CHE FINE HA FATTO LA BIBLIOTECA EUROPEA A PORTA VITTORIA?

Quando fu dismessa la Stazione ferroviaria di Porta Vittoria, a seguito di un piano di ristrutturazione del sistema ferroviario milanese, tutta la vasta area fu liberata dalle costruzioni e dai binari, anche se per molto tempo rimasero visibili gli scheletri delle costruzioni che, data la posizione della ex stazione nel contesto urbano, non costituivano sicuramente un bel biglietto da visita per Milano (ma non ci si può dimenticare, per altro, del quartiere di Porta Garibaldi dopo l’arretramento delle Varesine nell’attuale sito della stazione). Vennero quindi avanzate idee e proposte. Fra tutte quella più interessante riguardava la possibilitĆ  della creazione del secondo polo in Milano della UniversitĆ  degli Studi. Fra l’altro con l’avvio del secondo polo del Politecnico in Bovisa e il passante ferroviario si sarebbe potuto ottenere la vicinanza fra le due universitĆ  che, almeno per una buona parte degli istituti scientifici della Statale era stata sempre un obiettivo da mantenere.

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Si sarebbe cosƬ ricreata una CittĆ  Studi diversa da quella storica, ma sempre con il desiderio di mantenere consolidata la vicinanza delle due universitĆ  storiche milanesi per la parte scientifica con un accordo ā€œnon scrittoā€ ma, forse per questo, assolutamente stabile che vedeva la non conflittualitĆ , ma, anzi, la complementaritĆ  fra le due universitĆ . Da parte del Politecnico questa ipotesi fu considerata ottimale, anche perchĆ© nelle vicinanze erano presenti costruzioni degradate, per non dire fatiscenti, che avrebbero rappresentato, una volta ristrutturate, una risposta interessante all’annoso problema di Milano di alloggio per gli studenti, di entrambe le universitĆ . Tutto benissimo, ma… La Statale decise che il suo secondo polo in Milano sarebbe stato in Bicocca (peraltro allora totalmente priva di infrastrutture di trasporto ad esclusione delle ferrovie dello Stato, con fermata a Greco Pirelli).

190203_De Maio-02Si ripropose cosƬ il problema di cosa insediare a Porta Vittoria. Allora si puntò su un progetto coerente con il carattere formativo e culturale, proprio della storia di Milano. Talvolta ci si dimentica del ruolo che la formazione, a tutti i livelli, ha avuto storicamente nello sviluppo e nella crescita della cittĆ . Ad esclusione degli studi universitari, in cui era stata ā€œdelegataā€ a Pavia la funzione di essere il principale centro culturale in Lombardia, con poche e marginli eccezioni fra cui emergono le Scuole Palatine, Milano ha sempre puntato sulla formazione a tutti i livelli e la comunitĆ  milanese ha sempre fatto propria e sostenuto questa politica: per non andare troppo indietro nel tempo si pensi ai Martinitt e alle Stelline, all’Umanitaria , alla Scuola di Incoraggiamento Arti e Mestieri fino ad arrivare al Politecnico (la più antica fra le UniversitĆ  milanesi), alla Bocconi, alla Cattolica, alla Statale, alla seconda sede in Bicocca dell’UniversitĆ  Statale, alla IULM, alla nuova legata alla Humanitas. Cultura, innovazione, in tutti i campi, dalla musica all’arte, dalla scienza alla tecnologia, dall’economia e finanza alla sanitĆ  sono state sempre fra le caratteristiche principali della comunitĆ  milanese.

