MANIFESTO DI OTTOBRE
Caro Direttore, ti mando compia del Manifesto di Ottobre che ho promosso insieme a persone provenienti tanto da esperienze di “destra” che di “sinistra”. Il manifesto si rivolge a tutti quegli intellettuali e professionisti che, a fronte della deriva populista da Grande Fratello che sta sfaldando la nostra democrazia repubblicana e parlamentare, non si rassegnano a fare da spettatori. Nuovi problemi arrivano nelle case dei cittadini dagli schermi televisivi e richiedono una riflessione adeguata per affrontarli, cosa che non ĆØ possibile fare nella semplificazione dei programmi televisivi ma che ĆØ necessaria per l’efficacia delle decisioni che il Parlamento deve assumere. Il caso di Eluana Englaro ĆØ stato, in questo senso, esemplare.
Ognuno ha assistito alla cronaca della sua tragedia e alla dignitĆ espressa da suo papĆ . Le riflessioni sulla dignitĆ della persona e sul diritto al testamento biologico in TV sono state semplificate da battute e prese di posizione che dovevano stare nei tempi televisivi e, spesso, nelle loro logiche strumentali che vogliono lo scontro tra opposte posizioni invece del confronto intorno a problemi nuovi.
La volontà degli estensori del Manifesto di ottobre è quella di dare vita a una serie di incontri e confronti che consentano una riflessione profonda, affinché le proposte conseguenti possano avere la forza della verità quando si traducono nella concretezza della comunicazione diretta e semplificata con i cittadini. Perchè semplicità non equivalga a superficialità e simulazione.
Fiorello Cortiana
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Manifesto di Ottobre
“passione del presente: per una rinascita della res publica e per un nuovo impegno politico-culturale”
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Ottobre 2010: si apre un varco per un atto di politica generativa, una decisione avvenga. Politicamente, cioĆØ nella vita di tutti, con l’azione di tutti: un patto per la rinascita della res publica. Non una litania di valori ma un progetto per l’Italia contemporanea, una concreta costruzione di rigore e di impegno civile. La politica oggi non ha visione nĆ© passione, non sente nĆ© esprime i bisogni e i desideri dei cittadini, che, votanti o no, la rifiutano e ne sono rifiutati, confinati ai margini di una sfera pubblica occupata da interessi privati e oligarchici. Solo attraverso l’immaginazione e il progetto la politica può ritrovare il senso della realtĆ , rimediando alla rassegnazione esistenziale che spegne lo spirito individuale e contrastando lo scetticismo diffuso che azzera ogni sentimento della cosa pubblica.
Ma politica e cultura crescono insieme o insieme declinano. Senza cielo politico non c’ĆØ cultura, ma soltanto erudizione e retorica: un rinnovato impegno politico e intellettuale si offre oggi come occasione di rinascita civile, come segno di responsabilitĆ che coinvolge tutti i cittadini e in prima persona chi lavora con il pensiero e l’invenzione, con l’intelligenza e la fantasia, per stabilire la stretta relazione tra Potere e Sapere che dĆ virtù all’etica pubblica. La corruzione politica più grave non ĆØ quella di cui si occupano i tribunali: l’illegalitĆ ĆØ solo l’altra faccia della routine e del cinismo al potere.
La crisi ĆØ profonda perchĆ© come una vera ruggine ha sfigurato l’immagine e intaccato la sostanza della politica. Non sono solo i partiti a essere in crisi ma la politica stessa ĆØ in pericolo perchĆ© non ha più nĆ© parole nĆ© ragioni per dirsi. Le parole della politica sono corrose, sono spuntate, non fanno presa sulla realtĆ . Ć urgente uscire da una fase di transizione infinita, aprendo la strada alla modernizzazione della politica, della cultura, dell’economia italiana. Occorre promuovere una fase costituente, sottoscrivere un nuovo patto fondativo: costituzionale in un senso non solo giuridico, politico in senso non solo istituzionale. Occorre ritrovare il filo di un grande racconto, di una narrazione più vera e più nobile della cultura e della storia repubblicana contro il degradante clichĆ© di una italietta furba e inconcludente: ripensare il modello italiano e incarnare quel progetto, ridare corpo a una tradizione civile di cui si possa andare orgogliosi.
