L’INVENTORE E GESTORE DELLA FALLIMENTARE AZIENDA FERROVIARIA TRENORD

Una dozzina di anni fa sull’onda federalista convinse il Governatore della Regione Roberto Formigoni al matrimonio tra le Ferrovie Nord e le Ferrovie dello Stato. Piuri entra nel 1998 nel Gruppo FNM come Direttore Sviluppo Strategico. Ricopre il ruolo di Direttore Generale di FNM e di Amministratore Delegato di Ferrovienord S.p.A. (2002-2008)
Nel 2008 approda in Arriva Group, parte del gruppo Deutsche Bahn, dove assume la carica di Direttore per il Sud Europa. Dirige l’azienda ferroviaria che ha come principale obiettivo quello di entrare nel mercato dei trasporti autobus e ferrovie italiane portando non la sua esperienza di ferroviere (le Nord negli anni della sua gestione politicizzata comincia a perdere il suo smalto) ma le chiavi giuste per entrare negli apparati regionali e statali e vedersi sostituire a molti vecchi operatori privati della Lombardia, del Veneto e del Piemonte.
Da settembre 2018 a novembre 2024, ritorna al ruolo di Amministratore Delegato di Trenord e nella alla Direzione Generale di FNM (l’azionista lombardo di Trenord).
Con la “scandalosa” buonuscita (da 1,2 milioni) che si intende corrispondere a Marco Piuri si capisce perché c’è la corsa della “politica” ad accaparrarsi le principali nomine dei manager di aziende pubbliche come FNM e Trenord e si capisce perché i cosiddetti “manager” pubblici sgomitano per essere indicati nelle posizioni apicali delle imprese pubbliche in particolare quelle dei servizi pubblici non sottoposte alla concorrenza del mercato ma garantite da ricchi sussidi pubblici che costituiscono delle vere e proprie “rendite di posizione”.
Le nomine politiche influenzano le scelte strategiche delle aziende, la gestione delle risorse pubbliche e la qualità dei servizi offerti ai cittadini in questo caso dei pendolari. Le nomine di questi manager spesso sono utilizzate per ricompensare sostenitori politici o appartenenti ad aree d’influenza come quella di Comunione e Liberazione a cui appartiene Marco Piuri. È quasi certo il rischio che le nomine politiche portano a una gestione inefficiente e poco trasparente delle aziende o di Enti pubblici. In quanto direttore di Fnm e amministratore delegato di Trenord un manager superpagato, ma soprattutto ha clamorosamente fallito come capo di Trenord, peggiorando le performance dell’azienda anche in condizioni più favorevoli, con l’introduzione di nuovi treni e una riduzione del servizio”.
Non esiste nessuna azienda privata dove vengono corrisposti salari e buonuscite come quelle dei manager di una delle tante e scassate aziende pubbliche come Trenord. Gli emolumenti sono rapportati ai risultati dell’impresa non solo sotto il profilo degli utili ma anche della qualità del prodotto e dei processi produttivi messi in atto per il raggiungimento dei risultati. Le nomine politiche possono influenzare le scelte strategiche degli enti, la gestione dei fondi pubblici, e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
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Incarichi vietati anche se gratuiti: il dipendente pubblico non può guidare il CdA di una partecipata
La Corte dei conti della Toscana (deliberazione n.83/2025).chiarisce: è incompatibile, anche senza compenso, l’incarico di Presidente del CdA in una società pubblica a fini di lucro per i dipendenti pubblici.
Con la deliberazione n. 83/2025, la Corte dei conti della Toscana ha ribadito un principio importante per gli enti locali e i dipendenti pubblici: non è consentito nominare un dipendente pubblico alla presidenza del consiglio di amministrazione di una società partecipata a responsabilità limitata, anche se l’incarico è gratuito e prevede solo il rimborso spese. Il parere è stato richiesto da un Sindaco, che intendeva nominare un dipendente alla guida di una s.r.l. interamente partecipata dal Comune. Il quesito mirava a chiarire se tale incarico rientrasse tra le incompatibilità assolute previste dall’art. 60 del D.P.R. 3/1957 oppure tra le attività autorizzabili ex art. 53 del D.Lgs. 165/2001. Il principio era già stato affermato nella sentenza n. 487/2021 della stessa sezione giurisdizionale della Corte dei conti toscana, secondo cui la nomina di un dipendente pubblico alla presidenza di una società per azioni costituisce una violazione grave, suscettibile di integrare una condotta colposa con danno erariale. Anche in quel caso, la presenza di un’autorizzazione formale non ha escluso la responsabilità personale del dipendente.
Ma i suoi amici dirigenti delle ferrovie tedesche, gli han suggerito di farci comprare dalla Alstom i treni ad Idrogeno? Han dimenticato di pagargli la tangente? Per quello vuole rubarci un milione e passa di Euro ste incapace?