LO STRANO CASO DI PIAZZA TRENTO
Era il 2 giugno 2019, festa della Repubblica, quando il Sindaco Beppe Sala – a PGT non ancora approvato – apriva il suo ufficio ad alcuni cronisti ai quali veniva esibito il rendering del progetto del nuovo grattacielo di A2A da realizzare in Piazza Trento, le cui immagini venivano pubblicate il giorno successivo da alcuni quotidiani.

Ben prima, nel luglio 2018, il Municipio 5 aveva espresso parere contrario allāinclusione di Piazza Trento nel novero delle c.d. 6 Piazze (che poi sarebbero diventate 7) alle quali riservare speciale disciplina con facoltĆ di superamento dellāindice di edificabilitĆ territoriale massimo, sullāevidenza che piazza Trento di piazza abbia solo il nome e che la stessa non pareva rispondere ad alcuno dei requisiti indicati, essendo omessa peraltro ogni indicazione sullo sviluppo e trasformazione dello Scalo Romana.
Il PGT veniva comunque approvato con il mantenimento di piazza Trento nellāambito delle c.d. 7 Piazze e, nel settembre 2020, A2A presentava un primo progetto preliminare ex art. 40 R.E. costituto essenzialmente da due elementi: a) lāintervento privato del nuovo Headquarter di A2A, nel versante sud di Piazza Trento-Viale Isonzo confinante con lo Scalo Romana (una torre di 144,45 metri di altezza e edificio a āsteccaā sviluppato in orizzontale) e b) lāintervento per la rigenerazione dello spazio pubblico insistente in tale perimetro, nel versante nord, che comprende – assieme ad altri interventi ipotizzati – la creazione di uno spazio da adibire a sagrato della Parrocchia SantāAndrea in Via Crema.
Si riteneva ā come tuttora si ritiene ā che tali due componenti dovessero essere considerate necessariamente come un unicum, in quanto parti di una medesima previsione contenuta nello strumento urbanistico per quel determinato ambito. Al riguardo la relativa Conferenza dei Servizi, anche sulla base del parere rilasciato dalla Commissione per il Paesaggio, suddivideva la disamina esprimendo esito favorevole dellāistruttoria preliminare per il progetto dellāHeadquarter A2A e respingendo invece al mittente il progetto sulla riqualificazione degli spazi pubblici, ritenuto questo inammissibile in quanto ritenuto privo del necessario valore aggiunto che quellāintervento di rigenerazione dovrebbe apportare.
Da parte sua il Municipio 5, apprezzando da un lato lāinnovativitĆ e lāeco sostenibilitĆ dellāedificio a torre che richiama ad una ciminiera a retaggio della vocazione produttiva dei tempi che furono ma interrogandosi allo stesso tempo sulla compatibilitĆ della torre con il contesto circostante e sulla necessitĆ di un tale sviluppo verticale (rimettendosi pertanto alle più competenti valutazioni della Commissione per il Paesaggio), eccepiva un rilevante contrasto qualitativo tra il progetto edificatorio privato e le opere di riqualificazione proposte per gli spazi pubblici; si indicava la necessitĆ di prevedere uno scavalco ciclo-pedonale di V.le Isonzo, una revisione delle scelte sulla mobilitĆ proposta nelle vie circostanti e un ripensamento integrale sulle scelte operate in relazione allāaspetto parcheggi e sosta, considerato che il progetto prevedeva lāeliminazione di 129 posti auto esistenti.
A metĆ dicembre 2020, A2A ha presentato nuova richiesta di verifica preliminare ex art. 40 R.E. proponendo una nuova release del progetto inerente la riqualificazione degli spazi pubblici comprensivo della introduzione di una ZTL in Via Crema e lāeliminazione di 203 posti auto per la cittadinanza. Ma lāaspetto più curioso ĆØ un abbozzo nel documento illustrativo di una passerella ciclopedonale a scavalco di viale Isonzo, qualificata come āsuggestioneā, mentre negli elaborati progettuali tale passerella non ĆØ più presente, prevedendo il progetto, ben diversamente, lāattraversamento ciclo-pedonale a raso di Viale Isonzo, mediante attraversamento semaforico.
Ma perchĆ© verrebbe dapprima indicata una suggestione di passerella a scavalco, che tra lāaltro risponderebbe pienamente a quel fine di ricucitura tra periferia e centro indicato nel DPP (Documento Programmatico Preliminare) del PGT proprio in relazione alle 7 Piazze, soluzione che viene poi rinunciata negli elaborati progettuali?
Il motivo ĆØ semplice e non credo che, in questo caso, possa essere imputato allāoperatore che, tra lāaltro, ĆØ il primo a doversi cimentare nella realizzazione di un progetto relativo ad una delle 7 Piazze, essendo chiamato a riprogettare gli spazi pubblici di una piazza che tale propriamente non ĆØ a causa della sua storica conformazione.
La ragione ĆØ che manca un pezzo del puzzle, difetta ancora un presupposto dirimente e al momento āinsormontabileā ovvero una disciplina che consenta allāoperatore di potersi progettualmente raccordare con lāambito da cui tale passerella ciclo-pedonale dovrebbe dipartire costituito dal confinante ex scalo ferroviario di Porta Romana, rispetto al quale, dopo la recente aggiudicazione, si ĆØ ancora in attesa di rilascio di un primo Masterplan.
