IL PERICOLO DEL DECRETO LEGGE SICUREZZA

Non voglio esimermi dal fare alcune considerazioni in merito al Decreto Legge Sicurezza entrato in vigore il 12 aprile 2025. Argomento spinoso, ma di enorme rilevanza. Non a caso, è già stato impugnato per essere inviato alla Corte Costituzionale. Gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini hanno presentato tale richiesta al Tribunale di Milano. (L’indipendente del 17/4/25)
Fatemi dire innanzitutto, che trovo grave la scelta del Governo di procedere con un Decreto Legge (DL). Un fatto grave. Il disegno di legge riguardante la stessa materia era ancora in discussione in Parlamento. Ma si è scelto di fare la forzatura. Giova precisare che il Decreto Legge è solitamente utilizzato in situazioni di comprovata emergenza. Dov’è l’emergenza?
Questo Decreto è palese dimostrazione di una torsione che va verso un modello totalmente dominato dal potere esecutivo. Si umilia il Parlamento, ma anche i gruppi che compongono l’attuale maggioranza. Perché Il Governo non li ritiene all’altezza. Li considera incapaci di portare a termine un progetto di legge così importante. Il Decreto Legge diventa la risposta necessaria.
Certo è, che questa forzatura produrrà l’effetto di non consentire l’indispensabile dibattito parlamentare che meriterebbe. Il Decreto Legge, che è prerogativa del Consiglio dei Ministri, consente 60 giorni di tempo per essere approvato. Non oltre. Io penso che Il rischio decadenza, giustificherà certamente il ricorso al voto di fiducia. Ecco qua la democrazia parlamentare.
Il governo Meloni sta utilizzando con grande disinvoltura questo strumento. Ecco cosa dice “Pagella Politica” del 9/12/2024. La Meloni ha chiesto il voto di fiducia ogni 10,5 giorni del suo governo. Peggio di lei, solo Monti nel 2011 e Draghi nel 2021.
Stiamo parlando di 2 governi tecnici e qualcuno giustifica. Per me tutto ciò è sempre grave. Non conta il ruolo del Parlamento?
Questo DL sulla sicurezza è un vero e proprio zibaldone. Riscontro molta incompetenza e superficialità. Non ce n’è bisogno. La parte che riguarda le Forze di Polizia meriterebbe approfondimenti ad hoc e invece per me c’è una colpevole strumentalità. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri non digerisce alcuna critica a questo Decreto Legge. Eccolo dichiarare lapidario. “Chi critica questo provvedimento non si rende conto che quotidianamente gli esponenti delle FFOO vengono aggrediti e feriti. Questo provvedimento tutela le forze di Polizia.”
Che senso ha autorizzare gli agenti delle Forze dell’Ordine (FFOO) a portare fuori servizio armi private anche senza licenza? Quale è lo scopo? Sono già possessori dell’arma in dotazione, che possono già portare con sé anche fuori servizio. Perché? Chi l’ha pensata, non si rende conto che insinua nel cittadino un sospetto. L’arma di servizio è registrata, l’altra… È un delitto. Davvero qualcuno può pensare che tale scelta possa risultare utile alle FFOO? Una scelta inutile e controproducente.
Il Governo stanzierà 23 milioni di euro nel biennio 2024-2026 per dotare le FFOO di bodycam. È una scelta che io apprezzo. Il Ministro Piantedosi ha ribadito che tale scelta garantirà trasparenza e tutela per gli operatori delle FFOO ed anche i cittadini. Ci sarà obbligatorietà di indossare la bodycam durante il servizio? No. L’utilizzo sarà facoltativo? Sì. Ecco l’errore madornale. Se è vero, che tale strumento funge da deterrente ai fini dell’incolumità dell’agente, non può essere che diventi un optional.
