COME (E PERCHÉ) EVITARE I GRATTACIELI…

[Abbiamo pensato di pubblicare questo intervento di Ronald Rovers per animare il dibattito in corso in città su di un tema controverso: i grattacieli. Questo tipo di edilizia viene realizzato sino ad oggi senza tener nel giusto conto le loro ricadute sul territorio e le loro ricadute sull’ambiente]
Se la popolazione mondiale di 6,9 miliardi di persone vivesse in una sola città, quanto sarebbe grande questa città se avesse la densità di:

Gli architetti adorano progettare e vedere realizzata una iconica torre; e al consigliere comunale lasciarci la sua firma. Ebbene, succede che il mondo si sta urbanizzando e che la pianificazione preveda molti grattacieli, con la motivazione: “non c’è altro modo, dobbiamo salire”. Tutti entrano in azione e a tutti piace l’immagine. Ma non è una buona idea, non c’è alcun motivo per costruire grattacieli; per i seguenti motivi:
- C’è l’illusione che l’alta densità si possa raggiungere solo con grattacieli. Ma questa è una sciocchezza, una delle città più densamente edificate al mondo è il centro di Parigi, quasi interamente costituito da 5 o 6 piani e riconosciuto generalmente per la sua alta qualità architettonica (in media 21.000 ab/km2). In gran parte dei quartieri parigini, la densità, ad esempio, è superiore a quella di Manhattan (26.000 ab/km2). Se prendiamo Dacca, la città più densamente popolata al mondo, è una città a densità relativamente bassa.
Il km2 più densamente popolato d’Europa, addirittura quasi il doppio rispetto al centro di Parigi, si trova a Barcellona, nel quartiere dell’Eixample, con 35.000 abitanti/km2! Riconosciuta come una espansione urbana molto apprezzata, ha un’altezza di circa 6 piani. Le città con molti grattacieli hanno solitamente una densità inferiore. E dove la densità supera quella di Parigi, spesso sono invivibili.
1b. Agli edifici bassi viene generalmente imputato un alto consumo di suolo. Ma tutti gli abitanti del mondo, se fossero riuniti con la densità del centro di Parigi, rientrerebbero in un’area di circa 400.000 km2, ovvero nemmeno i 2/3 della Francia…. (Non che dovremmo farlo, non è conveniente, ma dimostra che il terreno non è un fattore decisivo in termini di città a bassa densità. Vedi anche l’immagine a inizio articolo).
- In un approfondito studio sul consumo energetico delle città di tutto il mondo, condotto da Serge Salat, il centro di Parigi è risultato il migliore: la sua configurazione è ottimale per quanto riguarda la luce solare, il fabbisogno energetico e la luce del giorno all’interno delle case. [1]
3 Più alto è un edificio o una torre maggiore è la richiesta di energia per m2 di pavimento. Ciò non sorprende, tra l’altro, a causa di tutti i sistemi di cui deve essere dotato: ascensori, ma anche pompe e simili. (e di conseguenza anche con meno spazio netto per piano). Anche le più elevate velocità del vento in quota portano a una maggiore perdita di energia (nel nostro clima).
4 Più sono i piani dell’edificio sullo stesso terreno, meno l’edificio sarà in grado di diventare energeticamente neutro: cioè il rapporto tra la superficie esterna e i m2 di superficie dell’appartamento diminuisce sempre più, e quindi meno superficie per produrre energia tramite pannelli solari, ad esempio. Anche il calore geotermico non è una soluzione praticabile, perché la domanda di calore utilizzando la fonte geotermica su un piccolo pezzo di terreno edificabile è troppo alta. Arup ha prodotto 10 anni fa uno studio secondo cui un grattacielo potrebbe fornire solo fino al 10% della propria domanda di energia. [2]
5 Più un edificio è alto, maggiore sarà l’ombra che proietterà sugli edifici vicini, privandoli così della capacità di produrre autonomamente energia rinnovabile, che è ciò per cui ci battiamo. Ancora una volta, si pensi alla configurazione del centro parigino. [3]
6 L’altezza aumenta anche la quantità di materiali per m2 di superficie realizzata: un complesso residenziale medio di 4 piani peserà circa 1.000 kg/m2. Questo peso aumenterà lentamente con l’altezza, fino a 2.000 e oltre per i veri grattacieli. (anche fino a 3.500 kg/m2 per la torre Malmö di Calatrava, alta ‘soli’ 100 metri) [4] Ciò crea un carico di materiale per m2 di pavimento da 2 a 3,5 volte superiore, pari a 2 a 3,5 volte di energia incorporata (per la produzione dei materiali) in più. A questo va aggiunto un esaurimento accelerato dei materiali. Tutto ciò non aiuta a raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2! (Negli edifici bassi in legno o in terriccio con balle di paglia a volte si può arrivare anche a 5 – 600 kg/m2.)
7 I grattacieli aumentano la pressione del traffico e quindi costituiscono un enorme carico puntuale sul sistema infrastrutturale. Il che porta da un lato ad un forte impatto ambientale dell’edificio, dovuto, ad esempio, all’aggiunta di garage, ma anche ad un aggravio della congestione del traffico cittadino, i cui costi, per creare soluzioni come stazioni della metropolitana, svincoli stradali e simili, vengono scaricati sulla società.
