UN MESE DOPO SANREMO: ANALISI DEL VINCITORE DEL FESTIVAL 2025

A un mese dal festival di Sanremo si possono fare i primi bilanci e previsioni su come la carriera del suo vincitore, Olly, potrà essere influenzata da questo evento.
Le critiche mosse nei suoi confronti sono state fin da subito molteplici, a partire dalla discutibile validità del suo prodotto musicale.
Olly canta di temi soliti nel panorama del pop italiano, e lo fa su strumentali poco interessanti. Tuttavia è assolutamente coerente con il mondo musicale a cui appartiene e non mi sento di criticarlo per questo.
C’è da dire che è evidente che con lui sia stata fatta una grande operazione commerciale da parte dei discografici. Il suo album, precedente alla sua partecipazione a Sanremo, è stato promosso in modo efficace e contiene brani in collaborazione con artisti di grido della nuova scena, in modo da poter ottenere facilmente ascolti e certificazioni delle vendite come dischi d’oro e di platino.
Mossa riuscita alla perfezione.
Grande successo tra i giovani è stato ottenuto anche grazie alla sua voce dalla timbrica riconoscibile e alla sua peculiare pronuncia della lettera r. Questa sua caratteristica, per quanto generalmente fastidiosa in un cantante, è stata sfruttata proprio per contraddistinguerlo. Infatti, il brano trionfante al festival di Sanremo 2025, Balorda Nostalgia, ha un testo le cui parole calcano ripetute volte la r.
Il ritornello è il seguente:
…
Io le ho risposto che vorrei, vorrei, vorrei
Vorrei, vorrei, vorrei
Tornare a quando ci bastava
Ridere, piangere e fare l’amore
E poi stare in silenzio pеr ore
Fino ad addormentarci sul divano
Con il telеcomando in mano
Non so più come fare senza te
Te che mi fai vivere e dimenticare
Tu che mentre cucini ti metti a cantare
E tu chiamala, se vuoi, “la fine”
Ma come te lo devo dire?
‘Sta vita non è vita senza te
…
I dissensi non si limitano alle critiche riguardanti l’aspetto musicale, ma si estendono anche a teorie quasi complottistiche su tutto il festival. Come in quattro delle ultime cinque edizioni di Sanremo, a trionfare è stato un artista del roster della manager Marta Doná. Non credo però sia il caso di concentrarsi su questo aspetto, in quanto non si possa essere certi di cosa accada dietro le quinte e tutte le considerazioni che si possono fare si limitano alla deduzione e alle supposizioni.
È interessante analizzare meglio la musicalità di Olly.
Doti vocali? Buone, non eccelse.
Valore letterario del testo? Quasi nullo.
Produzione? Di altissimo livello.
Originalità? Poca.
Efficacia? Massima.
Si sa, il pop ha delle figure ricorrenti e delle strutture che sono parti integranti del genere stesso e da cui non si può scappare. È il flusso di questo tipo di musica che porta ad optare per un certo tipo di soluzioni.
Anche la musica classica ha delle forme da cui non si può prescindere, e l’utilizzo di formule non abbassa per forza il livello della musica.
La differenza che troviamo con la musica attuale è che ormai quasi in ogni momento le nostre orecchie sono impegnate ad ascoltare qualcosa, anche in sottofondo, dunque è ancora più evidente la ripetitività e la grande omologazione delle sonorità.
Olly è considerabile un musicista?
Si, dal momento in cui ne ha fatto il suo mestiere e fin da piccolo conduce studi musicali.
Se però ci concentriamo sul significato più nobile del termine, che comprende aspetti come la creatività e il guizzo di genialità, forse la risposta non è così immediata.
Occorre soffermarsi a riflettere su quale piano si voglia porre la questione e quali sono i parametri su cui basare il proprio giudizio.
Tommaso Lupo Papi Salonia

E’ infantile criticare il nefasto “Festival di Sanremo” in quanto hanno fatto assumere alla manifestazione un ruolo sociale importantissimo
E’ confacente alla degenerazione spirituale e culturale ostentata dalla nuova corrente dilagante, per cui è un efficace tentativo di far assumere importanza a 4 macchiette senza arte ne’ parte, impegnate nello strillare concetti retorici, andando il successo a chi propone maggior alienazione indotta dal ostume