L’utilizzo della bodycam deve servire per garantire la corretta ricostruzione dei fatti. Uno strumento utile per risalire alla verità. Tutela l’agente da possibili false accuse nei suoi confronti, ma tutela anche il cittadino che si trovasse di fronte a possibili abusi. Questi 2 aspetti devono restare inscindibili. Dicevo prima, che rimane essenziale il rapporto di fiducia tra cittadini e FFOO. Queste scelte vanno invece in direzione opposta. Questo governo ha responsabilità gravi in tal senso, ma forse se ne infischia.
Il non voler introdurre dei codici identificativi, per gli agenti impegnati in compiti di ordine pubblico, va nella stessa direzione. L’Italia è uno dei 6 paesi europei che non ha codici di identificazione. Perché sì alle bodycam e no ai codici identificativi? I fatti del G8 di Genova nel 2001 e le tante violenze rimaste impunite, sono stampate a fuoco nella memoria di tanti italiani.
Io ho presente anche il numero di agenti rimasti feriti durante le manifestazioni del 2024. Sono 260. Un più 195% dal 2023. Nel 2024 le manifestazioni sono state 11.556 con un incremento del 12% rispetto al 2023. Vogliamo provare a capire il perché? La gestione dell’ordine pubblico in piazza è sempre di natura politica. Le colpe sono sempre e solo di chi manifesta? Suvvia…
Le preoccupazioni che cito arrivano da organizzazioni sindacali di categoria, che ben conoscono di cosa stiamo parlando. L’enfasi che è stata data ad alcune scelte, potrebbe alimentare una percezione di impunità. Si mina la fiducia nelle istituzioni. Le Forze dell’Ordine sono di tutti e bisogna evitare qualsiasi forma di scollamento fra chi indossa una divisa ed il cittadino.
Anche manifestare diventerà un problema serio, soprattutto se provochi un blocco stradale. Stai impedendo la circolazione. È stato istituito il reato di blocco stradale. Se commesso da più persone, può costare da 6 mesi sino a 2 anni di reclusione. Questa norma che è stata definita “anti Gandhi” criminalizza forme di protesta che potrebbero andare dal picchetto al sit in. Prima era considerato un illecito amministrativo, adesso rischi il carcere. Nessuna protesta spontanea sarà tollerata. Ordine.
Anche la resistenza passiva in carcere verrà punita con pene che possono variare da 1 a 5 anni di carcerazione. Sono già lì. Il Decreto Legge la pone sullo stesso piano della “rivolta” che prevede atti di violenza, minaccia o resistenza. Non precisa. Tutto ciò senza tenere in alcuna considerazione le condizioni di invivibilità delle nostre carceri. Affollate in modo insostenibile.
Nel Decreto succitato è presente anche un provvedimento oscurantista. Riguarda la cannabis light che diventa una droga. Vietato il commercio, la lavorazione, esportazione di foglie, tutti i prodotti contenenti sostanze derivate dalla canapa. Con questo Decreto, vendere cannabis light sino ad ora considerato lecito, verrà equiparato allo spaccio di stupefacenti. Diventa così illegale l’intero settore della cannabis light. Dalla coltivazione alla vendita. Si perderanno 15.000 posti di lavoro.
Utile soffermarsi, anche sui provvedimenti che riguardano l’occupazione abusiva delle case. Un argomento assai sentito. Con questo decreto, chi subisce l’occupazione della prima casa ha diritto a riaverla da subito senza attendere tempi biblici. Nei casi d’urgenza, le Forze di Polizia possono intervenire presto, dopo denuncia e convalida del PM. È un passo avanti. Quante volte ne avrete sentito parlare nelle trasmissioni di Mario Giordano su Rete 4. Giusto, ma sono situazioni assai rare.
Il fenomeno sul quale vuole intervenire questo Decreto, riguarda il fenomeno più diffuso delle occupazioni delle case sfitte. Ancora una volta, si interviene con norme repressive che non tengono in considerazione le radici che generano certe scelte. In Italia abbiamo 7 milioni di immobili sfitti. Il patrimonio di edilizia pubblica è insufficiente. Il 7% è sfitto, ma lo si lascia tale.
