A PARTIRE DA ADRIANO OLIVETTI: UN PROGETTO PER I GIOVANI

Il Comune di Milano onora la figura di Adriano Olivetti, un gigante del ‘900, con un convegno il 13 maggio al Piccolo Teatro Grassi. Ma non si tratta di archeologia industriale o di celebrazione commemorativa. Il convegno, in collaborazione l’Associazione “Etica, Sviluppo, Ambiente – Adriano Olivetti” diretta da Luciano Valle, fortemente voluto dall’amministrazione (che vede la partecipazione di tre assessori) e sostenuto da Fondazione Cariplo (che ĆØ presente con il suo segretario generale Pier Mario Vello, recente autore della pubblicazione “La societĆ  generosa“) vedrĆ  un’ampia partecipazione degli studenti degli ultimi anni delle medie superiori ed ĆØ stato preceduto da incontri nelle scuole.

03antoniazzi17FBNegli anni ’50 del dopoguerra Adriano Olivetti fu mirabile costruttore di incontro tra cultura scientifica e umanesimo, tra impresa e societĆ , inseguendo e praticando una sintesi, “un laboratorio” unico di interesse internazionale, volto a “un nuovo Rinascimento” che coniugasse libertĆ  della persona, giustizia sociale, valorizzazione e tutela del territorio, sviluppo dello spirito comunitario e del ruolo della cultura come promozione sociale permanente.

Il paradigma olivettiano (recentemente richiamato dal Presidente del Consiglio Renzi sul tema dell’equitĆ  salariale tra operai e dirigenti- la regola del rapporto 1 a 10) può e deve ritrovare a Milano una sua centralitĆ  “naturale”. La cittĆ  di Verri, di Cattaneo, di Turati e dei sindaci riformisti, la cittĆ  della sintesi tra pensiero e azione, tra libertĆ  del singolo e tessuto sociale può riprendere la strada di “capitale morale” del paese e di punto di forza dell’innovazione economica ma anche politica e sociale.

Il convegno si rivolge ai giovani con due punti di forza. Il primo ĆØ una tavola rotonda tra i rettori delle universitĆ  milanesi. Anche le universitĆ  stanno cambiando (con l’internazionalizzazione degli studenti per esempio) e cambiano anche i rettori. Questo ricambio generazionale nella direzione dell’universitĆ  non ĆØ stato ancora notato. Alcuni rettori sono al primo mandato e sono cinquantenni. Cristina Messa della Bicocca ĆØ la prima rettore donna a Milano (… e la quarta in Italia, non ĆØ una cosa di cui vantarsi, ma almeno si comincia …). A loro verrĆ  posta la domanda su come la formazione può contribuire a ridurre le distanze tra specialismi ed etica, su come l’universitĆ  possa aiutare un “rinascimento” italiano.

Il secondo punto di forza ĆØ la seconda tavola rotonda tra imprenditori. Alcuni dei più innovativi “nuovi” imprenditori saranno chiamati a spiegare gli “ingredienti” del fare impresa oggi senza perdere il senso della responsabilitĆ  sociale e guardando a una crescita non solo di benessere economico ma più generale della societĆ . L’impresa ĆØ chiamata a essere costruttrice di innovazione e di “civitas”.

Per una volta un’amministrazione verso cui si sono rivolte molte speranze di cambiamento (dopo anni di deserto culturale e “amministrazione di condominio” come standard massimo …) non parla con gli atti amministrativi ma si ferma a riflettere sui fondamenti (anche morali) di un impegno per la polis. L’augurio ĆØ che oltre a un po’ di ossigeno per le incombenti “grandi” scadenze di Milano (area metropolitana ed Expo) nasca, magari direttamente dai giovani, un impegno a costituirsi come soggetto comune civico, come motore di quella grande spinta a “fare comunitĆ ” che Adriano Olivetti ci ha insegnato.

Milano che si propone di “ospitare il mondo” con l’Expo non può offrire solo luoghi e consumo ma deve aprirsi a un dibattito culturale mondiale su come si esce dalla crisi del paradigma della modernitĆ .

Pier Vito Antoniazzi

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