DOVE VOLANO GLI AVVOLTOI

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Dal giorno delle elezioni di Trump tra telegiornali, quotidiani e televisione tutti si stanno domandando cosa diavolo potrà succedere: gli opinionisti, i politici, gli showmen ci dicono che nulla sarà come prima (anzi peggio) e qualcuno ha definito il tempo che ci attende “l’era degli avvoltoi”; penso che il nome sia appropriato.

L’avvoltoio si ciba delle carcasse di animali morti – le carogne – ma “carogna” è anche l’appellativo ingiurioso di persona perfida, abietta, spregevole: è una carogna che sfrutta il lavoro della povera gente.(Treccani)

Nei miei ricordi lontani è riemersa una vecchia canzone: Dove vola l’avvoltoio, una canzone degli anni ’50 –  il ’58 per l’esattezza – con un testo di Italo Calvino e la musica di Sergio Liberovici. In allegato(1) il testo.

Pochi dei lettori se la ricorderanno, visti gli anni passati ma avete il link qui sopra per ascoltarla e capire perché l’ho voluta ricordare.

È una canzone di Cantacronache, un complesso di musicisti che cantavano quelle che allora si sarebbero potute chiamare canzoni di protesta, in particolare contro la guerra e la società (capitalista) di quei tempi. 

Nel’58 eravamo giovani, il ricordo della tragedia della seconda guerra mondiale con le sue distruzioni e i suoi oltre 60 milioni di morti era ancora vivo anche se attorno a noi il clima era quello del miracolo economico.

Eppure il timore che qualche nuova guerra potesse ancora scoppiare e che gli avvoltoi potessero di nuovo volare sulle nostre teste faceva da contraltare al nostro entusiasmo per il miracolo economico.

Da qualche tempo gli avvoltoi hanno ricominciato a volare: guardiamoli bene.

Putin ha aggredito l’Ucraina e questo avvoltoio oggi dichiara che una soluzione alla guerra ci sarà solo quando si sarà mangiato la Crimea, l’oblast’ di Luhans’k, l’oblast’ di Donec’k, una parte dell’oblast’ di Zaporizza e, per finire, una parte dell’oblast’ di Cherson.

Abbiamo Netanyahu che vuole annettersi la striscia di Gaza e una parte della Cisgiordania per garantire la sicurezza di Israele (un argomento alla Putin).Dunque un avvoltoio.

Trump vuole la Groenlandia e Panama ma in un certo senso anche l’Europa economica. Trump considera l’ambiente una cosa sua e quindi ne può fare quello che vuole, negando che il problema ambientale esista. Avvoltoio. 

Pechino vuole Taiwan come suo territorio nazionale e con una sorta di guerra economica vuole appropriarsi di ampie zone dell’Africa coi suoi terreni coltivabili per nutrire i cinesi e sfruttare le miniere coi loro giacimenti preziosissimi ma vuole anche dominare le nostre strade con le sue auto elettriche. Avvoltoio.

In tutta l’Africa ci sono Stati e bande armate che tentano di appropriarsi di territori altrui. Avvoltoi.

Nello spazio Elon Musk vuol conquistare Marte come se l’universo fosse di sua proprietà e dominare sul mercato dell’auto elettrica. Gli fanno buona compagnia Jeff Bezos e Mark Zuckerberg. Musk vuole anche appropriarsi della vita politica dell’Italia, della Germania e di altri Paesi europei. Avvoltoio.

Questo è il quadro degli avvoltoi in giro per il mondo ma adesso limitiamo lo sguardo alle cose di casa nostra. 

Ci sono i partiti  oggi al governo che vogliono impossessarsi dello Stato e dei suoi beni comuni, delle sue istituzioni, dei suoi organismi e della nostra libertà. Sono tutti avvoltoi quelli che voglio impossessarsi dell’area politica che chiamiamo “centro” e che biasimano l’assenteismo alle urne facendo finta di non sapere che loro ne sono la causa.

Ci sono gli immobiliaristi che vogliono impossessarsi di tutto lo spazio di suolo disponibile e a Milano troverebbero trovare anche nel Sindaco il loro miglior alleato. Avvoltoi.