Sulla questione delle case pubbliche in Italia, vi invito a leggere un mio articolo pubblicato su Iskrae.eu il 18 luglio 2024. (1) Scoprirete che esistono gravi responsabilità politiche con relative magagne e che esistono 650 mila famiglie in lista d’attesa. Non mi pare che l’attuale emergenza abitativa sia una priorità di questo governo. Le occupazioni non nascono per capriccio. Io sono per il rispetto della legalità, ma non sarà l’incremento delle pene che ridurrà un fenomeno che aumenterà ancora.
Questo Decreto prevede un incremento della pena che passa da un minimo di 2 sino ad un massimo di 7 anni di reclusione. È la stessa pena prevista dall’art.589 comma 2 del C.P. Omicidio colposo aggravato, per violazione norme anti infortunistiche. Come non mettere in dubbio la compatibilità con i principi del diritto penale costituzionale. Intanto l’offensività e la proporzione. Nascono a ragion veduta, le forti critiche espresse dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) e dalle Camere Penali.
Le risposte che il governo Meloni sa dare, privilegiano il carattere repressivo. Si esibisce la faccia feroce contro ogni dissenso. Queste risposte non possono funzionare. Apparentemente possono apparire le più efficaci, ma aggravare le pene non serve. Sto parlando di quel populismo penale, ritenuto inefficace dallo stesso Ministro della Giustizia Nordio fino al settembre 2022. Ecco invece, il carico da 90 messo in campo dal Governo. Il Decreto Legge prevede 14 nuovi reati e 9 aumenti di pena.
Pensare di garantire la sicurezza dei cittadini facendo esclusivo affidamento sul diritto penale è una pia illusione. Non lo dico io. Le ricerche fatte da studiosi italiani, inglesi, americani dimostrano che l’aumento delle pene non migliora la sicurezza. (2) Tutto ciò comporterà ricadute sull’efficienza di una giustizia penale che già fa acqua da tutte le parti. Processi, con quali tempi? Ci sarà anche un incremento della popolazione carceraria. Quali provvedimenti d’urgenza sono stati adottati per farvi fronte? (3) Giova precisare, che nessuna disposizione è volta ad allentare la pressione carceraria. Nel frattempo aumenteranno i suicidi.
Potrà apparire scontato, ma non sarà il pugno di ferro a rimettere tutto a posto. Le soluzioni sono molto più impegnative. Certo. Bisogna intervenire sulle cause sociali che producono le più diverse forme di criminalità. I risultati utili potremo averli solo così. Occorre privilegiare la prevenzione. Partendo dalla scuola. Favorendo condizioni di lavoro dignitose. L’inclusività è importante. Bisogna favorire processi di integrazione, invece che alimentare forme di razzismo e di emarginazione. Queste sono le risposte. Voglio sottolineare ancora una volta, che le logiche che stanno caratterizzando le scelte del governo Meloni sono in antitesi.
Voglio citare un articolo apparso sul “Sole 24 ore” il 18 aprile 2025. Ecco quanto scrivono Carlo Melzi D’Eril e Giulio Vigevani: ” Questo è un intervento di matrice ideologica, che affonda le proprie radici in un rapporto tra Stato ed individuo diverso rispetto a quello che emerge dal disegno costituzionale. In questo paradigma ribaltato non è più la persona al centro, ma lo Stato, l’istituzione, il potere. Accademia, Magistratura e Avvocatura restano fortunatamente unite nella difesa dell’architettura del sistema. È l’unico lampo di ottimismo che ci sentiamo di far brillare.”
Se è vero che anche il giornale di Confindustria nutre forti perplessità, non è il caso di iniziare a fare dei ragionamenti diversi? Mi rivolgo a quel vasto mondo che si richiama ai valori della sinistra plurale e che oggi esprime un NO, ma non va molto oltre. Chi sostiene che la questione sicurezza non esiste è un cieco o un irresponsabile. Disgregazione sociale produce insicurezza. Da comunista, quale continuo a ritenermi, chiedo quali siano le proposte alternative e le risposte da dare al problema sicurezza.