8 Le torri sono strade senza uscita, per le quali sono necessari ascensori, dove le persone si incrociano in modo anonimo. La coesione sociale è quindi azzerata. [5]
9 Poiché sono strade senza uscita, durante le calamità, le persone rimangono intrappolate come topi. Non esiste una backdoor. Sono paragonabili alle mega stalle dell’allevamento di bestiame, se scoppia un incendio, i morti raggiungono enormi numeri. E le misure di sicurezza costano ancora una volta molta energia e materiale. Oppure sono necessari equipaggiamenti speciali per i vigili del fuoco, i cui costi vengono scaricati sulla comunità.
10 I grattacieli sono l’opposto di quelle che vengono definite città resilienti. Nel momento in cui ci sono problemi nei sistemi di distribuzione locale o globale, dell’acqua, dell’elettricità, del cibo, da cui le persone in una torre dipendono al 100%, non c’è alcun risparmio: se va via la corrente, le persone rimangono bloccate. Le persone nelle torri non hanno alcuna possibilità di diventare autosufficienti in termini di acqua, energia, cibo o materiali (e si pensi al Belgio che ha già annunciato grandi blackout). Come fa una città piena di grattacieli a prendersi cura dei suoi cittadini se sono tutti intrappolati in quelle torri, senza acqua, elettricità o cibo? [6]
11 Un grattacielo non è altro che accatastare persone per ottenere maggiori benefici finanziari da un m2 di terreno di proprietà privata. È un processo guidato dall’interesse finanziario, che non ha nulla a che fare con la pianificazione e l’ottimizzazione urbana. E quanto più terreno è posseduto da pochi, tanto più alto è il prezzo e quindi più alto il grattacielo.
In breve, qualcuno può menzionarmi dei benefici oltre alla vista? (Se non ci sono altre torri attorno).
Oh sì, quasi dimenticavo, la cosa più recente che gli architetti (o gli sviluppatori immobiliari) hanno inventato è, nel tentativo di continuare a costruire grattacieli, di metterci degli alberi. Per dare una scusa al Comune: guarda quanto siamo green. Ovviamente questa è una grande sciocchezza: dovrebbe ispirarare che l’edificio è sostenibile, verde e sano. Beh, in primo luogo, vedi sopra, i grattacieli non sono comunque una soluzione. Ma a causa di tutto il verde aggiunto, la situazione peggiora ulteriormente. Il peso degli edifici aumenta, per sostenere quegli alberi i balconi devono essere ampliati e rafforzati, causando più input di materiale, energia e polveri sottili nella produzione dei materiali; probabilmente, più di quanto gli alberi possano compensare. Ma soprattutto quell’albero priva l’edificio della possibilità di generare parte del proprio fabbisogno energetico; infatti, l’intera facciata è ombreggiata. [7]
Con l’invenzione dell’ascensore automatizzato, da parte di Otis nel 1862, iniziò l’impoverimento urbano. Classifico quindi la storia dell’edificio come BE e WE: Before Elevator e With Elevators. E quindi, date le argomentazioni di cui sopra, vorrei sostenere un ambiente senza ascensori, l’era di AE, After Elevator. Edifici con massimo 5-6 piani, tutti all’incirca della stessa altezza per ottimizzare l’uso dell’energia (solare) e con abitanti socialmente misti.
Ronald Rovers, 18 maggio 2019
Prima pubblicazione in: https://www.ronaldrovers.com/how-to-avoid-highrise-buildings/
Riferimenti:
[1] Salat Serge, 2007 Efficienza energetica ed ecologica delle morfologie urbane: un’analisi comparativa delle città asiatiche, americane ed europee, 2007, Conferenza SB07 di Hong Kong, 2007, Atti del libro post conferenza: ISBN: 978-988-17808-1 -2
Inoltre: Città e forme: sull’urbanistica sostenibile, Serge Salat, 2012, 543 pagine, ISBN-13: 978-2705681111
[2] Vedere il mio articolo e i riferimenti sul reserachgate per la conferenza UIA del 2007: Quanto è alto un edificio sostenibile? Relazione per il XXIII Congresso Mondiale degli Architetti UIA, Torino, Italia 2008
Sessione SPERANZA, 2 luglio 1330,
[3] articolo: http://www.ronaldrovers.com/right-for-sun-a-guaranteed-free-solar-access-window/
[4] Rovers R. 2010 Material-Neutral Building: contabilità a ciclo chiuso per la costruzione di edifici Un nuovo modo pratico per misurare i miglioramenti nella creazione di un utilizzo equilibrato delle risorse per l’edilizia
Rivista: International Journal of Sustainable Building Technology and Urban Development Volume 1, Numero 2, dicembre 2010, pagine 152-159
[5] http://www.ronaldrovers.com/the-elevator-a-dead-end-road/
[6] colonna per la piattaforma informativa EU Smart Cities: https://www.smartcities-infosystem.eu/newsroom/blog/creating-truly-smart-cities-plan
[7] http://www.ronaldrovers.com/vertical-frarming/

