PROTAGONISTI DELLA SCENA ELETTORALE
Sabato 19, gennaio 2019 a Milano prende ufficialmente forma un nuovo movimento civico come alleanza del Nord tra Lombardia, Piemonte e Liguria, che intende estendersi a tutto il Paese. Liberi professionisti, docenti, consiglieri regionali e comunali, assessori, sindaci e cittadini impegnati nelle istituzioni locali si sono ritrovati in un disegno di riformismo radicale, che si rivolge a tutti i cittadini al di lĆ dei partiti di appartenenza. Il percorso era iniziato con il primo convegno di Verbania dello scorso ottobre centrato sulle infrastrutture logistiche del Nord Ovest poi sfociato nellāappoggio esplicito al movimento torinese delle āmadaminā. Il tratto distintivo dellāiniziativa promossa da Franco dāAlfonso, Mario Giaccone e Arcangelo Merella ĆØ dato dal forte orientamento ad agire nel territorio locale pensando in modo aperto al mondo globale.
Lāintento ĆØ quello di far emergere le istanze politiche e le genialitĆ economiche e culturali locali per supportarne la proiezione in una dimensione globale, lāesatto opposto dellāarroccamento difensivo e senza sbocchi sui confini fisici del proprio territorio. La base operativa di riferimento per interagire con i livelli istituzionali ĆØ quella delle liste civiche come forme di espressione politica più adatta per amministrare in modo partecipato i territori con lāautonomia costruttiva necessaria per superare le spinte centralistiche dello Stato-Nazione e dei partiti tradizionali. La cultura di fondo di questo nuovo soggetto politico affonda le sue radici nel miglior riformismo federalista italiano e il nascente movimento si distingue sia dai comitati e circoli dei partiti che dalle forme più chiuse di potere localistico.
Lāoperazione avviata ha infatti un deciso connotato culturale che punta a far evolvere lāagire politico inglobando i paradigmi più diretti e interattivi dellāera del web. Lāobiettivo principale ĆØ quello di favorire un nuovo sviluppo sostenibile attento alle fragilitĆ sociali e partecipato per tutti i territori della penisola. Le politiche necessarie richiedono però il superamento della forma attuale di Stato – Nazione e il passaggio a quella di un moderno Stato Federato Europeo Interconnesso come affermava il secondo convegno svoltosi a Genova nello scorso mese di dicembre.

āEā la presa dāatto della fine dellāItalia costruita sul modello centralistico piemontese e anche dei limiti delle autonomie regionali definiti dallāart. 117 della Costituzione. Eā la consapevolezza che, anche per il procedere incessante della valanga tecnologica, le Istituzioni vanno ripensate radicalmente tenendo conto del cambiamenti intervenuti nelle interconnessioni dei territori, tra di loro e con il mondo, e nelle composizioni sociali degli stessi. Da qui la necessitĆ di una riorganizzazione statuale in 5 macroregioni (Nord, Centro, Sud, Sicilia e Sardegna), allāinterno dei quali si rispettino le autonomie degli oltre 8.000 Comuni, che vanno però sostenuti anche premiando le iniziative di aggregazione. Comuni a cui va riconosciuta una quota maggiore del prelievo fiscale che attualmente ritorna ai territori, senza ulteriori inasprimenti della pressione tributaria ma riducendo la quota che va al centro.ā
CosƬ recitava la relazione con cui Piero Bassetti apriva i lavori genovesi con la partecipazione attiva del sindaco di Genova Marco Bucci , di Giuseppe Sala sindaco di Milano e Sergio Chiamparino presidente della Regione Piemonte. E ancora: āIl Nord, funzionalmente, ĆØ ormai unāarea largamente omogenea che non può più essere governata solamente con accordi interregionali per poter adeguatamente svolgere il suo ruolo di snodo di reti fisiche e virtuali interconnesse, innanzitutto, con il Continente europeo.ā Ma lāelaborazione di sabato che tra gli altri ha visto la partecipazione dellā assessore allāistruzione del comune di Milano Laura Galimberti e del consigliere di Regione Lombardia Elisabetta Strada , ha compiuto ulteriori passi in avanti sia in termini di affinamento dellāidentitĆ di questo nuovo soggetto politico che di relazioni con le altre iniziative in campo.
Ć stato Piero Bassetti a precisare che lāiniziativa ha carattere epocale e si propone come un arricchimento dellāagire politico di tutta la societĆ civile; quindi ĆØ destinata a coinvolgere tutte le forze politiche interessate e a promuovere nuovi comportamenti anche negli attuali governi centrali, regionali e municipali che siano o no guidati da Lega e 5 Stelle. Concetto ripreso da Valdo Spini che ha sottolineato lāassurditĆ di praticare la tecnica degli epiteti offensivi nellāintento di recuperare elettori perduti e ha invitato a considerare il fatto che alcune iniziative dellāattuale compagine governativa, seppur mal impostate e di difficile o critica realizzazione in Italia, richiamano pratiche giĆ attivate in Europa per affrontare le nuove povertĆ generate dalla globalizzazione.
Molti intervenuti che hanno quindi riconosciuto, oltre ai macroscopici errori e le evidenti pericolose strumentalizzazioni dellāattuale coalizione, anche la capacitĆ di aver intercettato e sfruttato bisogni e istanze profonde e reali non sufficientemente considerate o valorizzate dal precedente governo. Il ritardo nel dare il giusto valore ai bisogni reali del Paese ha poi accelerato il processo di rifiuto dei limiti evidenti delle Ć©lites al potere in Italia come ĆØ avvenuto nei Paesi Europei e occidentali in generale.
Per le prossime elezioni europee il dibattito ha raccolto lāinvito di Giuseppe Sala a valutare positivamente il Manifesto dellāEuropa proposto da Carlo Calenda ribadendo la volontĆ di contribuire a definire meglio i contenuti. Da tutti ĆØ stata condivisa la necessitĆ di attivarsi per sostenere iniziative europee che svolgono un importante ruolo di sviluppo per il Sud. Il riferimento ĆØ a Matera: capitale della cultura europea per la quale si prevede una apposita iniziativa. Per tutti ĆØ infatti chiara lāidea che lo sviluppo di un Nord più agganciato allāEuropa ha bisogno di un corrispondente sviluppo del Sud la cui vocazione storica ĆØ quella di guidare lāEuropa verso la culla che le diede vita : il Mediterraneo .
Carlo Alberto Rinolfi