Nella realtà la nostra città è piena di grandi e piccoli avvoltoi, alcuni li conosciamo ma altri no, come nel mondo della finanza dove volano invisibili come l’aereo USA Stealth.

Ci sono istituzioni, enti, società che hanno numeri di telefono ai quali risponde un ripetitore automatico che ci chiede di digitare un nuovo numero che non prevede riposta alla nostra domanda e che mai ti lascia arrivare ad una voce umana. Impieghiamo mezze ore del nostro tempo che loro ci rubano. Avvoltoi.

Molti di quelli che ho chiamato “avvoltoi” sono anche “carogne” che sfruttano  il lavoro della povera gente.(Treccani)

A noi, piccoli uomini comuni, cosa resta?

Noi siamo le carcasse di cui si cibano gli avvoltoi, noi inermi, spaventati e che non troviamo nella classe politica un solo leader che ci difenda dagli avvoltoi ma, ammettiamolo, è anche per colpa nostra, noi che non vogliamo andare alle urne, salvando la nostra anima dicendo ipocritamente “tanto non cambia nulla”.

Non cambia nulla?

Cambia tutto, salvo la nostra inerzia. Non possiamo non rendercene conto.

Luca Beltrami Gadola

(1)  https://www.ildeposito.org/canti/dove-vola-lavvoltoio

Copia di beltrami3

P.S.

Per risollevarci un po’: Todo cambia, canta Mercedes Sosa

https://www.youtube.com/watch?v=_erZOIFrym0

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Cristina Simonini
Cristina Simonini
1 anno fa

Standing ovation! Tristemente.

Fausto Bagnato
Fausto Bagnato
1 anno fa

La missione è impossibile.
500.000 elettori di Milano, 50%, se ne fregano di tutto il disastro, che imperversa sulla loro stessa esistenza quotidiana.

aldo ferrara
aldo ferrara
1 anno fa

Carissimo Direttore, giorno 19 febbraio a San Donato Milanese nel Convegno ” Giornate Lombarde su Salute, Ambiente ed Economia” sarà lanciato il manifesto su ” Sanità a km0″ , la sanità nel perimetro giuridico della città metropolitana. Le rilascio il testo , venga perchè sarebbe un buon argomento di campagna elettorale 2026, con cari saluti. Prof. Aldo Ferrara, Università di Milano e Siena
LA SANITÀ NEL PERIMETRO GIURIDICO DELLA CITTÀ METROPOLITANA

1. Lo stato dell’arte

La modifica costituzionale con l’introduzione delle Città metropolitane (CM) quali soggetti giuridici dell’Amministrazione, ha posto interrogativi circa le attribuzioni di poteri, i loro limiti e i possibili. L’articolo 114 della Costituzione, come prima declinazione del Titolo V, dispone la ripartizione amministrativa repubblicana (comma 1 “la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane e dallo Stato”. Subito appare evidente che il Costituente, poi legislatore che ne applica gli intendimenti, tende a rendere un’articolazione proiettata verso la periferia in modo inclusivo e partecipativo ma non ha potuto evitare i possibili conflitti di competenze.
Con L. 86/24 si crea una condizione di disparità tra gli organi amministrativi dettati dall’art.114 della Costituzione con una sorta di decapitazione delle prerogative della Città Metropolitana. Se applicata, la legge escluderebbe dalla concorrenza legislativa la nascente CM le cui competenze rischierebbero di essere mortificate.
Tra queste l’inquadramento delle principali domande territoriali quali salute e occupazione, includendo la Public Policy sui gradi di povertà e sovra-indebitamento . A conforto della tesi inclusiva, contraria alla L.86/24, subentra il T.U sugli EELL con chiarezza normativa sui casi di emergenza sanitaria e/o di igiene pubblica .
2. Il percorso legislativo
L’intervento di riordino delle Province origina da vari testi prodotti dal 2001 al 2012. A seguito della sentenza Cost. n. 220 del 3/7/2013 ( illegittimità costituzionale di alcuni articoli della L. 214/11) con il “DDL Delrio” e la L. 56/14, il parlamento emana le “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di comuni” che di fatto formalizza il processo di riordino delle autonomie locali.
Attraverso il percorso ora descritto, le Città metropolitane (14 in tutto, 10 istituite a cui si aggiunge Roma Capitale d’Italia e altre tre individuate dalla Regione Sicilia a Statuto speciale), divengono realtà, ma purtroppo semivuote rispetto alle competenze, prive di autonomia finanziaria e di elezione diretta degli organi di gestione.