190203_De Maio-03Ecco perchĆ© l’ipotesi di costituire una ā€œgrandeā€ biblioteca prese il sopravvento su tutti gli altri progetti. Una ā€œBiblioteca Europeaā€, che potesse costituire nel contempo un grande meraviglioso esempio architettonico e urbanistico e un centro culturale di interesse internazionale. il progetto per eccellenza che avrebbe costituito per Milano il centro principale di attrazione nel campo distintivo di Milano: la cultura. Su questo progetto vennero chiamate a collaborare istituzioni e singole personalitĆ . Si costituƬ fra l’altro una Fondazione e, all’unanimitĆ  venne indicato come Presidente il professor Antonio Padoa Schioppa, mitico Preside della FacoltĆ  di Giurisprudenza della UniversitĆ  Statale, apprezzato e stimato da tutta l’Accademia. Si fece un bando per il progetto, esaminato ed apprezzato in modo entusiastico. Grande apprezzamento da parte delle amministrazioni pubbliche, a partire dai Ministeri competenti fino al Comune.

Le risorse furono stanziate e i progetti iniziarono. Quello meno ā€œcostosoā€, relativo alla digitalizzazione del patrimonio bibliotecario ĆØ stato recentemente completato. Ma, ad un certo punto, le risorse economiche e finanziarie vennero meno e cominciarono a farsi sentire appetiti di altra natura, che però potevano contare su fondi finanziari di notevole consistenza. Si attivò solamente una parte dell’intero progetto, relativa ad insediamenti abitativi e commerciali, mentre tutta la zona destinata alla Biblioteca venne lasciata occupata solamente da prati incolti.

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I fatti successivi, relativamente al fallimento dell’Immobiliare Porta Vittoria S.p.A. di Danilo Coppola sono abbastanza recenti e ben noti fino ad arrivare a questi giorni quando il progetto della Grande Biblioteca sembra essere definitivamente tramontato. Anzi, si ĆØ sparsa la voce, che peraltro deve essere accuratamente verificata con il prof. Padoa Schioppa ed il suo successore che ĆØ il prefetto Francesco Paolo Tronca. Può darsi che questa voce sia vera e tutto ciò lascia un grande sconforto. Questa voce sostiene che la comunitĆ  milanese preferirebbe un polo sportivo di quartiere, nuove case di abitazione, un supermercato, un giardino di quartiere, peraltro giĆ  previsti nel piano originario al posto di una grande istituzione culturale. Da tutto il mondo dovrebbero quindi arrivare per vedere ed ammirare un grande magazzino, alcuni campi sportivi, probabilmente di quartiere invece di una grande biblioteca: Milano come centro commerciale di buon livello ma non eccezionale, e non come centro culturale. ƈ questa la ā€œgrande Milanoā€? Dalla grande Biblioteca Europea a qualche negozio e quattro campetti sportivi? E dov’è l’orgoglio dell’amministrazione comunale, della borghesia imprenditoriale, della finanza e dei mecenati? Possibile che non si trovi un finanziamento pubblico-privato per rilanciare questo magnifico progetto? Personalmente non ho perso tutte le speranze. Una comunitĆ  come quella milanese si ĆØ sempre sviluppata basandosi anche sulla cultura.

Adriano De Maio

* Per gentile concessione di Urban Curator TAT (urbancuratortat@gmail.com)

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chiara pampo
chiara pampo
7 anni fa

veramente mi sembra assolutamene preminente l’interesse di avere una biblioteca con tutti i servizi quali sale di letture o sale per mostre e conferenze questo e’ il mio sogno .
di supermercati li non ne abbiamo bisogno

giulio
giulio
6 anni fa

Sarebbe bello avere notizie di prima mano sul progetto. Che cosa vuol dire che “ĆØ tramontato”? La voce che si ĆØ sparsa, da dove si ĆØ sparsa, chi ĆØ la fonte? A chi si può chiedere del destino del progetto per avere una risposta meno incerta?

Luca Beltrami Gadola
Rispondi a  giulio

La Biblioteca Europea di Informazione e Cultura – più conosciuta come Biblioteca europea di Milano, o BEIC ha un suo sito http://www.beic.it sul quale si trovano tutte le informazioni.
LBG

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