori locali ai grandi temi di sempre ma non ha certo citato la manutenzione urbana, “De minimis non curat praetor” come si trova nel Diritto romano, ci mancherebbe altro ma d’altra parte ci ha stupito il commento alla Omelia del Sindaco Sala: “Un discorso severo ma anche di grandissime speranze, perché poi alla fine, come ha detto l’Arcivescovo, bisogna farsi avanti e quindi nel mio piccolo io mi sento tra quelli che si sono fatti avanti ….”.

Certo che si è fatto avanti nello svendere i beni comuni, nel non dare ascolto ai cittadini che contestavano le sue decisioni in materia di urbanistica, nel gestire la questione Meazza nel modo più opaco possibile pur di favorire gli immobiliaristi, nel non tenere sotto controllo la Direzione rigenerazione urbana che approfittando dello scarso attivismo di altre direzioni che avevano l’obbligo di controllare la legittimità degli atti, ha combinato uno dei più gravi incidenti nei quali possa incorrere  una amministrazione comunale della quale il Sindaco è il primo responsabile: l’intervento della magistratura.

Si fa avanti nel negare la necessità di una stesura ex novo del PGT preferendo modificare quello esistente che contiene e conterrà tanti piccoli favori ai soliti come in passato, chiedendo comunque al Governo un “decreto salva Milano” che sarà un “condono” all’italiana: ne siamo dolorosamente abituati.

Per cortesia non si faccia avanti, resti fermo dov’è che abbiamo già ingoiato troppi rospi, si accontenti di galleggiare ricordando, ed io l’ho fatto molte volte, che alle ultime amministrativa ha votato per lui un milanese su cinque e che il “campo largo” tanto caro al PD è quello degli astenuti.

Se volessi fare una statistica dell’indice di gradimento dei sindaci milanesi dal dopoguerra ad oggi, statistica fatta interpellando chi il 24 marzo 1946, data del primo voto a Milano per il Consiglio Comunale, aveva l’età per votare (e vive ancora), troveremmo il Sindaco in ultima posizione: il peggior sindaco dal dopoguerra.

Luca Beltrami Gadola

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dott,arch.Ermanno Cerutti
dott,arch.Ermanno Cerutti
4 mesi fa

Assolutamente in accordo

Giovanna Guiso
Giovanna Guiso
4 mesi fa

Complimenti per l’articolo di denuncia. Però modificherei il titolo e proporrei: gli orrori che Sala non vuole vedere. Grazie.

Franco Meazza
Franco Meazza
4 mesi fa

Premesso che non voto dal 1946 ma “solo” dal 1968 e che concordo sul fatto che la manutenzione urbana è il biglietto da visita della città (mi è capitato di sentirmi dire dai consuoceri, che abitano a Reggio Calabria, che trovano Milano sporca) non concordo sulla graduatoria dei sindaci: per me Pillitteri, Formentini e la Moratti sono stati peggiori di Sala. Detto ciò però farebbe bella figura se si dimettesse.

Maurizio Luigi Elio Franzolin
Maurizio Luigi Elio Franzolin
4 mesi fa

Sì la città è molto trascurata, quotidianamente si riscontrano situazioni ben rappresentate dalle foto dell’articolo .

Annibale Brivio Sforza
Annibale Brivio Sforza
4 mesi fa

Caro Gadola,
sono milanese di nascita e vivo a Milano da più di 70 anni.
Stiamo vivendo il peggior quinquienno della gestione comunale della viabilità e della manutenzione urbana.
Le vie di Milano sono abbandonate specialmente il centro,le strade piene di buche. I piccoli cantieri aperti e se chiusi con opere non ultimate.
Penso che non esistano controlli del comune quando si consegna un lavoro terminato.
Spero ci sia almeno un controllo contabile.Si spaccano le strade più volte nello stesso posto senza coordinare coordinare gli interventi.
Non vedo via di uscita con questa amministrazione!!!

Gabriella Mezzadri
Gabriella Mezzadri
4 mesi fa

Condivido tutto ciò che è stato qui evidenziato. Vorrei aggiungere un’altra nota che considero tutt’altro che trascurabile: i marciapiedi e i muri della case di affaccio sono lordati dalle deiezioni dei cani. E’ vero che non mancano gli spazi pubblici specificamente destinati a questi bisogni dei nostri animali, ma, con tutta evidenza, sono molti, troppi, i cittadini che antepongono la propria comodità al bene comune. Nei loro confronti bisognerebbe istituire l’obbligo, quando escono col loro cane, di portare con sé una bottiglia d’acqua per diluire l’urina e la traccia fu feci che rimane dopo che le hanno raccolte.
Multe severe per chi non dispone di sacchetti per le feci e bottiglie d’acqua quando porta un cane con sé.