Ci si chiede, legittimamente, come sia possibile, rebus sic stantibus, attuare la previsione e le finalitĆ scaturite dalla recente revisione dello strumento urbanistico generale, quando manchi lāaltra parte della saldatura, considerato che piazza Trento dovrebbe essere destinata a diventare nuova porta dāaccesso della cittĆ , il collegamento tra centro e periferia, uno spazio che consenta la permeabilitĆ tra due distinti mondi, una cerniera in grado di stimolare investimenti volti al ridisegno dello spazio pubblico e a favorire il rinnovamento dei quartieri periferici. Come ĆØ diversamente possibile attuare tutto ciò senza un percorso, un via di collegamento (ad oggi inesistente in quanto Piazza Trento a sud ĆØ ad oggi interclusa) che sia capace di unire la āperiferiaā a sud dellāex scalo con il ācentroā da via Crema in su fino a Porta Romana, superando la barriera della circonvallazione di viale Isonzo e realizzando in tal modo ciò che il PGT si prefigge?
Qui emerge manifestamente tanto il grande limite, e anche lāerrore, della scelta di stralciare gli ex scali ferroviari dalle previsioni del nuovo PGT subendo le ripercussioni delle discrasie temporali sui rispettivi procedimenti, quanto la conseguenza infelice di voler ostinatamente includere piazza Trento nel novero delle 7 Piazze con i correlati benefits, che invogliano di certo un operatore a investire in progetti edificatori ambiziosi ma che lo fa scontrare con le difficoltĆ introdotte dalla stessa amministrazione comunale nel raggiungimento delle finalitĆ pubbliche perseguite.
Ad oggi lāunica suggestione della quale vi ĆØ maggior certezza, e sulla quale permangono valutazioni discordanti comunque tutte legittime, ĆØ lāimpattante torre di A2A che ha sinora superato il primo vaglio della Commissione per il Paesaggio e della Conferenza dei Servizi sul suo progetto preliminare e che si avvia a raggiungere il primato incontrastato nello skyline di Milano sud, primato che difficilmente sarĆ superato dalle nuove progettazioni sullāarea del limitrofo ex scalo.
Ma qualora le regole abbiano ancora un valore, lāintervento di Piazza Trento deve essere valutato unitariamente e quindi anche e soprattutto per le opere di riqualificazione degli spazi pubblici: ciò lo impone la disciplina urbanistica sulle 7 Piazze con conseguente sfida per lāoperatore di proporre una soluzione altrettanto accattivante. Lāauspicio e che si riesca a tradurre la stessa qualitĆ ed innovativitĆ che A2A e i suoi progettisti hanno profuso per il progetto della torre anche nella riqualificazione degli spazi pubblici compresi in tale ambito, individuando ogni soluzione atta a creare lāattesa permeabilitĆ tra versante sud e nord ma senza arrecare pregiudizi per i cittadini, stante che un siffatto intervento dovrebbe apportare un quid pluris per la collettivitĆ e non certo una deminutio, come lo sarebbe invece la cancellazione dallāoggi al domani di 203 posti di sosta.
Flavio Verri
Presidente commissione urbanistica
Municipio 5 del Comune di Milano

Mi sembra che ci si dimentichi che A2A ĆØ una partecipata del Comune di Milano, e che la logica profonda della realizzazione del grattacielo di piazza Trento sia la vendita della centralissima sede di porta Vittoria e quindi la sua valorizzazione. Non c’ĆØ quindi un’incongrua applicazione della normativa del PGT sulle piazze, anzi ĆØ vero proprio il contrario: che la normativa di PGT ĆØ stata costruita proprio per consentire questo intervento, che paradossalmente se fosse stato inserito nell’accordo degli scali (dove la normativa ĆØ molto più normale) cosƬ non si sarebbe potuto costruire. Il PGT ĆØ quindi tutto a favore di A2A, ĆØ bene che questo sia chiaro. Poi tutto il resto (passerella, sagrato…) sono dettagli. Peccato però per la via Crema che adesso ĆØ cosƬ carina.
Gentile Annalisa Ferrario, leggo che lei ĆØ contenta e soddisfatta che il PGT consenta liberamente ad A2A di perseguire i propri scopi di valorizzazione immobiliare delle proprie sedi centrali di proprietĆ subordinandovi le scelte di concentrazione a dismisura su altre sedi di proprietĆ .
Debbo però farle presente che l’urbanistica pubblica non si fa solo chiedendo alle singole proprietĆ (siano pure esse a compartecipazione pubblica) cosa sia per loro più conveniente aziendalmente, ma facendo un ragionamento di interesse generale per l’assetto urbano.
So bene che ciò ĆØ giĆ capitato col riuso della vecchia Fiera, che doveva coprire il debito fuori bilancio di 250 Milioni di ⬠provocato dalle egolatriche follie di Fuksas nella realizzazione del polo esterno di Rho-Pero (posso affermarlo con sicurezza avendo visto il molto più funzionale lay-out del capo UT di Fiera ing. Vettese, quando ero assessore all’urbanistica a Rho nel 1994-’98) e lo fece scaricando su vecchia Fiera 1 milione di metri cubi che dette poi origine all’assuda Citylife (il progetto migliore era quello di Renzo Piano per Pirelli RE, che però offriva un misero 10% in meno sul doppio della base d’asta; prevalse però l’ingordigia di Fiera senza che Comune e Regione osassero metterci becco !). Per caritĆ , non ĆØ un difetto solo milanese: a Roma su ex Fiera sta accadendo la stessa cosa, sia con la precedente Giunta Marino/Caudo sia con l’attuale Raggi/Montuori (Berdini si ĆØ dimesso proprio per dissensi su questo e sullo stadio a Tor di Valle, proprio come ora si prospetta a S.Siro).
Cementosinistra e cementodestra cosƬ si assomigliano sempre di più nel nome della libera impresa che schiavizza la cittĆ
Non ha proprio capito cosa ho scritto. Dico solo che piazza Trento non ĆØ un’incongrua applicazione del PGT, dico che il PGT ĆØ stato costruito apposta per fare queste operazioni. Mica lo sto difendendo, tutt’altro. Saluti