NOTTI MAGICHE

190104_BragaRegia di Paolo Virzì
Con Mauro Lamantia, Giovanni Toscano e Irene Vetere
Genere: commedia
Produzione: Italia, 2018
Durata: 125 minuti

3 luglio 1990. Campionato del mondo che vede giocare la semifinale tra Italia e Argentina. Un famoso produttore cinematografico, Leandro Saponaro, viene trovato morto nella sua auto nel Tevere. I principali sospettati sono tre giovani aspiranti sceneggiatori, arrivati finalisti al premio Solinas. Una romana nevrotica, un siciliano saputello e un toscano fastidioso. Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, sceneggiatori, insieme a Paolo Virzì, regista, rievocano il cinema italiano del secolo scorso.

Il produttore sembra voler dare un valore didattico al cinema. Con il suo film, sembra spiegare ciò che è o dovrebbe essere, come se non fosse più come una volta. Il suo è un cinema che osserva e affronta la realtà, a cui non sfugge niente. Non sfugge ciò che avviene per strada, dentro le case o nelle finestre che si osservano dalle cabine dei treni regionali. Proprio come nella sua grande opera d’esordio: La bella vita. È un cinema composto da attori, una generazione orfana che non ha più dei maestri, ma che invoca i grandi del passato.

Non c’è un protagonista che stia simpatico al pubblico. Eugenia (Irene Vetere) è una ricca borghese ipocondriaca con problemi con il padre. Antonio (Mauro Lamantia) viene da Messina, è colto e goffo. Luciano (Giovanni Toscano) è un imprudente originario di Piombino. I finalisti del premio Solinas, proveranno a entrare nel mondo del cinema sognando il copione della loro vita. Finiranno però delusi da come Virzì lo dipinge e dovranno inoltre testimoniare la loro versione dei fatti. “I giovani aspiranti sceneggiatori indagano questo mondo ammaliante e spaventoso che è il grande cinema italiano fatto di gloria e miseria, di fame e di sublime poesia, di precetti fondamentali e di inquietanti approfittatori” afferma così, il regista.

Uno dei tanti temi affrontati in Notti magiche è l’identità persa. Un ciclo che si ripete ancora oggi. I giovani cercano di trovare un loro modo di essere inseguendo i propri sogni. Nel 1990, però, il cinema non era più in grado di nutrire questi ideali. I ragazzi rimarranno avviliti proprio come i tifosi italiani saranno delusi dal rigore sbagliato di Serena e Donadoni. È così che Virzì ci riporta alla realtà. Ci riporta alla notte dell’omicidio, dove il cinema perde la sua magia e l’Italia viene sconfitta in semifinale. Il produttore descrive il suo lavoro come “la stagione delle illusioni e un percorso di disillusione”.

Ma allora questa disillusione è caratteristica di quel momento storico o è tipica ancora oggi dei giovani? Irene Vetere spiega che nel film si racconta la fine di un’epoca e adesso ci si trova a fare i conti con l’inizio di un’altra. L’epilogo di un momento storico comporta per forza un sentimento di disillusione.”Ora il mondo che vediamo è il mondo di una rinascita, noi non siamo disillusi.”

Così cantavano la Nannini e Bennato nel 1990: “Notti magiche inseguendo un goal sotto il cielo di un’estate italiana. E negli occhi tuoi voglia di vincere. Un’estate, un’avventura in più”.

Samuela Braga

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Rosanna Bonariva
Rosanna Bonariva
7 anni fa

Sempre con grande piacere leggo le recensioni di Samuela Braga.
Con introspezione microscopica riesce a penetrare nei personaggi e a renderli gradevoli anche a chi non ha ancora visto il film-
Questi articoli spesso mi fanno entro in un mondo a me sconosciuto quello del ” cinema “.
Pertanto mi sembra doveroso concludere questo commento dicendo ” GRAZIE SAMUELA BRAGA “

Sara caldé
Sara caldé
7 anni fa
Rispondi a  Rosanna Bonariva

Come sempre leggere le recensioni di Samuela Braga mi lascia una nota di emozioni, il suo modo di scrivere mi rende partecipe del film stesso anche se non ancor visto. Grazie SAMUELA BRAGA!!

Samuela Braga
Samuela Braga
7 anni fa
Rispondi a  Rosanna Bonariva

Grazie Rosanna, apprezzo molto le tue parole.

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