CINQUE MAGNIFICHE ALLA GUIDA DEGLI ATENEI MILANESI

Milano, che duecento anni fa non aveva neppure una università, oggi è “città universitaria” al pari di altre grandi città europee: primo in ordine di tempo il Politecnico (1863); a seguire nei primi anni del Novecento l’Università Bocconi, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università degli Studi (1902, 1921 e 1924). Nel 1968 nasce la Libera Università IULM e alla fine del secolo scorso l’Università degli Studi Bicocca (1998) e Vita – Salute San Raffaele (1996).
Il più giovane degli atenei milanesi, l’Università Humanitas, ha compiuto 10 anni lo scorso giugno.
Un sistema diffuso, pubblico e privato, che comprende le università generaliste, quelle specializzate e nuovi poli di eccellenza in medicina e che sta consolidando una rete di collaborazione tra i diversi atenei in funzione di una ricerca d’avanguardia per affrontare le grandi sfide tecnologiche e sociali.
Per decenni le donne non sono state facilitate ad accedere alla docenza accademica e del tutto escluse dalle posizioni apicali delle carriere; come emerge dal Rapporto ANVUR 2023: i professori ordinari donne sono ancora oggi soltanto il 27% e le associate il 42%. Negli anni più recenti le donne hanno iniziato a ricoprire incarichi di leadership nella governance delle università, come quello di prorettrici con deleghe diverse e solo da poco si è aperto finalmente un nuovo capitolo per la loro carriera nell’accademia, con la conquista del rettorato: all’avvio del nuovo anno accademico sono 17 le rettrici su 85 a livello nazionale, di cui 5 a Milano e 7 in Lombardia.
In apertura dei lavori della “Giornata della parità” dell’undicesima edizione de Il tempo delle donne il rettore uscente Elio Franzini ha parlato per la prima volta davanti a uno schieramento di rettrici e, passando il testimone a Marina Marzia Brambilla, che gli succede alla guida dell’Università degli Studi proprio nell’anno del centenario, ha evidenziato che in Lombardia ‘resistono’ ancora 7 Rettori maschi.
Tra le relatrici del panel dell’Evento “Verso un cambio di passo: il lavoro come opportunità di equità” sono intervenute Giovanna Iannantuoni, che guida la Bicocca dal 2019 e da alcuni mesi anche la Conferenza italiana dei Rettori. e Valentina Garavaglia, che si accinge a subentrare a Gianni Canova come rettrice della IULM; dagli atenei lombardi le neoelette Maria Pierro dell’Università dell’Insubria e Anna Gervasoni, della LIUC Libera Università Cattaneo.
Marina Marzia Brambilla, Giovanna Iannantuoni e Valentina Garavaglia – insieme a Donatella Sciuto, alla guida del Politecnico per il quinquennio 2023-2028 e a Elena Beccalli, appena eletta in Università Cattolica – formano il gruppo delle cinque Magnifiche Rettrici milanesi.
Un segnale positivo sulla rilevanza delle donne in ruoli apicali arriva proprio dalla nostra città e in particolare dalle Università, che costituiscono un luogo privilegiato dove rappresentare e incoraggiare la parità di genere, ancora troppo ostacolata da resistenze e stereotipi.
Nella nostra società multiculturale possono farsi portavoce del “rispetto relazionale”, attitudine e valore basato sulla solidarietà femminile, in cui le donne più consapevoli riguardo alle discriminazioni, agli stereotipi, ai ruoli di genere, si avvicinano alle donne meno consapevoli della loro condizione, offrendo loro maggiori opzioni sul miglior modo di vivere e rafforzando il self-respect, nella prospettiva di un incremento di libertà, parità e uguaglianza.
Eliminare le disparità di genere nel mondo del lavoro e nella vita sociale è una rivoluzione possibile, anche se ancora piena di ostacoli, carriere interrotte, deficit di servizi a supporto delle neomamme, discriminazioni salariali e barriere culturali da abbattere. Abbiamo bisogno di strategie nazionali per la parità di genere, di riformare in modo strutturale il sistema di welfare e di investimenti, di permettere alle donne di perseguire con spirito d’iniziativa gli stessi obiettivi degli uomini in una dinamica di equa competizione ed uguali responsabilità e riconoscimenti.
Bisogna trovare nuovi modelli di vita che sappiano liberare tempo e energie delle donne, sulle cui spalle grava ancora il 70% del lavoro di cura familiare. Tutte le rettrici concordano sulla necessità di varare misure che permettano la frequenza delle lezioni a distanza per giovani madri e padri, di sottoscrivere convenzioni con asili nido che garantiscano i tempi di apertura necessari per conciliare vita e lavoro, di incoraggiare le più giovani anche grazie alla mentorship di colleghe mamme che ce l’hanno fatta e di favorire il rientro delle ricercatrici neomamme, garantendo sempre più la possibilità di lavorare in team. .
Con piglio combattivo, Iannantuoni definisce ambiziose, coraggiose e generose le donne che vincono la sfida di ottenere incarichi di governance. Come Presidente CRUI rivendica la linea della collaborazione a livello nazionale tra gli atenei, contro ogni miope competitività, e anche la necessità di poter disporre del budget necessario per ambire a politiche attive di parità di genere vere, che si traducano in pratica e non rimangano nella retorica delle piccole azioni simboliche.
Per le cinque Magnifiche Rettrici il compito di saper guardare a queste e alle molte altre sfide che il presente pone, attraverso un nuovo paradigma femminile ed inclusivo, con l’obiettivo di disegnare con tenacia e spirito d’iniziativa un futuro sostenibile e realizzare un’università in cui tutti, nessuno escluso, abbiano le stesse opportunità di valorizzare al meglio le proprie competenze e talenti.
Il nuovo ruolo consentirà finalmente di amplificare le loro voci e di vederle in azione alla guida di decisioni che riguardano direttamente tutte le donne.
Rita Bramante
1. S. SPYROPOULOU, Tesi The Idea of Respect: A Feminist Perspective, Vincitrice Premio di studio “Luisa Pronzato”, promosso nell’A.A. 2023/24 dall’Università degli Studi di Milano per incentivare e sostenere l’attività di ricerca scientifica dei giovani studiosi e delle giovani studiose su tematiche afferenti ai diritti delle donne.
