IL RISULTATO ELETTORALE INESISTENTE DEI VERDI
Le elezioni per il Parlamento Europeo hanno costituito l’occasione per verificare lo stato di salute delle forze che si propongono di rappresentare l’offerta elettorale del campo democratico. Formalmente libero dalle costrizioni del modello di coalizione, il proporzionale con sbarramento costituisce il sistema elettorale migliore per forze rappresentative di temi che travalicano trasversalmente l’antinomia classica destra/sinistra. Il quadro vedeva il PD alle prese con una difficile ricomposizione identitaria nel solco della sinistra storica.

Quindi, dato il carattere residuale dei Verdi dopo una recente stagione dal carattere negativamente personalizzato, la proposta della tradizione radicale, confermata dalla partecipazione della rete post-grillina di amministratori civici di Federico Pizzarotti, sembrava avere le prerogative ideali per un voto europeista. Un voto rifugio/affermazione libero, legato alla rivendicazione dei diritti individuali, in una stagione di regressione da branco identitario, dal convegno sulla famiglia di Verona allo scontro tra poveri alimentato da Casa Pound nelle strade di Casalpalocco, alla proposta di liquidazione, insieme alla casta di Radio Radicale. Così non è stato ed è utile a tutti coloro che sono interessati alla ricostituzione del campo democratico capire il perché.
La questione va oltre le beghe congressuali radicali con la relativizzazione minoritaria di Marco Cappato, supera il liberismo scolastico di Benedetto Dalla Vedova, buono per il polo di Berlusconi come Monti e per i governi Renzi e Gentiloni. Insieme alla tragedia collettiva di un gruppo dirigente costretto all’adultitĆ dopo la perdita del padre-padrone, l’esito negativo di +Europa-Italia in comune costituisce un riflesso dei mutamenti antropologici e culturali che interessano l’istituto della democrazia nell’occidente del mondo.
Pensiamo alle derive personalistico – plebiscitarie per le quali il centro sinistra italiano si ĆØ impegnato alacremente. Si pensi al paradosso sfacciato della legge 56/2014 la āDel Rioā che nei fatti ha tolto la polizia provinciale, ha avviato alla consunzione le Province, attuato solo nominalmente le cittĆ metropolitane e al comma 5 dell’articolo 1 legittimava questi intenti sulla Costituzione che sarebbe stata riformata. Pensiamo allo zapping elettorale che vede lo spostamento di milioni di elettori da Berlusconi a Renzi, da Grillo a Salvini, e intanto aumentano i non votanti. L’insuccesso di +Europa indica anche alcuni assunti fondamentali costitutivi per un campo democratico fondato sui valori costituzionali italiani ed europei e su unāecologia della differenza.
Il primo: senza una chiara proposta politica, una visione, non e data alcuna rendita di posizione, di metafora e/o di riconoscenza. Probabilmente Emma Bonino ĆØ una tra le personalitĆ politiche più popolari e riconosciute, ma ciò non porta alcun automatismo elettorale. Secondo: se si conduce da tempo unāesistenza da comprimario al richiamo per necessitĆ , per fare fronte, la scelta di molti, di quanti basterebbero per superare il quorum, ricade sulla casa madre, quella che regala qualche seggio parlamentare con la legge elettorale per “nominati”. Terzo: se non si cerca di capire il contesto sociale e non si mette il naso oltre la bouvette e non si dispone della mobilitazione di un significativo blocco sociale di nominati a ogni livello, amministrativo, consortile, di partecipata locale o globale.
Si finisce per pensare che il mondo politico elettorale corrisponda al perimetro delle dichiarazioni alle agenzie o dei passaggi a Porta a Porta o a Otto e 1/2. Insomma, solo una generosa e inquieta curiositĆ ha consentito alla minoranza radicale di turbare l’ipocrisia politica della Prima Repubblica, definendo alcuni diritti laici come aborto e divorzio, votati anche dai cattolici, insieme all’idea di Cittadinanza Attiva che interagisce con il Parlamento e confligge i governi, innovando altresƬ il vocabolario e la consapevolezza della politica con la puntuale indicazione/denuncia della āpartitocraziaā e della sua occupazione della cosa pubblica.

Senza la spinta radicale, con Marco Pannella a fare campagna sul territorio, e della stessa radio, non ci sarebbe stata la prima profetica affermazione in Sud Tirolo di Alex Langer e dei Verdi, cosƬ come l’uso dello strumento referendario per nucleare, caccia e acqua pubblica. Eppure oggi, a dispetto di quanto accaduto in diverse parti d’Europa, Bonino & c. non sono stati in grado di presentare una proposta capace di unire diritti e ambiente, di essere un veicolo capace di caricare oltre a Pizzarotti, anche i Verdi e Pippo Civati.
