URBANISTICA E MUNICIPI

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Dalle recenti notizie sulle indagini della Procura su alcuni interventi edilizi a Milano traggo una riflessione sul ruolo dei Municipi nelle pratiche edilizie. Con il Regolamento del Decentramento del 2016 i Municipi, che sono gli unici organi che conoscono nel dettaglio le esigenze dei residenti e che rappresentavano il luogo in cui i residenti potevano venire a conoscenza dei progetti, sono stati completamente esautorati ed impossibilitati ad intervenire nelle pratiche edilizie e nelle scelte sulla cessione degli standard.

I consigli di zona hanno dalla loro fondazione dato i pareri sugli interventi edilizi. Negli ultimi anni i loro tecnici che si occupavano di edilizia sono stati eliminati. Il parere edilizio ĆØ stato sostituito nel 1999 da un parere socio-ambientale, che ĆØ stato prima depotenziato eliminando il parere della commissione urbanistica comunale nei casi di differenze di parere tra le zone e gli uffici centrali e poi eliminato nel regolamento del decentramento del 2016 che ha istituito i municipi, contro il parere delle zone.

Il regolamento del decentramento consente loro solo di dare un parere sui piani attuativi ma, dato che questi si redigono solo in pochi casi, sono interpellati raramente. Possono solo dare il loro parere sull’utilizzo degli oneri di urbanizzazione, che sono però molto più bassi che nel resto dell’Europa e sono stati incrementati solo di recente in base all’inflazione, lasciandoli comunque invariati nelle aree periferiche dove si concentrano le trasformazioni del tessuto industriale in edifici residenziali.

La commissione per il paesaggio, dove ĆØ presente un rappresentante dei municipi, non lo convoca nei progetti preliminari impedendo di correggere il progetto nella fase iniziale. Il rappresentante può vedere i progetti ma non li può condividere con il municipio e neanche avere copia del parere esteso. Nel 2018 era stato fatto un accordo tra lo sportello unico e i municipi per mandare copia dei progetti difformi dalle norme morfologiche del PGT ai municipi prima dell’esame da parte della commissione paesaggio ma poi non ĆØ stato rispettato per un cambio di dirigente. Fino a poco fa il rappresentante li poteva vedere solo in commissione all’ultimo momento e non in precedenza come gli altri commissari.Ā 

Con la eliminazione del sito Only One i municipi e i cittadini non sono neanche a conoscenza dell’elenco dei progetti presentati via per via. Ormai le notizie si conoscono solo da UrbanFile, sito privato.

In questa situazione di mancato controllo pubblico degli interventi non mi sorprende che i cittadini si siano rivolti con esposti alla Procura Penale. Si sostiene che l’opposizione andrebbe fatta in sede di tribunali amministrativi ma il costo per i cittadini ĆØ proibitivo e ci sono stati ricorsi in cui, perdendo, hanno dovuto pagare i costi legali della controparte e degli stessi consulenti tecnici. I tribunali amministrativi danno quasi sempre ragione ai costruttori, che possono permettersi di pagare i migliori avvocati.

Se ci fosse stato il parere socio-ambientale dei municipi i casi contestati dalla Procura non ci sarebbero stati perchĆ© sono tutti progetti in cui i municipi hanno dato parere negativo in commissione paesaggio, in particolare per il Municipio 3 le torri di via Crescenzago 105 e l’edificio di piazza Aspromonte 12 e per il municipio 2 la torre di via Stresa.

La stessa commissione si limita a dare un parere estetico e non entra nel disegno urbanistico.Ā 

Il Comune si sta rendendo conto di questa situazione ed ha avviato degli studi d’area a San Siro e nei quartieri Adriano-Crescenzago-Rubattino per cercare di disegnare lo sviluppo di queste parti della cittĆ , con l’intenzione di coprire tutte le aree periferiche. Tuttavia questi studi non sono prescrittivi perchĆ© non approvati dal consiglio comunale e possono solo dare delle indicazioni per l’utilizzo degli standard urbanistici e degli oneri di urbanizzazione e si deve cercare di convincere gli operatori nei casi in cui i loro interventi sono in contrasto con gli studi.