Mettere in gioco un libero pensiero, critico e creativo, in sintonia con le energie del presente per investire in questo nostro tempo: pensiero per sfidare il presente, ma insieme pensiero per costruire il presente. Non c’ĆØ cultura nĆ© azione politica efficace senza passione del proprio tempo. Non c’ĆØ politica senza un pensiero di rottura delle consuetudini usurate: occorre abbandonare la retorica che inchioda il futuro al passato. Superando le vecchie e inaridite appartenenze, congedando le ossessioni e i ricatti delle memorie ferite, la politica rinasce nel punto in cui si incontrano immaginazioni diverse che congiurano per un nuovo patto politico.
Non c’ĆØ politica senza un pensiero che esprima la passione del presente come intelligenza del futuro, che non ĆØ solo dopo, ma ĆØ anche altro: ĆØ sparigliare le carte e le compagnie del gioco per disegnare nuove coordinate dell’impresa comune. Esatta passione, mobilitazione di energie intellettuali e politiche per l’edificazione di un nuovo paesaggio nazionale. Il patriottismo repubblicano ĆØ la forma non retorica di questo sentimento che ĆØ regola, prima che tradizione, impegno prima che ereditĆ . E che ĆØ anche cura del bene comune e dei beni comuni, difesa del paesaggio italiano, consapevolezza collettiva del patrimonio materiale e immateriale. Patriottismo repubblicano ĆØ promuovere un’idea espansiva e non puramente negativa della libertĆ . La migliore garanzia contro l’ingerenza arbitraria del potere nella sfera della libertĆ personale l’attiva partecipazione dei cittadini alla vita pubblica: “La libertĆ politica significa infatti il diritto di essere partecipe del governo oppure non significa nulla”(Arendt). Per questo ĆØ essenziale assicurare ai cittadini gli strumenti utili a “conoscere per deliberare” (Calamandrei).
La politica vive nel nesso inscindibile tra pensiero e azione, tra cittadinanza e partecipazione politica, non nella rigida “divisione del lavoro” tra rappresentanti e rappresentati, che aliena gli uni e gli altri e degrada la vita pubblica, spingendola alle opposte derive tecnocratiche e populistiche. La politica laica protegge, custodisce, riveste la nuda persona di tutti i diritti civili che vanno precisamente declinati e garantiti: ma afferma anche il valore dei diritti politici che fanno di una persona un cittadino attivo. Patriottismo repubblicano ĆØ anche coltivare un’idea positiva della competizione tra le parti e dell’agonismo tra le forze politiche come presidio della libertĆ , secondo la lezione che Machiavelli desume dall’esperienza della repubblica romana.
Politica, però, ĆØ non solo rappresentazione dell’esistente, ma presentazione dei ‘senza parte’. Rappresentare gli ‘invisibili’, la realtĆ molecolare e disaggregata degli outsider i cui interessi non contano e non pesano nei rilevamenti statistici o nelle simulazioni dei sondaggi: che non hanno espressione e finiscono schiacciati e confusi nell’area indifferenziata del non voto e della renitenza civile. Non sono tutti poveri. Non sono tutti disoccupati o sottooccupati. Non sono tutti marginali. Non sono tutti stranieri. Ma sono tutti ‘clandestini della politica’, esclusi dalle logiche della rappresentanza e della decisione pubblica. Si tratta di persone ā e sono milioni ā la cui precarietĆ , prima ancora che da condizioni economiche e sociali, dipende da ragioni di esclusione e di afasia politica: refrattari alla vita pubblica e, proprio in quanto politicamente e intellettualmente più esigenti, non corrisposti dalle logiche privatistiche, antipolitiche, anticulturali che in questi anni hanno monopolizzato la sfera istituzionale.
