MENO GRATTACIELI E PIÙ MEDICI DI BASE

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Finalmente sabato e domenica prossimi andremo a votare per l’elezione del Parlamento Europeo a Strasburgo: dobbiamo mandare 76 nostri connazionali a rappresentare gli interessi del nostro Paese e il sistema elettorale è quello del proporzionale semplice. Con questo sistema di fatto ogni candidato corre per sé e quindi la sua preoccupazione è raccogliere il maggior numero di preferenze personali.

Quest’ultima condizione ha determinato lo stile e i contenuti della campagna elettorale di ogni candidato designato dal Partito di appartenenza e non ha vincolo di mandato: abbiamo assistito ad un discreto teatrino a proposito di segretari di Partito candidati o meno alle Europee.

Come si è dibattuto lungamente il problema della coerenza del segretario di Partito che si candida è un fatto rilevante: candidarsi sapendo che non si abbandonerà il proprio ruolo nazionale, per molti me compreso, è un inganno a danno degli elettori, fa parte del cinismo della classe politica e del generale disprezzo per le istituzioni: il Parlamento Europeo non è la giostra di un parco divertimenti.

Nel passato molti dei deputati italiani al Parlamento Europeo non ci hanno fatto ben figurare per tante ragioni a cominciare dal loro basso livello di competenza fino al caso di Antonio Panzeri e dei suoi collaboratori accusati tutti di corruzione.

Comunque non siamo soli, IrpiMedia , un periodico indipendente di giornalismo d’inchiesta, scrive: “Almeno 253 vicende hanno fatto notizia a livello locale o internazionale e riguardano 163 degli attuali 704 legislatori dell’Ue. Comportamenti inappropriati, corruzione e scandali legati a frodi o furti hanno macchiato le loro carriere il più delle volte. In totale, 23 rappresentanti hanno perso cause legali.”.

Ma veniamo alle disgrazie di casa nostra: Il Triangolo delle Bermuda milanese.

Il Triangolo delle Bermuda è un’area triangolare dell’Atlantico che comprende le isolette di quell’arcipelago e la fantasia popolare la ritiene maledetta perché vi scomparvero molte navi e molti aerei. 

Il triangolo maledetto di Milano è quello generato dalle questioni che tutti ormai conoscono: le SCIA , la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, un triangolo che ha per vertici  il sistema legislativo italiano, il sistema giudiziario e il Comune di Milano. Nel triangolo maledetto si sono avventurati operatori immobiliari e i loro professionisti.

Oggi siamo alla ricerca delle responsabilità giuridiche e di quelle politiche.

Sulle responsabilità del sistema giuridico-legislativo in un editoriale di qualche settimana scorsa ho scritto: “Come si sia arrivati a questo tipo di legislazione ben lo sa chi di volta in volta ci governa e lo fa dimenticando per primo una legge dello Stato: una norma in vigore da 25 anni che vincola il Parlamento a redigere le leggi in modo più leggibile e a riordinarle in ciascun settore con almeno un testo unico ogni sette anni (Articolo 13-bis della legge 23 agosto 1988 n. 400). Lettera morta.

Non vale la pena di aggiungere altro se non suggerire ai legislatori, prima di mettersi al lavoro, di rileggersi De l’esprit des lois, lo scritto più importante del filosofo francese Montesquieu. 

Veniamo al potere giudiziario.

Non vi nascondo che verso i PM nel caso SCIA provo contemporaneamente pena ed empatia.

Provo pena perché immagino la pressione di cui sono oggetto perché si arrivi al più presto all’indicazione dei capi di accusa: se dovessero tardare sarebbero accusati di aver rallentato il mercato immobiliare milanese e di aver lasciato in un limbo sgradevole gli operatori del settore edilizio con qualche importante riflesso sull’occupazione: il tutto con codici di procedura penale e civile che non tengono conto della velocità richiesta da un Paese civile.

