BIBLIOTECA EUROPEA DI INFORMAZIONE E CULTURA (BEIC) 

beltrami3 (10)

Sono un utente appassionato delle Biblioteche pubbliche, e come tale quando partì, negli anni novanta, il progetto per costruire la BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) aderii con entusiasmo alla associazione “Milano Biblioteca del 2000”. Nacque poi una Fondazione dedicata a quel progetto e, parallelamente, alla formazione di una Biblioteca Digitale. All’inizio degli anni duemila partì – su base “spontanea” un progetto per costruire a Milano una nuova, grande Biblioteca nell’area ex-scalo ferroviario di Porta Vittoria. Precedentemente, con fondi  della Fondazione Fondazione Cariplo fu fatto uno studio di fattibilità, anche se non vi era alcuna assicurazione – se ben ricordo – che il progetto sarebbe stato finanziato. 

Comunque venne bandita una gara e “Lo studio Bolles+Wilson”, vincitore del concorso internazionale di progettazione bandito dal Comune di Milano, ha predisposto il progetto architettonico definitivo e il progetto esecutivo validato dal Politecnico e approvato dal Consiglio dei lavori pubblici nel marzo 2009. La previsione di spesa per i lavori, gli arredi e gli oneri per la sicurezza ammontava a 152 milioni di euro (cito da Wikipedia).

Ho qualche ricordo della fierezza con la quale il prof. Padoa Schioppa ci mostrò il cumulo di documenti del progetto di quello studio internazionale prestigioso. Ma… mancavano i soldi per realizzarlo. Il lavoro della BEIC proseguì un po’ nell’ombra, con la digitalizzazione di vari documenti, anche importanti, e l’acquisizione di fondi librari, come quello di Giuseppe Pontiggia. Passano gli anni e infine arrivano i fondi PNRR, e il Comune decide che era l’ora di costruire finalmente la grande Biblioteca che aspettavamo. 

Estratto dagli archivi il progetto di 13 anni fa (che costò – cito a memoria – fra tutto quattro milioni di Euro) si decise che il progetto era superato e sovradimensionato. E che cosa si fa? Ci si comporta come avrebbe fatto una persona che vorrebbe salvaguardare la cifra ingente spesa nella progettazione (una volta si sarebbe detto “come un buon padre di famiglia”), magari indicendo una gara di idee per modificare il progetto e farlo rientrare nello stanziamento ridotto offerto dal PNRR (mi par di ricordare 101 milioni?). O si contatta lo studio Bolles+Wilson per chieder loro di rivedere il progetto così guadagnando a Milano il prodotto di uno studio prestigioso??

 No! Cito sempre da Wikipedia “ Nel marzo 2022 è stato indetto un nuovo concorso, del quale a luglio è stato proclamato vincitore il progetto sviluppato in collaborazione da Onsitestudio e baukuh (architettura), Yellow Office (paesaggio) e SCE Project (strutture): il progetto prevede la costruzione e ultimazione della “Nuova BEIC” per il 2026”. Ora leggo sul sito AGI che: “La Procura di Milano ha chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari per gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi, nelle vesti di componenti della commissione giudicatrice, accusati di turbativa d’asta aggravata nell’ambito dell’inchiesta relativa al progetto per la realizzazione della Biblioteca europea di informazione e cultura.”

E mi chiedo: non è che se il Comune di Milano si fosse comportato come il buon padre di famiglia di cui sopra le cose sarebbero andate diversamente? La storia della BEIC diventerà un’ennesima storia infinita all’italiana?

Marco Ferraguti

 

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2 Commenti
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Giovanna Franco Repellini
Giovanna Franco Repellini
1 anno fa

ben detto

Andrea Vitali
Andrea Vitali
1 anno fa

Mi sembra che il primo progetto della Beic non sia stato realizzato perché i soldi disponibili furono dirottati su un’ altra opera

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