Non c’ĆØ politica senza un pensiero che anticipi e accompagni l’azione trasformatrice. Il principale compito intellettuale della politica consiste nel riaccendere l’immaginazione progettuale della societĆ . La politica deve rispondere con parole e azioni adeguate alle opportunitĆ e alle sfide della scienza e della tecnologia nell’era della globalizzazione, dotandosi delle forme procedurali e istituzionali che possano governare i processi e i progressi dell’innovazione: investire strategicamente nella ricerca, nelle arti e nelle nuove sfide dell’apprendimento per avere presa sul futuro.
Azione politica e impegno intellettuale: l’obiettivo ĆØ accrescere il capitale sociale rappresentato dall’intelligenza e dalle virtù civili degli italiani. La qualitĆ di una CittĆ e del suo futuro si misura sulla virtù e sul merito dei suoi cittadini. Ć in atto un sommovimento geologico delle categorie della politica e, in questa accelerazione dei tempi, la forza dinamica sprigionata dalla crisi può essere convertita in energia produttiva. La principale sfida politica e intellettuale che attende l’Italia ĆØ trovare la misura per riconoscere, chiamandoli con nuovi nomi, quanti sanno governare il presente e progettare il futuro, rispetto a quanti difendono l’esistente come il miglior mondo possibile. Il compito richiede coraggio ā virtù politica per eccellenza.
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L’email a cui indirizzare altre adesioni ĆØ: manifestodiottobre@hetairia.org
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Hanno sino ad ora sottoscritto:
Lirio Abbate, scrittore
Gino Agnese, storico dell’arte, presidente Quadriennale Roma
Giampiera Arrigoni, storica delle religioni, docente UniversitĆ di Milano
Salvo Ando’, giurista, docente e rettore UniversitĆ Kore
Emanuela Andreoni, latinista, docente UniversitĆ Roma Tre
Antonio Arena, funzionario parlamento europeo
Luca Barbareschi, deputato
Giuseppe Barbera, agronomo, docente UniversitĆ di Palermo
Sergio Bertelli, storico, UniversitĆ di Firenze
Piermario Biava, oncologo
Gianluca Bocchi, Filosofo della scienza, docente UniversitĆ di Bergamo
Piercarlo Borgogelli Ottaviani, artista pubblicitario
Vito Bruno, scrittore
Maurizio Calvesi, storico dell’arte
Omar Camiletti, islamista
Alessandro Campi, politologo, docente UniversitĆ di Perugia
Franco Cardini, storico, docente SUM-Italia
Alfio Caruso, scrittore
Giancarlo Cauteruccio, regista
Giuseppe Cecere, islamista, ricercatore IFAO Cairo
Monica Centanni, grecista, docente UniversitĆ IUAV Venezia
Mauro Ceruti, senatore
Gioachino Chiarini, latinista, docente UniversitĆ di Siena
Michele Ciacciofera, artista
Luca Ciancabilla, storico dell’arte, ricercatore precario UniversitĆ di Bologna
Arnaldo Colasanti, scrittore, critico letterario
Giuliano Compagno, filosofo, scrittore
Paola Concia, deputato
Fiorello Cortiana, fondatore Verdi italiani
Luigi Crespi, direttore Crespi Ricerche
Giampaolo Cugno, regista
Paolo D’Angelo, filosofo, docente UniversitĆ di Roma Tre
Roberto De Gaetano, storico del cinema, docente UniversitĆ della Calabria
Benedetto Della Vedova, deputato
Fernanda De Maio, architetto, docente UniversitĆ IUAV Venezia
Luigi Di Gregorio, politologo, docente UniversitĆ della Tuscia
