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RHO-MONZA: “THE NEVERENDING STORY”

“Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Questo è il motto di EXPO2015 che ormai da anni stuzzica la nostra immaginazione, facendoci sognare chissà quale mirabolante vigore per tutti: la fine di tutte le nostre preoccupazioni… Eh già! Come indicavo in un altro articolo di un po’ di tempo fa, per i comuni del Nord Milano tutto ciò si sta rivelando come un inquietante incubo che rischia di stravolgere per sempre la vita di centinaia di migliaia di persone e la morfologia di un territorio già ampiamente antropizzato e compromesso.

L’evento del 2015 accelera la fase di ampliamento del sistema autostradale lombardo, dalla Pedemontana alla Bre.Be.Mi; dalla TEM all’ipotizzato ampliamento della Milano-Meda, fino alla costruzione dell’autostrada Rho-Monza. Il tutto solo ed esclusivamente volto al soddisfacimento delle esigenze commerciali, pianificate, come nel caso della Rho-Monza, trascurando il “piccolo” particolare della presenza degli insediamenti umani, in modo così evidente che nessuno si darà pena se, alla fine, a Paderno Dugnano un giorno vi saranno 8 corsie autostradali di Milano-Meda (tre corsie per senso di marcia + corsie d’emergenza), affiancate senza soluzione di continuità alla costruenda autostrada Rho-Monza (altre sei corsie complessive che oggi non esistono affatto…), per un totale di 14 nastri d’asfalto autostradali, uno accanto all’altro, a sventrare il centro urbano di una città di 50.000 abitanti, anche a meno di dieci metri di distanza da abitazioni di migliaia di persone, scuola elementare, centro pediatrico e centro anziani…

Come già denunciato, tutto ciò ha scatenato una lotta cittadina per avere un progetto Rho-Monza non impattante, un attraversamento in galleria, idea che fa fatica ad affermarsi sui tavoli dove si prendono le decisioni. Il 2011 padernese è stato caratterizzato dal tentativo di prendere in mano la situazione. Dopo un passaggio in Regione Lombardia presso la commissione territorio (20 febbraio 2011) in cui, sostanzialmente, la Regione si dichiarava impotente ad agire su di una decisione che, a detta della commissione stessa, spettava solo al presidente della Provincia di Milano Podestà, il primo trimestre ci ha visto attivi sul fronte dell’organizzazione delle forme di protesta, sia con i cittadini Novatesi (diretti interessati dalla questione Rho-Monza) che con i cittadini della Brianza, interessati dal discorso Pedemontana.

Un’ipotizzata manifestazione congiunta, per portare la protesta direttamente sulle strade interessate, non è stata autorizzata dalle autorità della Prefettura di Milano. Invece la protesta al presidio durante l’inaugurazione della stazione M3 di Affori è riuscita in pieno. Le bordate di fischi hanno infastidito moltissimo il team L. Moratti, R. Formigoni & R. Cattaneo, oltre ogni loro previsione. Da spot elettorale pro Letizia Moratti, quel 28 Marzo si potrà ricordare come l’inizio della disfatta elettorale che ha portato al cambio di governo nella città di Milano.

Sfruttando le competenze tecniche presenti dentro e attorno alla realtà dei comitati pro interramento, i cittadini si sono fatti promotori di un tavolo tecnico intercomunale, in cui si sono permanentemente riuniti i comuni interessati alla riqualifica della Rho-Monza e cioè: Cormano, Paderno Dugnano, Novate Milanese, Bollate e Baranzate, al fine di ragionare tutti insieme per tirar fuori un progetto alternativo che potesse accogliere le specificità dei vari territori, restando entro (o sforando di poco) il budget imposto dalla Provincia di Milano. Questa azione è stata lunga e difficoltosa, anche perchè la Provincia di Milano e la sua controllata, società Serravalle, mai si sono coinvolte proattivamente, ma si sono limitate al ruolo di “professoroni” giudicanti l’opera dei cittadini, peraltro svolta pro-bono.

Con mille difficoltà, esami e revisioni che si sono protratte fino all’autunno inoltrato, l’idea progettuale è stata messa a punto, dimostrando, anche col prezziario ANAS alla mano, che l’interramento della Rho-Monza a Paderno Dugnano e la costruzione del resto del tracciato in trincea e non in rilevato può senza dubbio avere dei costi comparabili e accettabili con quelli del progetto preliminare a cielo aperto, la cui gara, nella forma dell’appalto/concorso, si è protratta per tutto il 2011, alla fine del quale anno non è dato ancora di sapere se vi sia un’azienda vincitrice, né tantomeno, se esista un’aggiudicataria provvisoria.

La cosa importante è, però, che tutti i cinque comuni sostengono la loro idea progettuale mentre, seppur con motivazioni e intensità diverse da comune a comune, il progetto preliminare oggetto di bando di gara, non piace a nessuno. A tal fine abbiamo anche incassato l’appoggio del nuovo governo della città di Milano, in conferenza stampa a Palazzo Marino, nel corso del mese di novembre. E questo sarà anche un voto da spendere, eventualmente, in conferenza dei servizi, qualora si dovesse andare allo scontro finale sul progetto a cielo aperto.

Ora che le obiezioni tecniche ed economiche sono state sgretolate con i fatti, finalmente, il primo dicembre 2011 il consiglio provinciale di via Vivaio, per la prima volta, ha votato una mozione pro-interramento all’unanimità, in cui si sollecitano gli enti competenti a reperire quello che serve per la modifica del progetto. Al di là di questo importante risultato di indirizzo, resta però ancora oggi oscuro in che modo incidere per annullare la gara in atto senza incorrere nelle penali e nei ricorsi di rito in questi casi. Anche per sollevare questo problema, in data 17 febbraio 2012 i cittadini di Paderno Dugnano hanno scritto a tutti gli enti competenti (dalla stazione appaltante fino al ministero delle infrastrutture di Roma) per “suggerire” che fare, in base a quanto esplicitamente contenuto nel disciplinare di gara, e ottenere una risposta chiara, anche perchè, nelle stesse ore, sembrerebbe che la situazione finanziaria di Pedemontana si stia sbloccando e questo non potrà che avere, se confermato, ripercussioni per tutto ciò che gira intorno ad essa, anche se, bisogna ricordarlo, l’intervento sulla Rho-Monza non è inserito in nessun caso di legge obiettivo, ma continua a essere una delle opere accessorie in vista di EXPO 2015.

 

Ferruccio Porati

 

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