UNA RICHIESTA IRRICEVIBILE

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Qualche giorno fa, precisamente il 26 di settembre, su Il Giornale ho letto questo virgolettato attribuito al Sindaco: “Ora però ci sono degli extracosti e stiamo nella burocrazia delle leggi italiane. I privati hanno bisogno che ci mettiamo qualcosa. Siamo arrivati al punto che io e il governatore Attilio Fontana siamo disponibili a pensarci noi, ma basta che ci diano una modalità per cui non rischiamo con la Corte dei Conti se affidiamo dei fondi per un bene privato.”.

E ancora: “Serve una legge che ci permetta di  tutelare noi e i nostri dirigenti, se non ce la prendiamo io e Fontana la patata bollente, non se ne esce”.

Sono rimasto sbalordito. Questa richiesta di una legge ad hoc è irricevibile in uno Stato civile e democratico, lede le prerogative del Governo nella misura in cui ha il sapore di un ricatto.

Come è possibile che il sindaco di una Giunta che si autodefinisce democratica e di sinistra chieda una legge “ad personas” chiaramente in contrasto con leggi dello Stato e che ci ricorda le leggi volute da Berlusconi per tutelare i suoi interessi personali? Come il Decreto Biondi approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi 1, che vietava la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione. 

Proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessavano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) ed erano pronte le richieste di arresto per i manager che avevano pagato le tangenti, questo decreto impedì di arrestare i responsabili e provocò la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 erano colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Pierr Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina). 

Ricordiamocele tutte queste leggi, non solo il Decreto Biondi, sono 38 tra il 1994 e il 2011: le ha elencate puntigliosamente libertàgiustizia nel suo blog.

Allora come dovrebbe essere questa legge? Sarà una legge all’italiana, tortuosa e ambigua ma in buona sostanza i nostri due vogliono una legge che li dichiari “legibus soluti” ossia in grado di non osservare alcune leggi, a cominciare dal Codice dei Contratti Pubblici e da ogni norma che riguardi il finanziamento pubblico a favore dei privati.

Insomma vogliono avere le mani libere o, come diceva il giurista romano Ulpiano: “ quod principis placuit legis habet vigorem” (ciò che viene approvato dal principe ha valore di legge).

Essere legibus soluti è sogno di molti politici italiani, alcuni dei quali hanno giurato con questa formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.»

Se questo giuramento lo dovessero fare anche tutti gli amministratori locali, sarebbe un arduo compito fare il conto degli spergiuri ma se anche non lo hanno fatto questo giuramento, lo stesso ha per tutti gli amministratori un valore di condizione generale di comportamento.

Non dimentichiamo poi che molte delle attività legate alla spesa del denaro pubblico sono trattate anche da leggi della UE. Questa legge invocata non potrà rendere legibus soluti anche nei confronti della legislazione UE.

Se non passasse questa legge “salva amministratori pubblici” che si accoderebbe alla Salva Milano, ne vedremo delle belle perché le questioni aperte sono tante a cominciare dalla Stadio Meazza e per continuare con tutti i lavori legati alle Olimpiadi e a molte delle opere finanziate dal PNRR. 

Il nostro ormai è un Paese malato, forse inguaribile, con un calo demografico preoccupante, tanto per cominciare, e una disparità economica tra i cittadini che accentua le tensioni sociali delle quali alcuni politici approfittano per candidarsi alla guida del Governo, facendosi passare da taumaturghi a demiurghi. 

Ma forse la malattia peggiore della nostra classe politica, anche milanese, è la schizofrenia dissociativa: mentre in questi giorni a Milano si svolge la manifestazione Milano Green Week con i suoi 300 eventi a Cortina si tagliano ettari di bosco secolare per far posto alla pista di bob: questo è normale per una amministrazione che guarda solo fino ai propri confini comunali.

Ma questa schizofrenia diguazza nel bailamme legislativo e come sempre colpevolmente dimentichiamo quanto dichiariamo nelle rarefatte atmosfere degli incontri internazionali, come in occasione della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione europea del 1999 (per l’Italia il presidente  della Camera Violante*) dove si disse: “Pertanto, in queste circostanze, la complessità normativa pone un grave problema di deficit democratico, non solo come è noto tra le istituzioni comunitarie, ma anche nell’ambito nazionale. 

Gli effetti della complessità intaccano il funzionamento della democrazia agli occhi dei cittadini. Dal punto di vista dei cittadini sono infatti seriamente minacciate quelle condizioni di conoscibilità, trasparenza e responsabilità che costituiscono la sostanza della democrazia nell’esercizio concreto del potere. 

L’intreccio della normativa comunitaria con quella nazionale (legislativa, regolamentare e tecnico-amministrativa), oltre allo sviluppo delle autonomie territoriali determina in ciascun Paese i seguenti fenomeni: a) scarsa trasparenza e conoscibilità delle fonti normative; b) crescente divaricazione tra gli obiettivi e gli effetti reali delle norme; c) impoverimento del ruolo delle Assemblee elettive e diminuzione della responsabilità dei pubblici poteri. In questo contesto, la qualità della legislazione non può più essere limitata agli aspetti formali e tecnici di chiarezza e coerenza, ma richiede una politica istituzionale della legislazione molto più ampia che assicuri condizioni di conoscenza diffusa e di effettiva responsabilità dei centri produttori di norme.”

Ma noi dimentichiamo perché la dea Mnemosine guarda sempre altrove.

Nel Paese degli smemorati può succedere di tutto; la classe politica sa che la memoria collettiva è di breve durata e dunque può permettersi tutte le giravolte che vuole, raramente qualcuno che non abbia scheletri nell’armadio si fa sentire.

Luca Beltrami Gadola

*) Il Presidente Violante (Camera dei Deputati, Italia) ha presentato il tema della qualità della legislazione e della semplificazione legislativa, oggetto del gruppo di lavoro avviato ad Helsinki. La Conferenza ha debitamente preso nota del ruolo dei Parlamenti, in quanto principali organi legislativi, riguardo a tale questione. Tutte le altre istituzioni a livello nazionale ed europeo hanno il dovere di cooperare per migliorare le leggi e per far sì che siano più accessibili ai cittadini.

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Cesare Mocchi
Cesare Mocchi
1 anno fa

mi chiedo se il Sindaco Sala sappia da dove vengano i soldi che lui e Fontana hanno deciso che “ce li dobbiamo mettere noi”. Non sono soldi loro, sono soldi che vengono dalle tasche dei cittadini in forma di tasse; e dovrebbero essere utilizzati a fare cose utili, servizi, case popolari, manutenzione dei tombini: e non dati ai privati (che ovviamente ne sarebbero ben contenti). E’ un mondo al contrario: gli operatori immobiliari non vengono tassati, i cittadini sì, e i loro soldi Sala e Fontana “ce li mettono loro” in iniziative private. Grazie a dio ci sono le leggi che impediscono (a loro e alla cricca dei loro scellerati dirigenti) di farlo. Già hanno tolto l’abuso d’ufficio (unica forma di tutela dei governati nei confronti degli abusi dei governanti) adesso vorrebbero essere messi in salvo su queste porcate. Urge nuovo sindaco, in fretta! (e anche nuovi dirigenti)

Giovanna Guiso
Giovanna Guiso
1 anno fa

Non c’è da stupirsi delle dichiarazione di Sala. Non era forse un uomo di Berlusconi tanti anni fa?

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