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NUOVO ASCENSORE AL DUOMO: LE DEBOLISSIME RAGIONI

A partire dagli articoli del 15 e 16 dicembre sulla Cronaca Cittadina del Corriere della Sera che illustravano no e commentavano la nuova iniziativa del Comune – un ascensore esterno al Duomo di durata limitata all’Expo per accedere alla cosiddetta terrazza – il dibattito continua.

08_zenoni02FBLa proposta è veramente singolare ma accolta con sorprendete benevolenza dalle personalità intervistate, meno male che il giorno dopo una lettera della Presidente onoraria del FAI Giulia Maria Crespi riflette il vero pensiero dei Milanesi e che personalmente condivido e alla quale mi ispiro in questo scritto. L’iniziativa da ogni aspetto la si voglia affrontare appare contraddittoria già nelle motivazioni esposte dalla Amministrazione. Vediamo:

1) Problema diversamente abili, che fino alla chiusura dell’Expo potranno accedere a uno spazio per loro adesso non agibile. Ma quando a fine Expo l’ascensore verrà smantellato siamo sicuri che qualche associazione non si opporrà, magari a ragione, anche se l’ascensore venne dichiarato fin dall’inizio a tempo definito?

2) Accedere alla cosiddetta terrazza per vedere Milano dall’alto non è neanche vero, perché l’altezza della cosiddetta terrazza è appena superiore alle costruzioni del Centro Storico, da li si potrà vedere all’orizzonte il profilo dei grattacieli vecchi e nuovi tutti ben più alti o poco più. Se si vuole veramente vedere Milano dall’alto si possono utilizzare gli spazi che la Regione ha opportunamente predisposto nei suoi palazzi oppure la torre Branca.

3) Ma perché, qualcuno ritiene che Milano dall’alto sia bella? I panorami delle grandi città italiane viste dai vari loro punti di osservazione sono tutti più interessanti di Milano, a causa della estrema carenza in questa città di emergenze di pregio storiche come campanili, torri, cupole e coperture particolari che altrove abbondano. Le coperture piane a Milano sono sempre state costituite da accumuli di corpi tecnici dove il “design” è sconosciuto e quelle a falde recentemente degenerate dalla legge dei sottotetti.

4) Qualcuno dice anche che un’opera di architettura come una cattedrale è più bella vista dall’alto: non condivido affatto questa affermazione perché è da quota zero che si valuta il valore del rapporto uomo-architettura e soprattutto il disegno della scena urbana nella quale essa sostiene il ruolo preminente e che verrebbe perturbata dalla nuova incongrua presenza. Sempre da quota zero naturalmente si valutano l’interno con l’imponenza delle strutture, le navate e gli spazi architettonici caratteristici del gotico, le vetrate colorate, gli altari, l’organo, le cripte e tutte le numerose opere di pittura e scultura conservate e rese ben visibili. La cattedrale all’interno è anche un museo della storia della città e di come è vissuta la religione dai suoi cittadini ed è per il rispetto di tutti questi valori che in molte di esse si paga l’ingresso.

5) E poi Milano per l’uso specifico di osservatorio panoramico ha già la torre Branca alta 108 metri, più volte riattata ma poco utilizzata per ragioni di spazio e di comfort. Essa però, pur nella sua semplicità architettonica è ben inserita e facente parte della grande scena urbana del Parco Sempione. Però non si può negare che non è più adatta al turismo di massa se non attraverso una profonda ristrutturazione con aumento della accessibilità e dei comfort. Allora ristrutturare questa torre potrebbe essere una opzione alternativa, senza problemi di scavi in zone critiche per la sicura presenza di reperti archeologici o sottoservizi tecnologici che abitualmente a Milano non sono mai dove dovrebbero essere

6) Quanto all’idea di utilizzare la cosiddetta terrazza per funzioni commerciali con bar e ristorante mi sembra che l’effetto sacrilego sarebbe dirompente, il Duomo non è un qualsiasi altro edificio da sfruttare commercialmente. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Papa Francesco, ma secondo la vulgata popolare il Duomo è innanzi tutto un edificio sacro e il suo rispetto obbligatorio.

Quindi se l’edificio storico-religioso va rispettato, se il panorama dalla terrazza è scarso, Milano dall’alto non è cosi bella e la nuova torre si fa per i diversamente abili per soli due anni, l’iniziativa è improponibile. Come giustamente afferma la Presidente onoraria del FAI.

 

Gianni Zenoni

 

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