Empatia perché li vedo costretti ad occuparsi di un settore, quello dell’urbanistica, dove il legislatore non si è curato di legiferare in maniera civile e soprattutto costringendo il potere esecutivo – oltre agli operatori e la pubblica amministrazione – a compiere scelte inevitabili là dove anche i più esperti della materia, gli avvocati amministrativisti, non sono in grado di difendere con sicurezza i loro clienti, tra i quali il Comune di Milano. 

Veniamo ora al Comune di Milano e alla sua Giunta, ultimi ma non per importanza.

In questa vicenda penso che soprattutto il Sindaco ma anche la Giunta paghino la loro arrogante sordità alle voci che vengono dal basso: il prezzo della loro politica.

Questa delle SCIA ed altre vicende hanno visto molti cittadini manifestare prima il dissenso per i provvedimenti, poi il loro organizzarsi per fare massa critica, poi, inascoltati, ricorrere o alla giustizia amministrativa o alla giustizia civile e, se del caso, penale.

Perché tanta sordità?

Lo ripeto per l’ennesima volta: la responsabilità è della cosiddetta Legge Bassanini n°91 del 1963, che oggi compie 30 anni.

Se la giudicassimo con il dibattito in corso sul presidenzialismo potremmo definire quella legge come “sovranista”.

ArecipelagoMilano  fin quasi dalla sua nascita vi si oppose con tutte le sue forze e voglio qui ricordare un brano di un articolo comparso sulle nostre pagine firmato da Franco D’Alfonso il 21 settembre del 1969, dal titolo DOPO LA BASSANINI ECCO IL SINDACO MARCHESE: “Ahò, aricordatevi che io so’ io e voi ‘nun siete un c.” . E’ probabile che Franco Bassanini non si sia ricordato della folgorante sintesi di Alberto Sordi nel film ” Il Marchese del Grillo” nel definire i rapporti fra un membro dell’oligarchia al potere ed il resto del mondo , altrimenti non avrebbe confezionato la legge che va sotto il suo nome e che equipara sostanzialmente Sindaci e Presidenti di Regione ( non il Premier , cosa di cui si lamenta un giorno si ed uno pure l’attuale inquilino di Palazzo Chigi) alla nobiltà papalina , cui tutto era permesso dopo la nomina.”.

Confermo che la mia opinione da allora non è cambiata e che continuo ad essere contrario al cosiddetto “un uomo solo al comando” come è oggi a Milano: il Sindaco che accentra su di sé tutti i poteri, una Giunta da lui nominata e dunque sua serva, un Consiglio Comunale praticamente senza reali poteri. 

Ne siamo contenti? A giudicare da quello che si vede attraverso i Comitati di cittadini e le lettere ai quotidiani direi di no.

Ricordiamocelo quando Senato e Camera legifereranno sul “sovranismo” e, se mai passasse, quando saremo chiamati a votare per un eventuale referendum.

Se ArcipelagoMilano dovesse chiedere ai suoi lettori cosa vorrebbero ora prima di tutto da Sindaco e Giunta penso che la loro risposta potrebbe essere: “meno grattacieli e più medici di base”.


Luca Beltrami Gadola

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valentino ballabio
valentino ballabio
1 anno fa

Per la verità la legge 25 marzo 1993 n. 81 fu approvata col governo Amato 1° (giugno ’92–aprile ’93), ministro dell’interno Mancino, maggioranza DC-PSI-PSDI-PLI. Pertanto Bassanini non faceva parte né del governo né della maggioranza. Ho cercato di ricostruire le ragioni di tale certamente sgradevole ma purtroppo inevitabile modifica del sistema elettorale locale con mio intervento su queste colonne dello scorso 19 marzo “Responsabilità in bilico tra burocrati e politici”, nel quale provo anche a riprendere una lettura critica ma non superficiale delle leggi (queste si!) Bassanini del 1997-98.

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