LE “COMUNICAZIONI” E LA VERITÀ

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Esiste l’Agenda Setting che è una teoria delle comunicazioni. Si è sviluppata negli anni 70. Erano americani gli studiosi che sono i suoi padri fondatori, Maxwell McCombs e Donald Shaw. “I media hanno la capacità di influenzare la percezione del pubblico sull’importanza degli argomenti. Di conseguenza, il pubblico tende a considerare più importanti gli argomenti che ricevono maggiore attenzione dai media”.

Queste affermazioni sono i capisaldi sui quali si incardina il ruolo che svolgono i nostri media. È essenziale. La comunicazione è tutto e si avvale dei media. I media sono strumenti potentissimi che forgiano le coscienze la politica, che decide il nostro presente ed il nostro futuro, ha un bisogno estremo di gestirli e governarli.

Un’ottima idea urlata in un deserto non arriverà mai a nessuno. Solo un deficiente sceglierebbe proprio il deserto. Ma a volte, anche migliaia di persone che manifestano per idee importanti non fanno notizia. Non lo si deve sapere. Non è importante il luogo, non è importante essere in tanti, non conta il perché. Così hanno scelto i media e amen.

Invece una pessima idea, persino una bugia acclarata, supportata dai media diventa la verità. Diventa difficile opporsi. Quella bugia, riproposta in continuazione diventerà opinione comune ed il gioco è fatto. La bugia diventa la “nuova verità”. Ogni ragionamento dovrà ripartire da lì e solo da lì. Vuoi contestare tutto ciò? Verrai considerato un provocatore o peggio. Questo è il potere della comunicazione. È il potere della politica. Questo è il potere di chi decide come tu devi pensarla.

Una dimostrazione plastica di quanto asserisco è sotto i nostri occhi ormai da tempo. Non occorre essere geni per capire. Ogni azione di Netanyahu è giusta. Trump lo considera un eroe, benché la Corte Internazionale lo consideri un criminale. La persecuzione nei confronti dei palestinesi è dovuta all’assalto di Hamas del 7 ottobre. È genocidio? No, legittima difesa.

L’Iran rappresenta una minaccia nucleare per tutto l’Occidente e allora va bombardato. Non importa se l’AIEA smentisce. L’Agenzia Internazionale, nata per prevenire la proliferazione nucleare, di cui l’Iran fa parte, ma Israele no, nega il pericolo. Ma i media hanno deciso che l’unica versione credibile è quella di Israele e Trump. I bombardamenti dei siti sono giustificati. È l’attuale padrone del mondo a decidere cos’è giusto e cosa è sbagliato. I media asserviti raccontano la realtà in quel modo.

Putin è cattivo e l’Ucraina è solo vittima. Non importa, raccontare un passato che va raccontato tutto per essere compreso. Magari cambierebbe il prodotto finale del nostro ragionamento, ma tutto ciò non deve accadere, perché la verità è già decisa. Putin è un assassino senza scrupoli, con l’ambizione di fare guerra all’Europa. Occorre difenderci dall’aggressivo orso bruno…

La NATO è l’unica salvezza possibile, ma serve investire nel riarmo. Dobbiamo difenderci ed ha senso qualunque sacrificio. Il 5% del PIL per comprare armi? Il Ministro delle Finanze Giorgetti all’inizio, non ne voleva neppure sentir parlare. Adesso sì. La Meloni ha preso tempo, perché Salvini non era d’accordo, ma poi… ha vinto Trump. Ecco che anche l’Italia ha accettato.

Non importa se vi sarà un impoverimento generale delle nostre condizioni di vita primarie. Maggior miseria? È la necessità…

E quando il buon Pedro Sanchez cerca di spiegare il grande inganno, viene messo da parte. Il governo spagnolo non ci sta. Ha avuto il coraggio di prendere le distanze da questa scelta sciagurata. Ha consapevolezza del costo sociale. Vuole tutelare. E non importa se Trump ha già dichiarato che aumenterà i dazi alla Spagna. Il popolo spagnolo deve essere fiero di tale scelta.

Trump e l’Europa stanno dalla stessa parte. Israele sa di avere l’appoggio di USA ed Europa. Anche l’ONU è costretto a subire. Israele può permettersi di sparare sui palestinesi in fila per ricevere cibo. C’è sempre l’alibi che fra loro vi siano quelli di Hamas. Il veto USA rende impotente l’ONU. Ormai è “un campo di sterminio”, lo sostiene il giornale di Gerusalemme Haaretz. Si nega.La denuncia di Haaretz è suffragata da soldati dell’esercito israeliano che non ce la fanno più. Eppure in Italia, scarso risalto.

