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UNA SENTENZA DEL TAR: BUONE E SEMPLICI REGOLE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO

Con sentenza n. 576 / 2015 del 27 febbraio il TAR di Milano ha annullato il PGT (Piano di Governo del Territorio) del Comune di Segrate, che era stato approvato dal Consiglio comunale a febbraio 2012. Il testo della sentenza è molto interessante, vale la pena leggerlo, almeno nella parte compresa tra le pagine 10 e 23. Non si vuole qui entrare nella questione specifica di Segrate, ma interessa invece fare rilevare come il testo contenga l’affermazione di alcuni principi e buone regole, che possono in generale essere di riferimento nel governo dei temi territoriali di area vasta, e anche della neonata città metropolitana.

06pompilio12FBI ricorrenti, un gruppo di cittadini, erano contrari ad un grande intervento edilizio che rischiava di cancellare il cosiddetto “golfo agricolo”, una delle poche aree verdi non costruite di significativa dimensione (circa 100 ettari) nella densa cintura edificata est milanese. Il TAR accogliendo il ricorso non si è limitato a cancellare questa previsione, ma, fatto piuttosto raro nella giurisprudenza, ha annullato tutto il PGT, introducendo una serie di considerazioni generali sulla pianificazione che qui si riportano in estrema sintesi:

“Le trasformazioni previste dal PGT comporterebbero un consumo di suolo largamente eccedente rispetto a quanto consentito dal PTCP” (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale); il PGT prevede un incremento dell’urbanizzazione del 13% rispetto all’esistente, mentre il tetto massimo consentito dal PTCP della Provincia di Milano del 2003 (ancora vigente nel 2012, al momento di approvazione del PGT) in questa zona così densamente edificata era pari all’ 1%. Questo non è un caso isolato: come ha rilevato la regione stessa in recenti documenti percentuali a due cifre sono presenti in moltissimi comuni, anche dove i PTCP hanno posto limiti simili a quello di Milano.

Il PGT non ha tenuto conto delle indicazioni non prescrittive del PTCP, che anche se non vincolanti, orientano comunque l’azione dei comuni, i quali possono discostarsene ma fornendo motivazioni adeguate. Il principio è interessante, e contenuto già nella LR 12/2005 sul governo del territorio, ma negli anni in molti comuni è diventato abitudine trascurare tutte le indicazioni del PTCP a meno di quelle per legge sovraordinate, senza curarsi di motivare tali decisioni. Questo punto della sentenza deve fare riflettere, in particolare ora che gli amministratori dei comuni sono all’interno degli organi delle province e delle città metropolitane.

La rete ecologica, che è elemento strategico importante del PTR (Piano Territoriale Regionale), deve essere sviluppata nel piano generale del comune, per garantirne la visione d’insieme e la coerenza con le indicazioni regionali e provinciali; il PGT in questione ha invece sul tema dato indicazioni generiche rinviando nella sostanza ai progetti attuativi. Oltre a ribadire l’importanza della rete ecologica, spesso trascurata nella pianificazione comunale, la sentenza afferma che il PGT non può esimersi dallo sviluppare i temi strategici per il comune indicando le azioni attuative e verificandone la fattibilità, pena la perdita di unitarietà di azione su tali temi se rinviati alla fasi successive.

La documentazione che accompagna la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) non contempla tutti gli elementi di valutazione rispetto a quanto richiesto dalle normative (ad esempio la valutazione di alternativa, o la verifica degli effetti cumulativi di più azioni). E’ interessante notare che questa sentenza non si è fermata, come generalmente accade, agli aspetti formali, procedurali, della VAS, ma è entrata nel merito dell’adeguatezza dei contenuti. Anche nel caso della VAS la sentenza sottolinea la strategicità del PGT, come guida unitaria dove affrontare e comporre in modo organico tutte le questioni importanti per il territorio comunale.

Si parla tanto in questi mesi di come regolare il consumo di suolo, dibattendo sui contenuti da prevedere nelle leggi e circolari attuative. Questo caso ci mostra che un PTCP ben strutturato e con regole chiare è sufficiente allo scopo. La soluzione non sta tanto nell’inventare norme o regole particolarmente sofisticate, ma semplicemente nella volontà di applicarle. Se questa non c’è possiamo dotarci delle leggi o del piano più bello e innovativo ma serviranno a molto poco. Il PTCP in questione è del 2003, nei suoi dieci anni di vita le poche volte che è stato usato è stato efficace. Se fosse stato applicato sempre, non avremmo avuto necessità del richiamo del TAR che arriva solo oggi su Segrate ma che potrebbe riguardare molti altri PGT di questi anni, e oggi in questa area metropolitana potremmo avere un po’ di congestione in meno, e piani comunali più forti nella tutela del territorio. Al di là della questione specifica alla base del ricorso, una lezione da tenere in conto anche nell’organizzazione e pianificazione della città metropolitana.

 

Marco Pompilio

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