Capaci di andare oltre le miopie e i settarismi del ceto politico in ricollocazione e sopravvivenza per offrire la possibilità di un voto utile e con un senso anche per i tanti che non si turano più il naso. Sono evidenti i limiti della qualità e della capacità visionaria del gruppo dirigente eppure mai come oggi appare evidente una domanda di messa in rete di culture ed esperienze a partire dalla concretezza delle proposte, come nella migliore tradizione federativa radicale, invece di pensarsi come una chiesa ripiegata su se stessa, con le sue vestali e i suoi rituali.
La storia italiana ha dimostrato che il campo democratico non prende corpo a partire dal modello dei bolscevichi nei soviet piuttosto che dei maiali nella āFattoria degli animaliā, ma vive e convince in quanto fondato su unāecologia delle differenze, con la cura e il rispetto del pluralismo e con una proposta politica in discontinuitĆ con la consociazione consacrata dal Patto del Nazareno. L’Ulivo nel ’96 ĆØ stato questo. Per questo ĆØ sconcertante il commento del risultato di +Europa di Federico Pizzarotti, contento di aver preso l’8% a Parma contro l’11% del M5s: “Ci troviamo di fronte a una grande sfida, ĆØ innegabile. Ma in questa sfida non ci tiriamo indietro. La disfatta dei 5 stelle sta preparando il terreno per la caduta del governo e per le elezioni anticipate: il centrosinistra dovrĆ trovarsi unito e compatto. Noi ci siamo.” Per quale proposta politica?
Fiorello Cortiana

Il titolo dell’articolo ĆØ sbagliato: doveva essere Il risultato elettrorale di +Europa.
I Verdi hanno partecipato alle elezioni europee con il simbolo di Europa Verde con il programma dei Verdi Europei (European Green Party) anche se evidentemente Cortiana non l’ha sostenuto.
Anche la foto dei Verdi nell’articolo ĆØ del tutto fuori luogo.
Andava chiesto un articolo a Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi, sul risultato elettorale della lista.
Altrimenti si fa solo confusione.
Cortiana sembra sia vissuto su un altro pianeta. Purtroppo la sinistra (a sinistra del Pd), il terzo spazio a cui ha tanto lavorato Elly Schlein, ha un bacino ridotto dai 5 stelle, ed ĆØ disomogeneo al suo interno. Insomma anche in questāarea sarebbe utile tornare a parlare di linea politica a tutto campo senza paure. Pensiamo anche che ci saranno le comunali il prossimo anno e Milano ĆØ senza dubbio il primo obiettivo della Lega.
Concordo Francesco, abche sullascadenza milanese prossima. Ma non si tratta di essere a sx o a dx del PD ma di andare oltre la consociazione del Nazareno anche a Milano.
Dal titolo pareva unāanalisi del mancato voto ai Verdi. Che mi pare sia la cosa meno presente nellāarticolo , se non per lāaccenno alla mancata alleanza con +Europa e Pizzarotti. Purtroppo lāelezione di Della Vedova invece che Cappato credo sia stata determinante nel mettere un freno. Peccato perchĆ© io avrei visto con favore una formazione che, sotto lāombrello dellāecologismo ,abbracciasse anche la storia della battaglia per i diritti.
Dal titolo pareva unāanalisi del mancato voto ai Verdi. Che mi pare sia la cosa meno presente nellāarticolo , se non per lāaccenno alla mancata alleanza con +Europa e Pizzarotti. Purtroppo lāelezione di Della Vedova invece che Cappato credo sia stata determinante nel mettere un freno. Peccato perchĆ© io avrei visto con favore una formazione che, sotto lāombrello dellāecologismo ,abbracciasse anche la storia della battaglia per i diritti. E comunque io definirei il risultato dei Verdi insufficiente, non inesistente.
Patrizia, sembrano mancare le qualitĆ esistenziali per la costruzionedi un ‘ombrello’ vero e non posticcio.
L’articolo, comunque titolato male, sfiora appena la questione di fondo, ovvero il dubbio se non ĆØ l’elettorato italiano a essere costituzionalmente indifferente alle questioni ambientali (ĆØ possibile, viste la modesta partecipazione anche in passato, e la consolidata e triste latitanza di senso civico) o se non ĆØ il programma dei Verdi a essere poco concreto, perchĆ© guardando molto lontano a volte ci si dimentica di guardare vicino. Comunque un’occasione importante persa, se si pensa alle recenti mobilitazioni studentesche che avrebbero potuto attirare molti voti. Su questo i responsabili del partito dovrebbero riflettere.