L’Iran resterà uno stato canaglia, anche se non ha l’arma atomica che ci minaccia. L’immaginario collettivo è ormai plasmato. Non fu così anche per l’Iraq di Saddam Hussein, quando venne invaso da USA ed Alleati nel 2003? Vi ricordate l’antrace? L’allora Segretario di Stato Colin Powell si presentò all’assemblea ONU dicendo che l’Iraq aveva armi di distruzione di massa. Colin Powell nel 2021 sul letto di morte, confessò che tutto ciò fu una grande bugia. Voluta dal presidente George W. Bush. Mitico, l’ormai scomparso Tiziano Terzani. ” Più conosco questa America e più penso che dovrebbero darla indietro agli indiani

Gli italiani credono nell’importanza dell’informazione, ma non riescono ad orientarsi fra le molteplici fonti a disposizione. Utile la ricerca ” Senza Filtri”, effettuata da AstraRicerche e pubblicata su Primaonline il 26 giugno 2025. Campioni età 18/70. 8 italiani su 10 ammettono di far fatica a comprendere se una notizia è vera o falsa. Il 42% ha ammesso di aver condiviso almeno una volta notizie che poi si sono rivelate false. Nonostante i social media ed i motori di ricerca siano poco affidabili, restano tra le fonti più utilizzate. La TV (70,8%) e i quotidiani (40,8%) sono ritenuti più affidabili. Sono consultati meno rispetto ad amici (61,6%) e social (60%).

La fiducia su chi fornisce l’informazione è questa. 

Docenti, divulgatori scientifici, ricercatori (45,7%)
Giornalisti (41,7%)
Istituzioni e politici (25,6%)
Amici e conoscenti (29%)
Influencer (8,2%)

La fiducia nei personaggi pubblici è bassa.

Secondo il 62,3% degli intervistati ” le regole deontologiche del giornalismo dovrebbero valere anche per chi comunica online, ma il 50% degli italiani pensa che nemmeno i giornalisti le rispettino”. Il controllo delle fake news? ” deve essere indipendente e imparziale. Non lasciato agli utenti o agli algoritmi delle piattaforme”

Secondo uno studio recente di IPSOS, il 51% dei giovani ammette di utilizzare i social come principale fonte di informazione. E le fake news? Conta il tempo dedicato ai social. Chi ci sta 3 ore al giorno ne condivide 5,5 volte di più di chi ne trascorre una. Tutti questi dati li sottopongo alla vostra attenzione, perché possono darci una maggior consapevolezza della realtà attuale. Una realtà che spesso faccio fatica ad accettare. Prevale la logica del “vale tutto” che non è costruttiva, anzi provoca più danni.

Tu cerchi di spiegare il perché di quella situazione. L’ho studiata, ho approfondito la questione e l’ho elaborata nel tempo. Non importa. Vale anche l’esatto opposto della tua elaborazione. Ma non è un legittimo confronto tra opinioni diverse. Magari. E questo accade stando in mezzo a certa gente, ma molto spesso devi mandare giù, perché’ TV e media te lo impongono. È indigeribile che la bugia funzionale al più forte, debba avere la meglio sulla verità dei poveri o dei più deboli. C’è speranza? 

Servi, ignoranti, creduloni, supponenti? Spesso è una scelta comoda. Posso ammettere che sono sempre più insofferente?

Danilo Tosarelli

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4 Commenti
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Targetti Ugo
Targetti Ugo
9 mesi fa

In effetti bisognerebbe sempre considerare l’attendibilità delle fonti. Per esempio di quello che succede a Gaza la fonte ufficiale quasi esclusiva è Hamas

Giovanni Vannini
Giovanni Vannini
9 mesi fa
Rispondi a  Targetti Ugo

Caro Ugo Targetti, non comprendo la coerenza del suo commento rispetto al contenuto dell’articolo di Danilo Tosarelli, in ogni caso mi permetto una puntualizzazione.
Quando gli orrendi criminali di Hamas dichiaravano 37.396 morti a causa della guerra dal 8 ottobre 2023 al 19 giugno 2024, uno studio pubblicato su The Lancet stimava, in modo “conservativo”, che il numero di morti più plausibile fosse in realtà di “up to 186.000 or even more deaths could be attributable to the current conflict in Gaza”. Le cose sono andate peggiorando e Hamas resta una fonte inattendibile, evidentemente.
Lascio il link a The Lancet per approfondimenti: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(24)01169-3/fulltext
Per

Giovanni Vannini
Giovanni Vannini
9 mesi fa

Nell’articolo sono citati studi e fonti con dati e numeri precisi e che conosco. Di quei quei dati, numeri, %, vivo gli effetti ogni giorno come attivista di contrasto ai discorsi d’odio online. Trascurando i bot, presentissimi, molto aggressivi e numerosissimi specialmente sotto certi profili di politici di destra (bot che fanno numero e favoriscono l’effetto bandwagon), sono molteplici i profili di persone reali che commentano solo con insulti, attacchi personali, stereotipi, pregiudizi e che ripetono meccanicamente le parole d’ordine della propaganda manipolativa. Fatevi un giro su Facebook…

Cesare Mocchi
Cesare Mocchi
9 mesi fa

Articolo perfetto e del tutto condivisibile, grazie. E c’è anche chi crede che i massacri di Gaza e le repressioni in Cisgiordania siano “fonte Hamas”. Poveretto. Come si dice: non c’ è peggiore sordo di chi non vuol sentire. Ma qui sono stati superati i limiti della decenza

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