SALVARE GLI ANTICHI BORGHI DELLA CITTA’

Un gruppo di appassionati ricercatori di storia urbana, professionisti, giornalisti e scrittori, ha pensato di sottoporre all’attenzione e alla firma milanesi il testo di un appello rivolto al Comune di Milano. Pochi milanesi sanno che disseminati nelle ‘periferie’ di Milano ci sono circa 70 borghi, alcuni antichissimi. Sono gli ultimi, sopravvissuti all’urbanizzazione, che ne ha eliminati indiscriminatamente almeno il quadruplo.

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Fino a poco meno di 100 anni fa ancora esistevano 11 comuni indipendenti come Baggio, Lambrate, Affori, Turro, oggi diventati grandi quartieri della città. Ancor meno cittadini milanesi sanno perché il Gratosoglio si chiami così oppure dove sia e quanto sia affascinante Macconago, un castello medievale con il suo borgo ancora intatto (per poco), tutto intorno. Pochi sanno che viale Certosa si chiama così perché nelle immediate vicinanze c’è una delle 13 certose italiane, quella di Garegnano, adorata da Lord Byron e affrescata dai maggiori pittori lombardi, tra cui Simone Peterzano, l’unico maestro che abbia avuto Caravaggio. O che a Ronchetto delle Rane, quasi sperduta nella campagna, c’è una chiesetta affrescata da Procaccini il Giovane. O che nel Sud Milano fra Ponte Lambro e l’abazia medievale di Monluè, è rimasto l’unico fontanile originale intatto, abitato da una folta popolazione di rane. E così via in crescendo.

L’appello sottolinea che le tracce storiche e le testimonianze artistiche di questo invidiabile patrimonio sono uniche, ben poche grandi città in Europa possono vantare una simile rete nel loro tessuto agricolo-urbano. Purtroppo sono sempre più in pericolo e, anche per ignoranza o scarsa conoscenza, o semplice noncuranza, la distruzione degli antichi borghi milanesi continua anche oggi, nell’indifferenza delle istituzioni e spesso anche di cittadini che hanno perduto il senso dell’abitare in un luogo con i suoi specifici pregi.

Gli antichi borghi milanesi sono da salvare e valorizzare. Occorre che la città compia una “rivoluzione copernicana” nel pensare se stessa: volgere lo sguardo – generalmente rivolto verso il centro storico all’interno delle ex mura spagnole al mondo “periferico”, esterno, non meno ricco di grandi opere storiche e artistiche, eppure trascurato e in degrado crescente. Essi costituiscono una eccellente occasione per risanare seriamente le periferie e creare nuovi centri di attrazione valorizzando quanto già esistente e spesso sconosciuto.

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Con questo appello si vuole chiedere al Sindaco di Milano di giungere al più presto, con i soli strumenti ordinari già a disposizione degli uffici competenti (senza spesa aggiuntiva) a comporre un elenco descrittivo delle aree storico-rurali versanti in condizioni precarie per incuria e abbandono. Di fronte a una simile emergenza, la risposta, solitamente, è sempre la stessa: non ci sono i soldi. Certo, finché Milano dimostrerà di infischiarsene dei suoi beni, non perverrà un Euro. Con uno studio e una progettazione ad hoc, al contrario, crediamo che si possibile coinvolgere Regione, Stato, Unione europea (che ha sempre dimostrato grande interesse: per i recuperi storici delle città) e, CON UN PROGETTO COMPLESSIVO, anche i privati possono fare la loro parte.

Roberto Schena

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Cesare Mocchi
Cesare Mocchi
6 anni fa

Giusto e condivisibile. E allora perché il Comune di Milano ha consentito la demolizione della storica villa Trotti a Niguarda, su cui il Comune stesso aveva fatto una pregevole mostra e una pubblicazione? Non basta indagare, bisogna tutelare. E con che strumenti? La legge urbanistica regionale lo dice chiaramente: nel PGT va fatto l’elenco dei beni da sottoporre a tutela. E dov’è questo elenco nel PGT che in questo momento è in corso di approvazione in Consiglio comunale? Non c’è nulla, nulla di nulla

ugo targetti
ugo targetti
6 anni fa

Schena segnala una questione di grande rilevanza. La valorizzazione dei borghi dovrebbe essere un compito precipuo dei Municipi. La debolezza strutturale dei Municipi è il frutto dell’incompiuta riforma della Città metropolitana. Il Piano territoriale del Parco Sud ha individuato e tutelato una parte di questo patrimonio, la parte compresa ne territorio agricolo della città. Il vincolo di Piano da solo però non ne garantisce il recupero che è avvenuto solo in parte.

ROBERTO SCHENA
ROBERTO SCHENA
6 anni fa
Rispondi a  ugo targetti

Gentile Ugo Targhetti, lo si trova in tutte le librerie milanesi, dove non passa inosservato. L’ultima volta sono passato alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, l’ho trovato al primo piano. Saluti

ugo targetti
ugo targetti
6 anni fa

Dove si può trovare la pubblicazione di Roberto Schena?

Agostino Fornaroli
Agostino Fornaroli
6 anni fa

Salvate la Magnifica Comunita’ di Trenno, Frazione di Milano.
5000 abitanti in un luogo con storia, identità ed identificazione fisica dei confini grazie al verde, frutto di 50 anni di lotte dei cittadini.
Anni fa il Comune ed il Consiglio di Zona ascoltavano e facevano proprie le richieste dei cittadini; ora non più, solo arroganza e poi la Corte dei Conti chiede oltre un milione di danni erariali (Canale Inutile non navigabile, ecc) agli incaricati dal Comune.
Si sta cementando con costruzioni di altezze mai viste a Trenno, si offrono case “condono incluso”, si cementano bellissimi muri rurali in mattoni a vista e,dopo un secolo circa, si chiude:
– per quasi 10 anni la scuola elementare (amianto) frantumando la coesione giovanile di Trenno (si spera riaperta per le elezioni 2021)
– dal 2015 il collegamento bus con DeAngeli (“la corriera per Milano”) .
A disposizione per collaborare, sono trasportista ed urbanista, allievo di Columbo, Jelmoni, Busi, Moretti, …e vincitore del premio Cesare Chiodi 1975 per neolaureati Politecnico (Ing) di Milano
3355999596

Giorgio Malagoli
Giorgio Malagoli
6 anni fa

La diagnosi di Targetti è corretta.Cominciano a invitare i municipi interessati a studiare il Progetto Schena e di elaborare i piani di attuazione per i Borghi di propria competenza.
Se la qualità è buona i soldi arriveranno anche dai privati.

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