Giorgio, il titolo ĆØ stato messo impropriamente, ma l’esperienza ha dimostrato che proposte definite e rappresentanti credibili e affidabili trovano anche in Italia un riconoscimento significativo.
Interessante. Scritto malissimo. Riassumibile allāinsegna dellā Era meglio quando cāero io…
Francesco, non capisco l’acredine, ĆØ stato messo un titolo sbagliato ma la riflessione ĆØ chiara in relazione ad un area ecologista-libertaria-federalista-riformista.
Io trovo francamente incredibile un articolo il cui titolo e la cui immagine siano del tutto dissociati dal contenuto.
Forse sarebbe opportuna una rettifica o quanto meno un chiarimento. Che ne pensano lāautore e la rivista?
Veronica, la pensano come te, per questo mi ĆØ stato chiesto di fare un pezzo sulla politica verde in/per l’Europa.
Nei prossimi numeri…
Fiorello, io taglierei corto. Dopo la strage delle culture politiche ĆØ ovvio che queste covino sotto la cenere pronte a rispuntare alla bisogna. Il soggetto politico Verde esiste, ed esisteva robusto, tanto più alle elezioni del Parlamento Europeo. Infatti il risultato di Europa Verde ĆØ dovuto solo alla lungimirante campagna dei Verdi europei che godono di una aspettativa ed una speranza anche nell’elettorato italiano. In Piemonte vi ĆØ la prova del nove : Verde Europa ha preso il 2.3 e Leu+ Verdi ( alleanza imposta da Grandi e Bonelli sbertucciando la Federazione regionale) l’1,9 , meno della metĆ dei voti di Leu da sola la scorsa tornata. Pizzarotti ĆØ l’esempio del nulla come cultura politica e di come i fuori usciti non servano se non al momento. Poi c’ĆØ il problema delle culture liberali e radicali. Calenda si faccia il suo partito liberale, Dalla Vedova quello liberista e Tabacci la sua Dc liberal. Sono problemi che non mi interessano se non come cronaca secondaria. Per i Radicali la questione ĆØ più dura poichĆØ Marco Pannella aveva il genio di saper tenere assieme il cielo e la terra, l’acqua e l’aria, la prima e la seconda repubblica prefigurando la terza ed essendo critico su tutto e tutti offendo un contributo. Ovviamente queste doti hanno persolalizzato e concentrato su di se ogni elemento anche organizzativo. Amo dire che lui non ha mai costruito un partito davvero ma un Ordine Monastico. E tutti sanno come si combatte nei Capitoli su idee e potere, su persone e guerriglie.
I Radicali Italiani non esistono più. Punto. Almeno per come li abbiamo conosciuti. Manca l’ubi consistam di Marco. Quelli torinesi puntano ad essere corrente liberal del pd, interna od esterna a seconda la bisogna, Quelli romani bisticciano, quelli milanesi si combattono. Si, noi, siamo Verdi Europei. Europa Verde ĆØ una rivisitazione dei Verdi Italiani che per salvare il proprio gruppo romano di gestione o la sezione italiana del Greenparty? Se del simbolo ĆØ proprietaria Elena Grandi la risposta ĆØ certa. E noi restiamo orfani come quella parte dell’elettorato che ha dato il voto alle europee.
Una lucida analisi Beppe, che richiama le ragioni del fallimento del progetto Green Italia. Alex diceva bene ‘Solve et coagula’
Condivido Dino.
Non si andrĆ mai da nessuna parte, se non si ha il coraggio di guardarsi allo specchio, senza filtri. Se una idea trova grande enfasi in Europa, e non la trova in Italia, la prima questione va posta agli interpreti, illuministi in un radicalismo del no più ch un protagonismo per fare. I Verdi, sono questi, una versione rossa, che si colora di verde, e il non aver voluto partecipare nel contenitore di + Europa, ne eā la conferma. Se pensavano di fare da soli il quorum, credo che il suo gruppo dirigente dovrebbe render conto del fallimento, ed il proseguire per identitĆ , significa rafforzare sia la destra che il conservatorismo di sinistra. Scusa Fiorello, Cappato non eā Pannella, e rimane un liberale come Marco e come gli altri radicali, con lui non sarebbe cambiato nulla.
Appunto!
Confondere Casalpalocco con Casalbruciato dimostra la lontananza da quel popolo che si ostina a non capirci malgrado le nostre millantate attenzioni.
Silvia, non usare strumentalmente un refuso