Chiara Vogliatto
Chiara Vogliatto
4 mesi fa

Mi sembra che sia già così, l’ obbligo c’è. Solo che nessuno controlla e quindi nessuno la fa rispettare. Un po’ come le auto in divieto di sosta, insomma…

Lucia Piva
Lucia Piva
4 mesi fa

Sono completamente d’accordo sulla descrizione delle condizioni vergognose della città !
Ogni giorno abbiamo una nuova sorpresa nel nostro cammino da pedoni e soprattutto ci accorgiamo che nessuno si ne preoccupa !
Non è più Milano !!!!
L’unica cosa che arriva regolarmente è la TARI.

alberto bolzani
alberto bolzani
4 mesi fa

Sala, orrore di sindaco e di persona, alla Scala presenta e applaude un’opera orrenda e sconcia, realizzata con costi e rischi notevoli, per sostenere i suoi amici sovietici. nota: Il Direttore della magnifica Orchestra del Teatro alla Scala di Milano ieri sera ha avuto un grave malore durante la fatica di dirigere una opera impresentabile. Auguri infiniti al Maestro Riccardo Chailly. (Milano,11.12.2025)

Giancarlo+Rossi
Giancarlo+Rossi
4 mesi fa

Aggiungo legna al camino, come dicevano i Romani: Largo Treves! Uno degli esempi più evidenti dell’incuria per il bene pubblico e per il decoro urbano, dalla progettazione all’esecuzione. Sul progetto non spingo troppo, perché basterebbe l’esecuzione raffazzonata per domandarsi con che criterio i lavori siano stati diretti e collaudati. Come che sia, pongo alcune domande ai progettisti: perché il tratto della storica via Solferino, la più antica e radicata nella memoria della città, è stato rialzato? Perché in un invaso irregolare sono stati inserite due insolite aiole esagonali, esasperando il disorientamento degli allineamenti irregolari? Perché allo splendido bagolaro è stato affiancato non un compagno della medesima specie, ma un platano, aumentando il senso del disordine percettivo? Perché la pavimentazione è un mosaico frammentario di campionature diverse, con allineamenti rapsodici, anch’esso disorientante, privo di qualunque idea di composizione coordinata ed armonica? E mi fermo qui per carità di Patria. Ma sul piano esecutivo: perché sono stati accettati tagli irregolari e mal eseguiti delle lastre lapidee? Perché sono stati tollerati giunti di malta tra le lastre e tra i sampietrini con gli spessori più varii, dall’accostamento sino a far combaciare i tagli, a iati irregolari e segmentati, che in alcuni tratti superano i tre centimetri, comunque ben oltre le tolleranze di legge? Perché le pendenze sono poco accurate?… Alla prossima occasione vi racconterò della povera Paulonia di san Sempliciano e degli olmi di via Marco de Marchi. Stesso stile, sciatto, disattento, volgare.

Andrea Vitali
Andrea Vitali
4 mesi fa
Rispondi a  Giancarlo+Rossi

Suggerisco anche di dare un’ occhiata alla recentissima sistemazione di piazza Cordusio. Al di là della modestia del progetto, con le povere aiuolette a fare da spartitraffico al tram, ci sono esattamente gli stessi problemi: pietre maltagliate (vedere allineamento al cordolo di via Cordusio), fughe enormi, pendenze variabili e disallineamenti. Davvero si sono perse capacità elementari. E quello sarebbe il nostro biglietto da visita?

Marco
Marco
4 mesi fa

Concordo. Mai capito perchè gli amministratori locali invece di operarsi per quanto gli compete: al 1o punto la manutenzione ordinaria si occupino di politica nazionale, massimi sistemi, etc… non posso far a meno di ricordare però anche come qualche anno fa Milano (che è uguale ad oggi) fosse presa a modello di efficenza da gran parte della stampa e tv vs il malgoverno di Roma. Ora Roma (post Raggi) è sparita dalla cronaca e non si parla che di Milano (in termini negativi)

Ruminator
Ruminator
4 mesi fa

Non vede ??? Vorrà dire, forse, che fa finta di non vedere e di non sapere…Sala e la sua giunta sono paradossalmente la vergogna della Città che amministrano : Milano non si merita di cadere così in basso .Questi maledetti e grotteschi globalprogressisti, capaci di far rimpiangere amaramente la “Milano da bere ” di Craxiana memoria ( che io non amavo).

cristina+paola
cristina+paola
4 mesi fa

I tecnici che conosco che lavorano nei reparti strade sono disperati: non riescono assolutamente a strade dietro all’ordinario, e si vede, nè a controllare lo straordinario. A ciò si aggiunge che ogni volta che una “testa” (un capo ufficio) non funziona, tutto il settore si sdraia. Faccio un esempio concreto: una nuova amministrativa arrivata al posto di quella andata in pensione NON fa la cernita delle mail che arrivano, e sono circa 150 al giorno, e non le distribuisce a ciascuno il suo: lei le manda a tutti!. Solo per leggerle, e per capire se bisogna rispondere, e chi a cosa, la mattina ci vogliono quasi due ore. Per i 15 tecnici dello specifico reparto strade. Detto al capo settore che così non funziona, lui ha risposto: non posso dire niente alla amministrativa. Risultato, alcuni dei più bravi si stanno facendo spostare ad altri incarichi. Il reparto collassa, non si riesce a seguire nulla.

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