TEDx MILANO E LA “GRANDE MACCHINA DELLE IDEE”

Perché domenica 16 ottobre 2016 mille persone sono state sedute per quattro ore al Teatro Dal Verme? Non si è trattato di una commedia o del concerto di un cantante e neppure di un convegno tematico o di un evento associativo. Semplicemente 15 interventi da 15 minuti l’uno, da parte di altrettanti relatori scelti perché hanno pensato o fatto cose intelligenti in settori e su temi totalmente diversi.

03debrabant37fbAssistere è come fare uno zapping passivo a valore aggiunto. È un format con ritmo e contenuto destinato ai curiosi positivi, e cioè a tutti coloro che, in particolare in questo momento storico, sono alla ricerca di nuovi modelli, idee, stili di vita. In sintesi, di valori per i quali ha senso lavorare e vivere. I relatori sono provocatori costruttivi, sono innovatori coraggiosi, sono persone che hanno realizzato progetti intelligenti e di valore. Ascoltarli è un’esperienza che suscita reazioni forti e stimola la mente.

Questo in sintesi TEDxMilano quest’anno alla sua quarta edizione, uno dei 3200 che vengono organizzati annualmente in giro per il mondo. I TEDx sono eventi indipendenti ma su licenza dell’organizzazione no-profit TED (Tecnologia, Intrattenimento e Design), nata negli Stati Uniti con l’obiettivo di condividere “idee che meritano di essere diffuse”. Iniziata nel 1984 come una conferenza di quattro giorni in California, con il tempo, le tematiche coperte da TED si sono allargate ad architettura, scienza, business, politica, educazione, avventura e molto altro.

La conferenza è così diventata un appuntamento annuale per discutere di idee nuove in tutti gli ambiti della creatività e dell’innovazione umana. Gli interventi dei relatori vengono filmati e raccolti sul sito TED.com che nel 2015 ha distribuito quasi due miliardi di video. Per questo l’organizzazione è ormai considerata «la grande macchina globale delle idee».

Il titolo di TEDxMilano2016 è stato “Incroci”. Con questo abbiamo voluto indicare i diversi incontri tra culture, competenze e persone che si verificano tutti i giorni sotto i nostri occhi e che man mano danno forma al mondo di domani. Una riflessione attuale e multidisciplinare, in cui si sono mescolate testimonianze variegate, capaci di catturare l’attenzione di un pubblico aperto al mondo e curioso come quello milanese.

Ha aperto Guido Barbujani, genetista e scrittore che ha dimostrato scientificamente l’impossibilità di essere razzisti. Marco Astorri con curiosità e determinazione ha avviato la produzione industriale tramite batteri di una plastica totalmente biodegradabile. Andrea Brunello che ha incrociato nella sua vita scienza e teatro ha trasmesso il valore della meraviglia nel racconto della scienza. Bruno Zamborlin ha dimostrato come si può fare di qualsiasi oggetto uno strumento musicale. Benedetta Bacialli non ha solo descritto il problema della moria delle api, ma anche come concretamente va affrontato partendo dalle scuole. Gianantonio Locatelli da grande produttore di latte e quindi anche di merda, ha documentato perché e come si può valorizzare la merda fino a dedicarle un museo. Fabio Bucciarelli, fotografo di conflitti e di diritti umanitari, sta ricostruendo il valore e la forza del linguaggio fotografico che la quotidianità dei drammi tende a inflazionare. Andrea Pontremoli ha sottolineato con il suo vissuto il valore per l’Italia di declinare innovazione, territorio e giovani sapendo gestire contemporaneamente la velocità degli eventi e la grande incertezza.

Quayola visual artist contemporaneo punta a conciliare l’iconografia classica con nuove estetiche algoritmiche, stampanti 3D e robotica. Lucia Del Mastro, ricercatrice AIRC, prima al mondo a ottenere risultati concreti nella ricerca per garantire alle donne con tumore di poter avere figli. Loris De Filippi Presidente di Medici senza Frontiere in Italia, non ha solo documentato con estremo realismo le tante, drammatiche e complesse storie umane derivanti dal fenomeno immigratorio ma ha anche proposto azioni semplici ma di grande valore che tutti possono svolgere. Andrea Capaldi ha voluto con un gruppo di amici e con grande determinazione portare il “mare culturale urbano” a Milano per costruire un nuovo modello di sviluppo territoriale delle periferie.

Sono stati proiettati anche due stimolanti video di TED. Il primo con l’intervento di Nancy Lublin su come l’analisi di milioni di sms ricevuti con richieste di aiuto può salvare vite umane. Il secondo di Eric Elias sulle tre cose che ha imparato quando il suo aereo stava precipitando nell’Hudson. In due momenti della giornata tutti i partecipanti sono stati coinvolti dalla contagiosa allegria degli Elephant Claps, gruppo milanese di canto a cappella.

La ricetta: due curatori, in questo caso padre e figlia, da tempo convinti del valore del format TED; un advisory board di amici appassionati e interdisciplinari, un team affiatato per gestire i tanti aspetti di un evento per 1000 persone in un grande teatro e per fare coaching ai relatori;  30 giovani volontari super coinvolti emotivamente; un gruppo di partner decisi a supportare un evento positivo, stimolante e coinvolgente; il patrocinio del nostro Comune; un gruppo di relatori – inventori, scienziati, imprenditori, artisti, attivisti – capaci di raccontare in 15 minuti e nel modo più ispirante possibile la loro idea o il loro progetto; ma soprattutto la curiosità positiva di tanti milanesi.

 

François e Catherine de Brabant

 

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