INDIRE UN’ASSEMBLEA CITTADINA SULLE CASE POPOLARI

Il Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti e il SICeT, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, sono in relazione da quarant’anni, da quando, con la sua costituzione, il Comitato ha aperto dal basso a Milano la questione delle cosiddette periferie, intese come quartieri di case popolari. Grande accoglienza e sostegno, allora, del SICeT, unico fra i sindacati della casa, alla novità delle prime affollate assemblee, delle prime prese di posizione del Comitato nel suo compito di rappresentanza diretta degli abitanti, e, via via, delle sue analisi e della sua proposta di costruire unità per il cambiamento delle politiche che producono periferia. Questa relazione si è mantenuta nel passare di alcuni decenni, attraverso intese, contraddizioni, sotto cieli lombardi così belli quando sono stati belli. Oggi, insieme, Comitato e SICeT, proponiamo la costruzione di un’Assemblea Cittadina sulla questione delle Periferie, con la partecipazione degli abitanti.

"Ho disegnato la nave che mi ha portato dal Marocco" - Mohamed
“Ho disegnato la nave che mi ha portato dal Marocco” – Mohamed

Costruzione, perché? Il termine appropriato non è “organizzazione”? No, il termine appropriato è “costruzione”. La proposta che avanziamo nella città ha suoi scopi e suoi metodi che la rendono dissimile da numerosi cosiddetti eventi organizzati su temi diversi, di cui ai più poveri e ai più deboli nell’Altra Milano non giunge neanche l’informazione, da numerosi convegni organizzati affinché i relatori e le relatrici parlino fra di loro al cospetto di ascoltatori muti. Non mancano convegni organizzati su temi propri della questione delle periferie, in cui relatrici e relatori, in arrivo da lontano, ci insegnano come stanno le cose, del tutto disinteressati rispetto a quanto noi potremmo azzardarci ad esporre, ad esprimere. L’esperto va al convegno …

Il nostro lavoro per l’Assemblea Cittadina è iniziato lo scorso gennaio. Abbiamo esposto in un documento lo scopo e il metodo del lavoro che proponiamo. Lo inviamo a tutti … Il nostro primo incontro con alcuni Comitati è stato possibile a metà marzo. Siamo ad aprile. Queste date dicono difficoltà diverse via via più gravi che oggi incontrano in generale i soggetti dell’impegno nelle case popolari. Rispecchiano l’aggravarsi delle condizioni di abitazione e di vita degli abitanti, e, in questo contesto, il peso del compito di bussare alle porte dei responsabili istituzionali per essere ascoltati e chiedere risposte di cambiamento.

Perché l’Assemblea Cittadina – Dice il documento: “La proposta è coerente con una linea d’impegno dal basso nella città che attraversa decenni: essenzialmente, proposta di costruzione di unità per politiche di risposta sociale al diritto alla casa, alla questione delle cosiddette periferie. Questo impegno culmina nel RAPPORTO SULLA QUESTIONE DELLE CASE POPOLARI A MILANO, maggio 2011, consegnato a Giuliano Pisapia alla vigilia della sua elezione a Sindaco di Milano. L’esito fallimentare della relazione con l’Amministrazione Pisapia apre alla fase attuale: quale relazione con l’Amministrazione Sala? con la Regione Lombardia? con ALER, con MM Casa? con le diverse istituzioni competenti, ciascuna per il suo ruolo, sulla questione delle cosiddette periferie?

Oggi la proposta dell’Assemblea Cittadina è la nostra assunzione pubblica di responsabilità verso gli abitanti, verso la città, verso le istituzioni, verso tutti i soggetti di impegno direttamente o indirettamente interessati, per una città più giusta. Prendiamo la parola nel contesto dei cambiamenti che si sono verificati nei quartieri, nelle istituzioni, nella politica dei partiti, dei sindacati. Prendiamo la parola dal basso, rispetto agli interessi dei detentori del microfono, dei detentori del potere della carta stampata e delle radio-TV, di tutti i quartieri generali che hanno potere di decisione, ciascuno per la sua parte, nella città. Guardiamo oltre, ai cambiamenti che si sono verificati e sono in corso nel Paese, in Europa, nel mondo”.

