LA BIBLIOTECA EUROPEA (BEIC) NON È DESAPARECIDA
Il progetto della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic) è stato avviato dal sindaco Albertini con il bando di concorso e con la destinazione dell’area dello scalo Porta Vittoria, tuttora assegnata alla Biblioteca. Letizia Moratti e Giuliano Pisapia si erano impegnati a portare avanti l’iniziativa, dopo che il Parlamento aveva stanziato nel 2000 e nel 2005 i fondi per la messa a punto del progetto architettonico e per la creazione di un primo nucleo del patrimonio bibliografico della futura Biblioteca. Poi le cose si sono fermate, anche per il sopravvenire della crisi economica.
Tuttavia la Fondazione Beic – partecipata dal Ministero per i Beni culturali, dal Ministero dell’Università e della ricerca, dal Comune di Milano, dalla Regione Lombardia, dall’Università statale, dal Politecnico, dall’Istituto Lombardo e dall’Associazione Milano Biblioteca del 2000 – ha potuto in questi anni varare il progetto definitivo ed esecutivo dell’opera, che è stato nel frattempo approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e validato dal Politecnico di Milano.
Le motivazioni alla base del Progetto Beic sono diverse e convergenti: a) la stragrande maggioranza dei libri in commercio e dei libri pubblicati nell’ultimo cinquantennio non può essere disponibile in rete perché coperta da copyright; b) l’accesso diretto del lettore ai libri, che le biblioteche tradizionali non consentono, rende agevole non solo la lettura e l’aggiornamento sulle novità librarie, ma la scoperta di territori nuovi e inattesi e di collegamenti tra i diversi comparti della cultura, quali musica e poesia, matematica ed economia, ecologia e storia, tecniche digitali e medicina; e molti altri; c) per la ricerca interdisciplinare, fondamentale nella scienza di oggi e di domani, le biblioteche specialistiche e universitarie non sono attrezzate; d) le biblioteche sono e resteranno un luogo importantissimo di socializzazione per lettori di ogni età. A ciò si aggiunga, e) l’importanza di educare i giovani, in un’età nella quale prevale la cultura dell’immagine, all’insostituibile valore formativo della pagina scritta.
Il finanziamento dell’opera, dell’ordine di 150 milioni di euro per l’edificio e per gli arredi, naturalmente da spalmare su più esercizi, può essere disposto dal Ministero delle Infrastrutture, in quanto la Beic deve considerarsi a ogni fine come un’infrastruttura strategica di livello nazionale e internazionale per la ricerca soprattutto interdisciplinare e per la cultura, dotata delle più moderne tecnologie multimediali e telematiche.
Tutti i Paesi avanzati si sono dotati o si stanno dotando in questi anni di almeno un’analoga grande struttura bibliotecaria multimediale: dalla Francia alla Germania, dall’Inghilterra all’Olanda, sino alla Cina al Giappone e alla Corea. Solo l’Italia ne è tuttora priva. Né è vero che il Progetto è troppo ambizioso. Le dimensioni e il costo sono coerenti con quanto si è fatto negli altri paesi per progetti analoghi.
Va sottolineato che la realizzazione della Biblioteca europea risolverebbe in pari tempo l’annoso problema di una nuova più moderna Biblioteca civica a Milano, in stretto collegamento con le grandi Biblioteche storiche e universitarie della città.
Là dove una grande biblioteca a libero accesso, una Public Library con libri cartacei e con supporti multimediali e telematici è stata realizzata, il successo di pubblico – studenti e lettori di ogni età – è stato costante e immediato. Si è valutato che la Biblioteca di Milano verrebbe frequentata da oltre 2000 fruitori di ogni età, ogni giorno dell’anno.
La realizzazione della Beic avrebbe un indotto importante, anche in termini di occupazione qualificata, soprattutto giovanile. Ogni giorno si dice e si scrive che il futuro di un’economia globalizzata è legato, nei Paesi avanzati, all’innovazione, alla ricerca, all’informazione, alle nuove tecnologia: tutti elementi presenti nel Progetto.
Tra coloro che negli anni scorsi hanno pubblicamente sollecitato la realizzazione della Beic figurano nomi importanti della cultura e della società non solo milanese ma nazionale, da Roberto Calasso a Giuseppe Guzzetti, dal Cardinal Ravasi a Claudio Magris a Diana Bracco e a molti altri, accanto ai cittadini milanesi che hanno raccolto e depositato da anni migliaia di firme a sostegno dell’iniziativa. Il fatto poi che Milano sia la capitale del libro e anche, ormai, la nuova sede della Fiera del libro, così come il costante successo di Book city, rafforza ulteriormente le ragioni per dare séguito al progetto.
L’area dello scalo Porta Vittoria destinata alla Biblioteca europea è finalmente accessibile, dopo il fallimento dell’impresa privata dell’area confinante, sicché è ora possibile procedere alla bonifica programmata, per la quale il Comune, in attesa del finanziamento privato a suo tempo convenuto, ha accantonato la somma necessaria. In attesa del finanziamento per la Biblioteca, l’area potrebbe essere messa a prato, con vantaggio evidente dell’intero quartiere, da troppi anni in attesa di un intervento utile.
In attesa del varo del progetto maggiore, la Fondazione Beic ha creato in questi anni una grande Biblioteca digitale (a oggi oltre 30.000 libri e documenti musicali, pittorici e fotografici già in rete) che viene considerata tra le più avanzate a livello internazionale. Oltre venti collezioni in ogni ramo del sapere sono ormai liberamente accessibili, alcune quasi completate, altre in via di realizzazione: si veda il sito www.beic.it. Gli accessi ai documenti librari e multimediali della Beic digitale online sono ormai dell’ordine di oltre 100.000 ogni mese.
Non va dimenticato che nella Milano del passato è stata proprio una visione lungimirante a creare nuove strutture pubbliche e private, quali sono le università e le grandi biblioteche storiche, che costituiscono tuttora una ragione di orgoglio per l’intero Paese.
Antonio Padoa-Schioppa
presidente Fondazione Biblioteca Europea di Informazione e Cultura