Bruno Di Marino, storico del cinema, docente UTIU
Massimo DonĆ , filosofo, docente UniversitĆ San Raffaele
Maria Laura D’Onofrio, Institute of Studies for the Mediterranean and the East
Sergio Escobar, direttore Piccolo Teatro di Milano
Piercamillo Falasca, Fondazione Libertiamo
Michele Fasolo, archeologo, ricercatore
Mauro Federico, fisico, ricercatore, UniversitĆ di Messina
Alberto Ferlenga, architetto, docente UniversitĆ IUAV Venezia
Franco Fortunati, socio-economista, ricercatore precario UniversitĆ di Bologna
Nadia Fusini, anglista, docente SUM- Italia
Paolo Gentiloni, deputato
Manuel Giliberti, regista
Giulio Giorello, filosofo, docente UniversitĆ Statale di Milano
Giuseppe Giulietti, deputato
Adriano Guarnieri, musicista
Fabio Granata, deputato
Piero Guccione, artista
Franco La Cecla, antropologo
Luciano Lanna, scrittore
Linda Lanzillotta, deputato
Giuseppe Leonelli, italianista, docente UniversitĆ Roma 3
Arnaldo Lombardi, editore
Sebastiano Lo Monaco, attore
Gianfranco Macrì, storico delle istituzioni, docente Università di Salerno
Maurizio Makovec, scrittore
Giacomo Marramao, filosofo, docente UniversitĆ di Roma Tre
Paolo Martino, linguista, docente LUMSA
Luca Meldolesi, economista
Angelo Mellone, politologo, dirigente RAI
Costanza Messina, Direttore artistico Festival del Paesaggio
Massimo Morigi, storico, ricercatore precario UniversitĆ di Coimbra
Marco Mueller, Direttore settore Cinema, Biennale di Venezia
Peppe Nanni, coordinatore Forum delle Idee
Paolo NifosƬ, storico dell’arte
Carmelo Palma, direttore Libertiamo
Antonio Paruzzolo, ingegnere Thetis- Arsenale Venezia
Flavia Perina, deputato
Ivelise Perniola, storico del cinema, docente UniversitĆ Roma Tre
Sergio Claudio Perroni, scrittore
Vincenzo Pirrotta, attore e regista
Ermete Realacci, deputato
Bruno Roberti, storico del cinema, docente DAMS UniversitĆ della Calabria
Sergio Roda, storico romano, docente e prorettore UniversitĆ degli Studi di Torino
Luca Ronconi, regista
Filippo Rossi, scrittore, Festival Caffeina
Francesco Rovella, gallerista
Alberto Russo, giurista, docente UniversitĆ di Messina
Gianluca Sadun Bordoni, filosofo del diritto, docente UniversitĆ di Teramo
Marina Salomon, imprenditrice
Daniela Santus, storica e geografa, docente UniversitĆ di Torino
Andrea Sarubbi, deputato
Sergio Scalpelli, presidente Pierlombardo Culture
Spiro Scimone, regista
Sergio Sconocchia, latinista, docente UniversitĆ di Trieste
Mirella Serri, storica, docente UniversitĆ La Sapienza
Francesco Sframeli, attore
Umberto Silvestri, fondatore Maratona di Roma
Bruno Socillo, direttore RAI
Luciano Sovena, CinecittĆ -LUCE
Nicoletta Stame, politologo, docente UniversitĆ La Sapienza
Annalisa Terranova, scrittrice
Roberta Torre, regista
Fulvia Toscano, antichista, direttore artistico Festival Extramoenia
Daniele Tranchida, storico, docente UniversitĆ di Messina
Ermanno Tritto, Teatro Franco Parenti Milano
Carlo Truppi, architetto, docente, preside FacoltĆ di Archiettura Siracusa, UniversitĆ di Catania
Gabriele Vacis, regista
Giuseppe Valditara, senatore
Sofia Ventura, politologo, docente UniversitĆ di Bologna
Massimo Venturi Ferriolo, filosofo, Politecnico di Milano
Alessandro Visca, Forum delle idee
Marco Vitale, economista
Elena Zaniboni, musicista
