IL DEGRADO DI MILANO

Le considerazioni contenute in questo articolo sono un’altra tessera del mosaico che si vuol portare a conoscenza dei nostri lettori e dei cittadini in genere, ossia il degrado crescente della nostra città in diversi ambiti: sporcizia generalizzata a livelli che superano il minimo della decenza, occupazione selvaggia e autorizzata di spazi aperti ( dehors già denunciati per primi in queste pagine), mercatini rionali assolutamente ingiustificati, accampamenti e banchetti promozionali nelle piazze, scritte spray su edifici e monumenti ecc., pubblicità debordante (fin sulle pareti del Duomo!), utilizzazione di spazi monumentali e storici per esibizioni straccione che nulla hanno di artistico e neppure folkloristico (si pensi a piazza del Duomo, pavimentata di plastica, lasciata in mano a poveri emarginati e saltimbanchi privi di qualsiasi parvenza di abilità, che urlano a squarciagola come fossero in una piazza sterrata di un paese in via di sviluppo, con esibizioni di orripilante nullità) dove tutto ha una origine binaria, da una parte:
- la distrazione dei nostri amministratori che, quando transitano nelle strade cittadine con l’auto blu e i finestrini affumicati, per di più ricurvi sui cellulari, non possono notare questo degrado, e, quel che è peggio, se anche lo notano non ne restano turbati,
e dall’altra:
- l’interesse degli stessi amministratori all’incremento dei ricavi che li induce a dare concessioni e permessi che comportano degrado a cui non si pone rimedio per risparmiare.
Al cittadino non dispiacerebbe una oculata gestione amministrativa ma se questo degrado è il prezzo da pagare per ottenerla, l’equazione non è accettabile.
Con questo articolo non ci si vuole limitare alla denuncia dei suddetti fenomeni degradanti, perché questo tipo di denuncia purtroppo dura l’espace d’un matin, ma davvero suscitare indignazione fino alla mobilitazione e alla sonora protesta, alla formazione di comitati cittadini che esigono ascolto e affidabile impegno dell’Amministrazione a rimuovere gli effetti del degrado denunciato.
Non è più tempo di reiterati roboanti comunicati alla stampa dove il Comune, e AMSA in particolare, vantano piani di intervento onirici e comunque del tutto disattesi. Basta! il cittadino non vuole annunci ma vuole le strade pulite, più spazzini presenti in continuità con mezzi che lavano le strade e svuotano i cestini, raccolgono le grandi quantità di fogliame cadute a inizio autunno, ecc. ecc.
Il problema sembra essere reale, se anche i Municipi milanesi (i vecchi Consigli di Zona) segnalavano fino a pochi mesi fa sulla stampa nazionale criticità legate in particolare alla pulizia delle strade e dei marciapiedi, all’abbandono dei sacchetti della raccolta differenziata, al servizio di lavaggio delle strade senza obbligo di spostare le auto. Migliori performance vengono riconosciute in generale al servizio di raccolta differenziata, in linea con le più avanzate realtà europee (merito anche dell’impegno dei cittadini, oltre che dell’efficienza del servizio) e nel servizio di svuotamento dei cestini: secondo dati dell’azienda, sono stati incrementati del 12% nel corso del 2023 e si sta procedendo con la sostituzione dei vecchi cestini stradali (spesso sovraccaricati da rifiuti prodotti nelle abitazioni e negli esercizi commerciali) con nuovi modelli “a croce”, apparentemente più efficienti.
La situazione, per i cestini, peggiora man mano che ci si sposta in periferia e sarebbe interessante avere dei dati un po’ più precisi e concreti anche sui comuni dell’hinterland serviti da AMSA, in particolare per quelle “terre di nessuno” che si estendono tra città, tangenziale e sobborghi di periferia.
Abbiamo parlato di distrazione degli amministratori che non vedono il degrado crescente e qui ci preme tornare su un suggerimento altre volte detto e che già ha ottenuto plauso scritto dei nostri lettori, per restare poi lettera morta: revocare auto blu, autista, percorsi riservati, parcheggi assicurati a tutti i membri della Giunta Comunale, Provinciale e Regionale e agli amministratori delle aziende pubbliche direttamente responsabili dei servizi al cittadino (compensando la revoca con adeguato importo economico, perché questo provvedimento non è pensato per punire economicamente gli amministratori), con ciò costringendoli a vivere per intero la città, e i suoi servizi, rendendosi conto personalmente delle deficienze e inadeguatezze e più facilmente e velocemente dedicarsi a porvi rimedio.
Se il Sindaco o un Assessore o il massimo responsabile di ATM o AMSA dovessero andare in ufficio e sbrigare le proprie incombenze utilizzando la propria auto senza alcuna agevolazione, o utilizzare il servizio pubblico, attendendo fin anche 20 e 30 minuti l’arrivo del mezzi stessi, magari al freddo o sotto la pioggia o con 40° gradi (MM esclusa, perché ha frequenze accettabili, ma una disattesa attenzione alla mobilità dei disabili all’interno delle stazioni) o camminare per le strade cittadine vedendo lo scandaloso accumulo di immondizie, vi sarebbero migliori chance di provvedimenti sanatori per riportare la nostra città nel novero delle città occidentali europee.
Ovviamente ci sono poche chances di ottenere questa revoca di agevolazioni agli amministratori perché dovrebbe essere deliberata proprio da coloro che ne subirebbero le conseguenze: sarebbe come chiedere al tacchino di organizzare la cena del ringraziamento!
A meno che non ci sia una mobilitazione cittadina in tal senso, che raccoglie firme per un provvedimento mirato a tal fine.
Se un qualunque amministratore pubblico, o il solito Pierino del caso, intendessero contestare le nostre affermazioni, suggeriamo in primo luogo di guardare attentamente le foto qui riportate e scattate in diverse ore del giorno e aree della città, e se dopo non dovesse essere ancora convinto che sono immagini da terzo mondo, suggeriamo di prendere un treno non diciamo per Ginevra, vero e proprio archetipo della signorilità decenza e pulizia cittadina, è sufficiente fermarsi a Chiasso per rendersi conto dei diversi livelli di civiltà.




