CRONACHE URBANISTICHE (9) RIGENERIAMO, RIGENERIAMO!

Nell’attesa di conoscere il destino della legge 1987/24 (il Salvamilano), proviamo a riportare l’obbiettivo su cose a noi più vicine. Sappiamo che da qualche tempo sono ripartiti i lavori per arrivare ad un nuovo PGT ambrosiano.
Riporto dal sito del Comune: “Con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 496 del 13.04.2023 – Redazione del nuovo Documento di Piano e delle varianti del Piano dei Servizi e del Piano delle Regole – il Comune di Milano ha dato avvio al procedimento per una variante generale al PGT – Piano di Governo del Territorio, in linea con le nuove disposizioni legislative introdotte e capace di imprimere maggiore impulso alle linee programmatiche che muovono l’azione amministrativa, e che devono necessariamente tenere conto della crisi climatica e ambientale e delle variabili intervenute dal 2020 ad oggi in ambito socio-economico, in particolare del bisogno di case a prezzi equi e dell’esigenza di servizi di prossimità.” .
Che in sintesi significa: scusate fino ad ora abbiamo scherzato. Perché non mi si può venire a raccontare che ai tempi della redazione del PGT vigente (quello di Maran, il PGT 2030) non c’era la crisi climatica e ambientale e che non si parlasse minimamente di problema degli alloggi. Quindi delle due l’una: o l’attuale PGT nasceva già male (cosa vera, ma che il Comune non può ammettere) o i problemi si sono così acuiti da non poter essere più risolti dall’attuale PGT.
Notare inoltre la data della deliberazione: aprile 23. Poi (quasi) più nulla fino alla presentazione degli obbiettivi ad ottobre 24, un anno e mezzo dopo… Ovviamente parliamo di Atlante dei Quartieri, Progetti Bandiera, Ancore pubbliche e altre amenità simili. Se non altro hanno ripristinato (o rigenerato?) la grammatica e inserito uno spazio tra Città e Bella, Equa, Prossima e Sostenibile. Lo Zingarelli ringrazia.
Potremmo far finta che da aprile 23 ad ottobre 24 non ci sia stato il tema delle indagini della procura sull’edilizia milanese, ma non ha neanche senso riassumere qui quello che già sapete e che potete leggere nell’archivio capiente e assai dotto di Arcipelago. Non ha nemmeno troppo senso speculare su cosa si nasconda dietro agli slogan che hanno accompagnato la presentazione dei lavori del futuro PGT.
Quindi voglio solo esprimere un auspicio. Che il prossimo PGT di Milano sia un vero nuovo PGT e non la rimasticatura di quello precedente. Perché a ben vedere (passatemi la semplificazione/provocazione) il PGT vigente non è che una ultra-revisione (ovvero una revisione della revisione della revisione) del PGT Masseroli Moratti. Ovvero del primo PGT. E di quelli seguenti. Con tutto ciò che questo comporta. Continuità tecnica (ma anche politica?), impostazione pratica e operativa, mancanza di idea di città.
Se proprio vogliamo vedere il classico bicchiere mezzo pieno, speriamo che sia la volta buona. Un PGT che azzera i precedenti e che ci dimostri che anche con una legge discutibile come la 12/2005 si può tirare fuori dal cilindro uno strumento urbanistico decente in grado di non dico governare, ma almeno gestire le trasformazioni del capoluogo lombardo. Vedremo.
Il tema si sovrappone in parte ad un altro che si riallaccia al mio articolo precedente. Ovvero quello di avere leggi (edilizie e urbanistiche) che non siano smangiucchiate e bucherellate da norme successive. Rendendo le leggi difficili da compulsare e da applicare, tra continui rimandi e soppressioni (neanche fosse il tabellone dei treni in Stazione Centrale durante uno sciopero dei trasporti). Disattendendo così un dettato costituzionale.
Ricordo che nel 2023 la Corte Costituzionale, con la sentenza n.110 ha cassato una disposizione in materia edilizia contenuta in una legge della Regione Molise perché poco chiara. La Corte costituzionale ha affermato che “vi sono requisiti minimi di riconoscibilità e di intellegibilità del precetto penale – che rappresentano anche, peraltro, requisiti minimi di razionalità dell’azione legislativa – in difetto dei quali la libertà e la sicurezza giuridica dei cittadini sarebbero pregiudicate”.
Ecco, se analizziamo e cerchiamo di utilizzare il corpus normativo urbanistico ed edilizio attuale ci troviamo nella stessa situazione denunciata dalla Corte. In un certo senso hanno gioco facile quelli che propongono delle norme di interpretazione autentica, se il nostro corpus normativo è ridotto così male. Servono nuovi testi unici per entrambe le materie. Definendo in modo chiaro anche come va intesa la concorrenzialità delle norme rispetto a Regioni ed enti locali. Così siamo tutti più contenti.
D’altra parte il cosiddetto Salvamilano indicava un orizzonte temporale ben definito (sei mesi) per operare in tal senso una revisione del TU dell’edilizia, il Dpr 380/2001. Peccato che nella sua versione approvata alla Camera questo impegno sia misteriosamente svanito…
E non è escluso che in generale anche il resto della legge possa fare la stessa fine viste alcune voci che circolano. Difficile che il testo passi il vaglio del Senato senza subire modifiche.
Come a dire che ancora nei prossimi mesi Milano si dovrà salvare da sola…
Pietro Cafiero

Il problema non è Milano, che ormai è una città decaduta per aver subito un esplosione Bomba a livello consumistico, avvilendo la popolazione asoggettata al mercato, e che quindi ha perso alcun valote Etico-Sociale in quanto dovrebbe acquistare prima personalità, che è il fulcro perduto e da cui i politicanti e i ciancioni tengono accurapamente lontani dagli Individui. Bisognerebbe curare la rinascita dello Spirito in ogni Cittadino onde riacquistare nella dinamica espressiva nella Costruttività