È importante analizzare il ruolo che svolgono le Forze di Polizia. Ho indossato per anni una divisa e la questione è importante. Nella cultura ormai radicata in tanta parte della sinistra, le FFOO sono sempre e comunque la controparte. Molta la diffidenza. Per poi cadere nella contraddizione che se ne hai bisogno, tu pretendi il loro intervento e pretendi anche supporto e protezione. Allora non può essere che il tuo giudizio nel merito, non ti richieda gli approfondimenti necessari. Ne va della tua credibilità.
Proprio perché sono un uomo che ha indossato la divisa, voglio dire che le FFOO sono di tutti. Le FFOO eseguono degli ordini. Vanno cambiati eventualmente gli ordini che arrivano dall’alto. È la politica che deve saper dare indicazioni diverse. Pensateci. Trascurare questo aspetto, significa regalare questi settori di lavoratori alla destra. Questa diffidenza della sinistra li allontana.
Mi chiedo, se qualunque ipotesi di gestione o di cambiamento della società, potrebbe prescindere dalla presenza delle FFOO. La risposta è evidentemente NO. Un lavoro di sensibilizzazione non dovrà mai interrompersi, ma anche questi sono lavoratori.
Concludo, con le considerazioni fatte da Livio Pepino, un ex magistrato. Pubblicate su “Volere la luna” del 25 gennaio 2024:” Il conflitto è nelle società complesse, non solo inevitabile, ma anche auspicabile essendo da sempre il motore di ogni cambiamento sociale e politico. Naturalmente esso disturba e infastidisce per definizione l’ordine costituito. Le democrazie possono definirsi tali solo se sono capaci di dare posto al disordine e di consentire spazio ed agibilità anche a chi si propone di sovvertire l’assetto, attraverso un antagonismo accentuato e permanente. In caso contrario esse deperiscono fino a diventare “democrazie autoritarie”.
Il Governo Meloni ha scelto da che parte stare. Mi chiedo cosa pensino di tutto ciò, coloro che vorrebbero l’alternativa. A voi…
Danilo Tosarelli
(1) La casa è un diritto? Iskrae.eu del 18/7/2024
(2) Il populismo penale del Governo Meloni Iskrae.eu del 24/9/2024
(3) Parlare di carcere significa parlare di Giustizia Iskrae.eu del 31/7/2024

Mi viene da dire; se ho capito bene, che lo spirito del suo scrivere tenda ad attribuire un ruolo attivo al privato in un contesto di Società ” al limite ” che tende all’espropriazione proletararia in seno alla casa. Dunque il cittadino diventerebbe uno strumento compensativo alle disfunzioni di uno Stato, una sorta di attenuante alla condizione di disagio sociale, sostenendo il concetto del diritto alla casa come prioritario anche rispetto al diritto privato alla proprietà. Pur trovando molti srgomenti criticabili e probabilmente poco allineati con l’idea di Stato Democratico nel decreto, L’idea che prevalga il Diritto Privato e dunque la condizione d’abuso e di reato nel caso di una occupazione, lo trovo finalmente uno strumento di tutela per molte Famiglie normali sottomesse a questo abuso ed in generale una difesa per chiunque abbia deciso di investire i propri soldi nel bene rifugio. L’area privata del cittadino (in questo caso la casa anche se non fosse quella in cui abita) va tutelata con ogni mezzo e a qualsiasi livello , anche se questo può non piacere all’area moderata possibilista che; per definizione, viene nominata progressista. Lo Stato poi faccia il necessario per dare a tutti un luogo dove vivere dignitosamente, ma non a spese del cittadino che già copre tutti i costi sociali di molti indigenti e disagiati o extracomunitari non ancora inseriti, garantendo loro una assistenza ad esempio, oltre a tutta la macchina della Governance che certo non si fa mancare niente.
Mi spiace ma non sono il linea con il suo pensiero.
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Gianluca Gennai