Pensiamo l’Assemblea Cittadina come punto di arrivo di un lavoro svolto per cambiare in meglio i quartieri e la città, con una proposta di presa di coscienza, di assunzione di responsabilità in alto e in basso, e come punto di partenza per la continuità del lavoro.

07caffa_15_2La pensiamo come una risposta alle parole che papa Francesco rivolge a tutti nella prefazione al libro del card. Peter K.A. Turkson, Corrosione – Combattere la corruzione nella Chiesa e nella Società, ed, Rizzoli, 2017. “Noi, cristiani e non cristiani, siamo fiocchi di neve, ma se ci uniamo possiamo diventare una valanga: un movimento forte e costruttivo … . Dobbiamo lavorare tutti insieme, cristiani, non cristiani, persone di tutte le fedi e non credenti, per combattere questa forma di bestemmia, questo cancro che logora le nostre vite”.

07caffa_foto Calvairate e Molise_15Come costruiamo l’Assemblea – La costruiamo con tutti i soggetti che possono essere uniti in questo lavoro di costruzione: gli abitanti delle case popolari, di tutte le età, condizioni e provenienze, i soggetti della rappresentanza e dell’ impegno in basso, i soggetti dell’impegno nelle istituzioni, Comitati, Sindacati, Scuole, Università, Chiese, Moschee. Attraverso tutti gli incontri possibili tessiamo una Rete Aperta di protagonisti per il reciproco ascolto.

La data e i temi dell’Assemblea li definiamo attraverso il lavoro di costruzione dell’Assemblea. Abbiamo bisogno di conoscenza. Studio e reciproco ascolto. Prendiamo in esame le esperienze, le voci, le richieste, già note e condivise o dissonanti. Abbiamo bisogno di verità. Proponiamo alcuni esempi di temi: Le condizioni del vivere quotidiano – L’occupazione di case popolari lasciate vuote per anni – La bellezza delle periferie – Le responsabilità della carta stampata e delle radio-tv. Temi di portata mondiale: Immigrazione, Diritto di asilo, Accoglienza, Integrazione. Ecc.

A tutti rivolgiamo una domanda: la questione delle case popolari riguarda soltanto gli abitanti? È una questione propria delle politiche nazionali, regionali, cittadine. Come può essere che debbano farsene carico soltanto gli abitanti delle case popolari, con le loro difficoltà in tanti casi così pesanti? È una questione della città, riguarda tutti i suoi abitanti.

Idee per la città, proposte per anni. Le riprendiamo. La Stanza del Silenzio a Palazzo Marino o in altra sede significativa. Una Mostra realizzata con la partecipazione degli abitanti – bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani, vecchi – ciò che hanno da dire, scritto su un foglio, disegni, foto, ecc. il racconto delle case popolari e della mancanza di case popolari come possiamo ascoltarlo da chi ci abita e da chi ha diritto ad abitarci, ma ne è escluso. Una parte della mostra potrebbe essere realizzata con la partecipazione di esperti A Palazzo Reale? Le altre idee … .

Che cosa chiediamo? Per il cambiamento delle politiche chiediamo il cambiamento delle relazioni.

Dall’Altra Milano, esclusi, chiediamo che Milano si riconosca nelle sue cosiddette periferie, che decida politiche che abbiano questo significato e questo scopo: basta periferie. Presentiamo le nostre richieste, ridefinite attraverso il lavoro di costruzione dell’Assemblea.

Chiediamo il cambiamento delle politiche, della città, dunque abbiamo il compito di cambiare anche noi stessi. Facciamo parte della società che vogliamo cambiare.

 

Franca Caffa – Ermanno Ronda

 

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