SVOLTA. IL “REDDITO” APRE AL LAVORO

bizzotto

A Brunetta il Corriere della Sera ha dedicato il 10 Novembre un paginone. Una bella intervista di Federico Fubini. Brunetta, come me, è diaspora socialista; lui a destra, io a sinistra.

È artefice, “nella stanza di Mario Draghi”, con l’assenso di Orlando, di un bel “compromesso articolato” (con Di Maio) sul reddito di cittadinanza: dei 3,8 milioni di beneficiari, un terzo è occupabile; dovranno presentarsi una volta al mese al Centro per l’impiego. Brunetta ha ragione: “per collocare le persone bisogna parlarci, conoscerle, confrontarsi in presenza”. E al secondo rifiuto di un posto di lavoro, si perde il diritto al “reddito”.

Bene che l’interessato possa scegliere l’Agenzia privata ma, dico, attenzione che non sia parcheggiato e scartato. L’impresa che paga una ricerca mirata non può fare qui quel che si deve: porre al centro il cittadino.

Cosa succederà? Quel terzo si attiverà e ringrazierà. Perché lavoro è dignità. Centrale, dice Brunetta, è rafforzare i Centri per l’impiego, le Agenzie pubbliche (AFOL Metropolitana a Milano: una grande storia!). Noto che abbiamo qui un decimo delle risorse della Germania. Per questo non butterei d’emblée i Navigator. Ma, non sono informato.

Con le Agenzie del lavoro private, sia concorrenza e collaborazione, non pastrocchi. In tema di lavoro l’indirizzo e il controllo pubblico sono necessari. Piuttosto, aprire al privato come dice l’Europa: chiamare contributi diversi e originali. Penso al Corriere della sera che, per qualche mese, fece un bellissimo inserto Lavoro, poi scomparso; e all’Assicuratore, tenuto e interessato a fare investimenti prospettici in infrastrutture anche sociali (Solvency II). Potrebbe investire qui e “assicurare” il lavoro. Si attiverebbe per ridurli i “sinistri”, capace di finanziare una task force delle parti sociali che anticipi crisi e licenziamenti. Che prospettiva!

Bene, dunque, Brunetta, Draghi, Di Maio e Orlando. Sono ottimista. Attraverso il “reddito” può apparire la Politica del lavoro che cerchiamo e che serve. Milano ne sia interprete.

Francesco Bizzotto 

Ex presidente di AFOL Nord Milano

Cara lettrice, gentile lettore, se sei arrivata/o qui, c’è voglia e bisogno di dibattito pubblico su Milano, indispensabile ossigeno per la salute della democrazia. Sostienici subito perché solo grazie a te possiamo realizzare nuovi articoli e promuovere il primato dei beni comuni per Milano. Attivati ora!

 

Share

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter
Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x