MOBILITÀ DI GENERE I NUOVI BISOGNI DELLA CITTÀ

Le scelte sulla mobilità e i trasporti dipendono da età, genere, occupazione, situazione familiare, economica e possesso di auto. I sistemi di trasporto pubblico sono ancora pensati soprattutto sui bisogni dei pendolari, ossia dei movimenti sistematici casa-lavoro e non tengono conto di altre attività. Vengono così penalizzate le donne, i bambini, gli anziani, gli studenti, la popolazione immigrata, spesso costituita da giovani genitori che ricorrono al trasporto pubblico più di frequente rispetto alle generazioni precedenti.

03mele42fbRipensare la mobilità secondo i bisogni reali e non in base alla pianificazione astratta di stampo funzionale fordista è quanto abbiamo immaginato in occasione del progetto Horizon 2020 SHE MOVES (Systems of Hubs to Enhance Mobility Opportunities for Viable Environmental Sustainability). Questa ipotesi ha generato l’idea di un convegno sulla mobilità, illustrato su queste colonne da Lidia Diappi: “Cittadini in transito: mobilità efficace per gli abitanti metropolitani” (2), e in cui abbiamo illustrato il nostro progetto.

Con il progetto She moves proponiamo di attuare nuove strategie e utilizzare nuovi strumenti per rispondere in tempo reale ai bisogni di mobilità delle donne con soluzioni personalizzate, efficienti e in sicurezza.

La prospettiva di genere sulla mobilità è differente dal punto di vista spazio-temporale: le donne concatenano i loro viaggi in finestre più brevi e frammentate, si spostano meno in auto (46%) rispetto agli uomini (57%), si muovono di più con mezzi pubblici (donne 23% uomini 18%) e a piedi (donne 19% uomini 10%), si muovono meno nelle ore di punta e gestiscono percorsi più complessi perché “multi-purpose”.

Per ovviare a questo gap, a Londra l’Agenzia della mobilità di Londra, Transport for London, ha adottato dal 2007 una procedura “Gender Equality Scheme” che con il Gender Audit monitora e indirizza i servizi erogati (bus, metro, treno) secondo indicatori di genere. Berlino ha attuato il “Check di genere” nel 2006 cui è seguito un nuovo piano di trasporto pubblico locale con attenzione alle variabili di accessibilità e sicurezza (di fermate, stazioni, veicoli).

Vienna nel Piano strategico, nel Piano di sviluppo urbano e nei singoli master plan ha adottato un approccio di genere, con l’obiettivo di creare un network di strade a traffico lento e servizi, che diano la priorità a donne, bambini, persone anziane o con difficoltà economiche che viaggiano a piedi e con i mezzi pubblici. Il principale obiettivo del progetto di riqualificazione urbana di Malmö è stato coinvolgere gli abitanti, in particolare le giovani donne attraverso focus group specifici sulle questioni di genere nella pianificazione che, per mezzo dei media e del dibattito pubblico, hanno esteso la partecipazione ad associazioni e imprese.

Secondo l’approccio innovativo al metabolismo urbano della smart city, sharing mobility / economy, il progetto ‘She Moves’ prevede l’innalzamento del livello di accessibilità attraverso la creazione di una rete di nodi di interscambio, grazie a tre elementi fondamentali: gli hub, un trasporto integrato a domanda e infine una piattaforma web con forum al femminile.

Gli hub strategici sono poli di coordinamento tra differenti modi di trasporto e nodi di interscambio nell’area metropolitana, posizionati sulle principali vie di trasporto sub-urbane, forniscono un servizio di trasporto basato su ”auto+ trasporto pubblico + trasporto innovativo” più competitivo di quelli “solo auto” e hanno il ruolo di facilitatori della vita quotidiana per i passeggeri multimodali. Gli hub rappresentano elementi di vitalità e rigenerazione urbana se integrati a esercizi commerciali, uffici, servizi e altre funzioni, offrendo un ambiente controllato e sicuro.

La complessità e concatenazione dei movimenti nella giornata delle donne, la struttura spaziale diffusa e a bassa densità di molte aree della Città Metropolitana milanese, le esigenze di sicurezza e sostenibilità ambientale fanno ritenere che le modalità di car pooling, car sharing, bike sharing possano rispondere alla domanda di mobilità femminile in modo efficiente, sicuro e sostenibile.

È indispensabile un’integrazione delle informazioni sulle linee di trasporto pubblico con quelle di mobilità soft, la domanda di servizi digital response e tutti gli altri servizi personalizzati disponibili sull’area, attraverso anche un forum al femminile dove le donne possano scambiarsi informazioni, condividere problemi, auto-organizzare il car pooling sulle tratte comuni, raccogliere e organizzare soluzioni personalizzate per la domanda/offerta di trasporto in un ambiente sicuro.

Il progetto integra dunque diversi aspetti e livelli: infrastrutture di mobilità hard (hub, servizi compatibili di rivitalizzazione urbana) con elementi soft (bike/car pooling, auto/bici elettriche, smart parking/mobility, servizi di sharing), gemellaggi tra diverse realtà (istituzionali e non) per lo scambio di esperienze innovative e buone pratiche, informazioni sul trasporto (pubblico, privato e informale) grazie a una piattaforma web e a una app dedicata, mezzi di comunicazione, interazione e partecipazione come il forum di cittadinanza attiva.

È fondamentale un forte coordinamento per promuovere politiche di genere e sostenibili nell’ambito dei progetti urbanistico-territoriali e piani della mobilità per una Città Metropolitana più sicura, vivibile e inclusiva per tutti.

 

Camilla Mele
Ph.D. Politecnico di Milano

 

(1) Il progetto ha visto il coinvolgimento di Città Metropolitana Milano, Politecnico Milano, Associazione il Telaio, TRT, Area Metropolitana Barcellona, Città di Zagabria, Città di Ghent, Royal Institute of Technology (KTH) di Stoccolma. Il convegno, promosso da AIM e Fondazione Cariplo, si è tenuto a Milano, Palazzo Isimbardi il 25 novembre u.s.

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