3. Il progetto della C.M.
Visto che le CM sono Enti territoriali di area vasta, con finalità istituzionali generali: cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della Città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti il proprio livello, comprese quelle a livello europeo, ossia quelle con le città e le aree metropolitane europee; in pratica contenitori di poca o nulla competenza. Mentre il complesso sistema di gestione della salute e prevenzione pubbliche resta al di fuori della competenza che non sia quella regionale.
Considerata la maggiore attenzione nella gestione del Bene Comune, pubblico e sociale, alla luce della consapevolezza sui valori di salute e ambiente, richiamiamo il Testo unico dell’ambiente , con il “primario” obiettivo di “promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali” (art. 2).
Considerata la norma europea fonte di diritto primario, si richiami l’art 191 del TFUE sul rapporto salute-ambiente, ai fini di un più equo equilibrato esercizio dei poteri, stabilendo i limiti entro cui possono operare i soggetti giuridici declarati (Regioni, Città Metropolitane e Province nel caso di una loro restitutio ad integrum).
4. La possibile soluzione
Un modo per risolvere la possibile conflittualità può rivelarsi l’attribuzione alla CM di competenze sulla materia ambientale e sanitaria con la declinazione al contrario della competenza rispetto la Regione e quindi con attribuzione diretta sulla Sanità metropolitana che occuperebbe lo spazio amministrativo della Sanità di Contiguità o territoriale.
In ultimo, l’attribuzione alla CM di competenze sanitarie territoriali avrebbe:
a) il benefico effetto di maggiore modulazione nella cooperazione tra Comuni per rendere omogenea l’offerta di salute, pur coordinandola con la Regione di riferimento.
b) Il coinvolgimento dei Comuni avrebbe l’effetto di una democratica partecipazione al Bilancio di Sanità non solo coerente con l’offerta di salute più omogenea per qualità e quantità ma soprattutto in virtù della L.81/93 che assegna al Sindaco scelto una responsabilità diretta sulla gestione della res publica.
c) La riduzione delle liste d’attesa per una maggiore redistribuzione della domanda di salute;
d) L’esercizio di un primo tassello operativo idoneo a fornire alla CM concrete e dirette responsabilità sulle materie di gestione dei Beni Pubblici e Comuni. Stabilito il preambolo giuridico si espone nella Fig. A1 l’Agenda Attuativa.

Prime Firme:
Enzo Di Natale, Sindaco di Aielli ( AQ)
Massimiliano Zaramella, Presidente del Consiglio Comunale di Vicenza
Domenico D’Amato, Assessore Comune di Saronno ( CM Milano)
Aldo Ferrara, Professore universitario e politologo

Guido A
Guido A
1 anno fa

Sono completamente d’accordo con lei sugli avvoltoi e sulla nostra inerzia. Mi chiedo solo se questi atteggiamenti sviluppatisi con l’avvento della globalizzazione, non abbiano trovato ostacoli
per la mancanza di reale differenza nelle diverse amministrazioni che si sono succedute nel governo degli Stati Uniti. Come pure nell’Unione Europea con l’introduzione dell’Euro e l’allargamento degli stati membri per l’invadenza della burocrazia e per l’insistenza nel mantenere norme obsolete, impedendole di fare le riforme necessarie. E non abbiano influito pure a Milano per la somiglianza di fatto delle opposte giunte che si sono succedute negli ultimi 30 anni. A parte l’eccezione di un paio di città italiane e qualcuna virtuosa in Europa che hanno cercato di porre dei freni a tutto ciò.

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