Ma anche senza espatriare abbiamo anche in Italia casi di ammirevole attenzione all’habitat cittadino, in contesti non certo oberati da grandi disponibilità economiche, pensiamo a Noto, Monopoli, Andria, Marsala, Erice, giusto per fare degli esempi. Andate e se riuscirete a vedere un solo mozzicone di sigaretta per terra in strada riceverete un premio, e se nello spazio di un’ora vedete meno di tre spazzini con carrello e scopettone a raccogliere anche il più piccolo pezzetto di carta, il premio vi sarà raddoppiato: il tanto vituperato profondo sud ha strade cittadine dove volendo vi si può apparecchiare sopra per fare colazione. Confrontate il parco della Reggia di Caserta ben più ampio del miserello Giardino Montanelli, e vedrete la differenza di pulizia, tutta a favore del primo.
Rendiamoci conto che Milano è scesa a livelli di degrado non più accettabili. Alla contestazione senza sconti fatta alla presidenza AMSA, ci è stato risposto, ovviamente scaricandosi di ogni responsabilità e rinviando la palla nel campo avverso, fondamentalmente con le seguenti motivazioni:
- a) la colpa è in primis degli incivili che si liberano dei rifiuti in strada: e chi sennò? l’uomo nero forse? Ma questo non giustifica affatto AMSA che non provvede a rimuoverli, poi si vedrà chi e come deve provvedere a dissuadere gli incivili che gettano sporcizia per strada. Pensiamo che la pulizia e il decoro degli spazi urbani sia in primo luogo una responsabilità pubblica e che l’inciviltà cresce e si alimenta laddove percepiamo l’ambiente nel quale viviamo tutti i giorni come abbandonato, sporco e non curato.
- b) in secondo luogo del grande impulso registrato nel turismo e negli eventi: a parte che non è credibile che Parigi e/o Londra ad es. registrino meno turismo ed eventi di Milano, al contrario ne registrano assai di più eppure e le strade non sono nelle stesse condizioni, e poi quand’anche queste fossero le ragioni che riducono le strade milanesi a discariche a cielo aperto che la città non sa gestire, si riducano drasticamente i permessi per eventi, e non si incentivi il turismo ad es. calmierando anche le affittanze di brevissimo periodo (B&B, ecc.) che assai spesso sono vero ricettacolo della peggior umanità.
Adesso compare sui social la nuova app del Comune tutta dedicata a questo tema: ce ne rallegriamo pensando che a ciò possa aver contribuito un po’ anche la segnalazione ampiamente documentata da foto da noi indirizzata mesi addietro alla Presidenza AMSA; ad oggi comunque nulla dì nuovo si è visto nelle strade, incrociamo le dita. Secondo i dati disponibili, tramite la app “Puliamo”, AMSA riceve ogni giorno tra le 1.200 e le1.500 segnalazioni alla settimana per l’abbandono dei rifiuti. La app, facilmente scaricabile sul proprio smartphone, consente di segnalare, anche con testo e foto, problematiche di vario tipo (cestini pieni, discariche abusive, e/o rifiuti abbandonati, pulizia aree cani, siringhe abbandonate, ecc. ecc.). Un servizio che accogliamo positivamente, ma se le problematiche sono dovute a carenza strutturali di mezzi e persone, o all’organizzazione dei turni di raccolta, può esso essere sufficiente o risolutivo?
Il lancio è stato accompagnato dalle solite roboanti dichiarazioni di incrementi nelle dotazioni e frequenza del servizio. Di poche settimane la presentazione del nuovo contratto tra Comune di Milano ed AMSA (Gruppo A2A), che promette incrementi e potenziamenti, tutti specifici e volti al miglioramento del servizio. Speriamo vivamente che, al di là degli annunci (sempre roboanti), i numeri che vi si leggono si traducano in un reale e percepito miglioramento della qualità di vita della città.
Eduardo Szego – Maurizio Rini

Nel merito ritengo necessario evidenziare che con la chiusura delle riciclerie di Via Triboniano e di Piazzale delle Milizie in tutta Milano ovest non c’è un punto di conferimento dei rifiuti ingombranti. E che in periferia i cestini li tolgono anziché metterne altri.