Per questo il municipio 3 ha chiesto che le parti importanti dello studio siano incluse nella variante del PGT in corso di redazione. Inoltre il municipio ha chiesto all’unanimitĆ  di cambiare il regolamento del decentramento e di conseguenza il regolamento edilizio in via di redazione, inserendo un parere di congruitĆ  a carattere sociale e ambientale sugli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione sul proprio territorio.

La necessità di una pianificazione attuativa nelle zone periferiche dove scarseggiano i servizi è innegabile e non si può delegare il privato a fare uno studio sulle necessità presenti. Se il comune non ha il personale necessario può sempre affidarsi ad Amat o a consulenti esterni.

L’art. 41 bis della legge urbanistica nazionale non ĆØ stato derogato dalla legge urbanistica della Regione Lombardia al contrario del DM 1444/68 ed ĆØ quindi a mio parere valido nella nostra regione. Il PRG di Milano del 1980 valido fino al 2016 aveva una norma analoga nelle zone B1 mentre nelle altre zone era sempre obbligatoria la pianificazione attuativa.

Indipendentemente dalla sua validitĆ , contestata dal Comune con una circolare del luglio dell’anno scorso, rimane il problema di come rigenerare la cittĆ  entrando nel merito delle altezze e della collocazione degli edifici e tenendo conto degli abitanti giĆ  insediati.

I municipi possono dare un grande contributo essendo l’organismo più a contatto con il territorio e in grado di raccoglierne le esigenze. Si pensi ad esempio della necessitĆ  di non contornare i parchi cittadini con edifici troppo alti che limitano la visuale del cielo e creano ombre, evitando che gli abitanti dei nuovi palazzi approfittino della visuale dai piani alti a scapito di quelli che stanno nei parchi. I parchi non possono diventare dei canyon in mezzo alle torri, il loro valore ecosistemico diminuirebbe.

Per quanto riguarda gli edifici nei cortili, fui a suo tempo con il Comitato sulla QualitĆ  Urbanistica tra i promotori della norma che ne ha limitato l’altezza per non penalizzare gli abitanti nelle case intorno. Una norma oggetto di molti tentativi di aggiramento che il PGT del 2018 ha reso più chiara togliendola alla interpretazione da parte della commissione per il paesaggio. Gli edifici nei cortili sono proprio un esempio di cattiva urbanistica che danneggia i residenti a vantaggio dello sviluppatore immobiliare, senza creare edilizia di qualitĆ  e densificando il territorio in modo medioevale.

Michele Sacerdoti

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Andrea Vitali
Andrea Vitali
2 anni fa

Gli studi d’ area citati però sono una gran scempiaggine, per fortuna non sono prescrittivi! E anche sulla qualitĆ  dei lavori di Amat ho molti dubbi, ĆØ un ricettacolo di tecnici di nomina politica davvero non molto competenti. Vogliamo affidargli i progetti? Dio ce ne scampi, che pessima idea!

Ada
Ada
2 anni fa

La trasformazione e costruzione di nuovi edfici dovrebbe considerare e coinvolgere i residenti che da queste nuove costruzioni subiscono un notevole impatto.Trovo indecente la vendita di aree pubbliche ai privati senza adeguate regole e compensazioni a vantaggio della comunita’.La totale mancanza di attenzione da parte del Comune rende inutile la sua funzione di garante del bene pubblico e dei cittadini in favore di lobby ed interessi privati che speculano senza vergogna.

Bianca b
Bianca b
2 anni fa

Ho sempre rilevato la evidente impossibilitƠ per i cittadini nonchƩ di intervenire ma prima di tutto di
conoscere come cambia il loro ambiente di vita. La cosiddetta partecipazione ĆØ una beffa. In Francia, a Parigi ricordo, i progetti vengono publicamente illustrati ed esposti in cartelli nelle zone interessate dai cambiamenti. Io abito a fianco del quartiere San Siro, vedo da un lato lo Stadio e lontane le montagne. Tutto questo paesaggio e adesso in frenetico cambiamento, punteggiato da gru altissime impiantate sulle vecchie scuderie, sull’,ex Trotter e minacciate sul quartiere popolare. Senza che su tutto questo il Municipio 7 abbia mai potuto aprire bocca.
( e non parliamo di un campo da tennis ultimamente diventato una palazzina, di un assurdo sopralzo che nega una linea edilizia e, verso est , di un. grattacielino bianco che improvvisamente emerge su un panorama omogeneo e composto fino alla Madonnina … povera Milano.)

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