NON FACCIAMOCI DOMANDE
Non facciamoci delle domande. Non chiediamo al Pd cosa fa per noi, chiediamoci cosa facciamo noi con il Pd, per far nostro un modo di dire di J.F. Kennedy. O forse nemmeno questo. Chiediamoci cosa fare per il futuro della sinistra milanese che vede il Pd ai minimi termini. Le elezioni sono andate come quasi tutti prevedevamo anche se con qualche episodio da non trascurare, a cominciare dallāaffermazione della lista Grillo e di quella Di Pietro.
Il Pd nei confronti di quellāelettorato ha perso lāoccasione di rappresentare unāanima della sinistra che mette ancora in primo piano il problema della legalitĆ e il Pd, nelle sue incertezze ha dato a molti lāimpressione di avere scheletri nellāarmadio tali da non consentirgli di assumere posizioni intransigenti. Un discorso analogo lo possiamo fare per la lista Grillo, personaggio inutilmente demonizzato e indicato allāopinione pubblica come un guitto demagogo populista. Infondo gli andava riconosciuto almeno il merito di aver segnalato alcuni scandali in tempi non sospetti, scandali che i parlamentari della sinistra avevano il dovere di scoprire per primi e comunque Grillo ha saputo riempire le piazze da solo come non ĆØ riuscito nessun leader della sinistra, nemmeno a quelli di primo piano. Ricordiamo con desolazione la sala della Provincia semi vuota a pochi giorni dalle elezioni.
Una cosa certo non dobbiamo fare: metterci a distillare sottilmente i risultati del voto perchĆ© di lƬ non ne caviamo nulla se non inutili congetture del se e del ma : teniamocene alla larga come dai sondaggisti. Abbiamo davanti un anno prima del rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale e prima che arrivi lāestate dobbiamo avere le idee chiare su due cose non da poco: chi e come si cominci a stendere un programma che parta dalla realtĆ di Milano e per quali vie e a che condizioni il Pd riprenda contatto con la sua base elettorale.
Questa seconda cosa ĆØ forse la più difficile per chi da troppo tempo si ĆØ autoescluso dal contato vivo con la cittĆ . Il Pd fa sempre lāerrore di cavalcare i problemi che la societĆ civile fa emergere – e la prova ne sono i moltissimi comitati nati negli ultimi anni ā invece di anticiparli cogliendo i segnali anche deboli che vengono dal sociale.
Per il centro destra la campagna elettorale per il nuovo sindaco ĆØ giĆ cominciata e non sarĆ certo priva di colpi di scena ma per il centro sinistra deve ancora cominciare e sarĆ il lavoro dellāopposizione nellāultimo anno di mandato del Consiglio a dare il lĆ e a costruire i capitoli di un vero programma di candidatura per le comunali del 2011. La materia in discussione non manca, si tratta del futuro urbanistico della cittĆ ma non solo di quello. Lāelenco e lungo ed ĆØ ora di farlo.
L.B.G
