LA CITTADELLA DEGLI ARCHIVI DI MILANO
Dove abita il nostro passato
Capita nella vita professionale di un architetto, ma non solo, di chiedere accesso alla visione dei cosiddetti “Atti di Fabbrica” (intesi come raccolta dei documenti originali di costruzione contenenti permessi, concessioni, autorizzazioni con i conseguenti titoli edilizi abilitativi) di un edificio privato, per varie motivazioni. La ricerca delle agibilità/legittimità, la conformazione originale dello stabile, le destinazioni d’uso di alcuni locali e/o zone, i recuperi di sottotetto, i sopralzi e la necessità della redazione del Certificato di Idoneità Statica, sono le principali.

Il Catasto nei suoi tracciati storici purtroppo non sempre era ed è “probatorio” del reale stato amministrativo di una unità immobiliare o di uno stabile.
Per motivi professionali frequento dunque da anni quei luoghi, che “respirano” di tanta storia. All’inizio, dopo l’ottenimento dell’appuntamento, ci si presentava con guantini e mascherina ai banconi dove iniziava la consultazione dei faldoni in assoluto silenzio e attenzione in quel grande locale freddo e semplice… ora, semplificando le procedure, si procede quasi interamente online con il ricevimento del dossier completo per via telematica. Incuriosito e affascinato dai luoghi e stante la mia passione per gli archivi, ne traccio qui di seguito una sintesi delle principali caratteristiche.
La Cittadella degli Archivi sita in Via Gregorovius al 15 – dopo due anni di preparazione – nasce ufficialmente nel 2013 per conservare/organizzare (e centralizzare) al meglio l’enorme patrimonio cartaceo del nostro Comune, proveniente da tantissimi archivi più piccoli e sparsi per la città. Il luogo è un grande recinto rettangolare delimitato dalle vie Gregorovius, Racconigi, Monte Rotondo e il viale Suzzani, dove insistono al suo interno alcuni magazzini comunali costruiti negli anni Sessanta del secolo scorso.

Gli edifici principali sono due, più un altro, mentre la struttura di tre piani ospita fisicamente l’archivio cartaceo. La Cittadella contiene più di due milioni di faldoni, pratiche e fascicoli storico-culturali e amministrativi prodotti e conservati (dal diciannovesimo secolo in poi). La sua gestione è affidata ad un sistema informatico/robotizzato dal singolare nome: Eustorgio[1], di grande precisione che riesce a comandare il trasportatore fino alla localizzazione del preciso raccoglitore da prendere nelle scaffalature in alluminio delle corsie/corridoi. L’addetto comanda tutte le operazioni sopradescritte dal suo video in postazione.
La Cittadella apre definitivamente al pubblico nel 2016. L’efficienza, la facilità e rapidità di consultazione e la necessaria e dovuta tutela ai testi ne hanno fatto uno dei più moderni, meccanizzati e completi d’Italia e (credo) d’Europa con più di 90 km lineari di spazi di stoccaggio.
Il polo archivistico – ora sotto l’egida del direttore Francesco Martelli – collabora attivamente e continuativamente con note istituzioni culturali e scolastiche di Milano, come il Politecnico – nei suoi dipartimenti specifici – o l’Università degli Studi di Largo Richini. Sono stati anche sviluppati e portati avanti importanti tirocini universitari, volti alla conoscenza e alla valorizzazione di quel mondo con approfondimenti sull’archivistica. Al suo interno vengono inoltre organizzati incontri, mostre tematiche e progetti scientifici, oltre alla pubblicazione di relazioni e documentari. Funge anche da esposizione di Arte contemporanea e d’interazione con il quartiere per la sua rigenerazione. Una costante e massiccia attività di digitalizzazione e scannerizzazione, intrapresa da giovani addetti, è in atto.

La consultazione del pubblico ai documenti avviene per richiesta ufficiale. Dopo l’estrazione del faldone di studio, si accede nelle moderne sale di consultazione. L’affluenza media è di quasi 500 utenti al mese, tra studenti, professionisti e ricercatori/archivisti. Gli archivi riguardano la conservazione di documenti comunali (vari ambiti come il culto, la beneficenza, la finanza, le forze dell’ordine, le delibere di Giunta e i Consigli) – documenti urbanistici, appalti pubblici, patrimonio residenziale privato e pubblico – documenti riguardanti le mostre, i registri scolastici, la toponomastica, le varie anagrafiche e i registri dello stato civile – il censimento delle famiglie ebraiche dopo l’emanazione delle Leggi razziali del 1938 e tutto quello che ne è conseguito a ricomporre gli elenchi della comunità ebraica fino a quell’anno – e tanto altro ancora.

Due anni fa, per recuperare alcuni documenti propedeutici alla compilazione del mio saggio storico sulla storia del Calzificio di famiglia con sede proprio a Niguarda, ho avuto modo di incontrare i Tecnici Alessandro Mignone e Massimo Maderna – unità di gestione e valorizzazione Cittadella degli Archivi area Patrimonio Strumentale – i quali mi hanno assistito con professionalità nelle mie ricerche, avendole prese a cuore e facendomi visitare i loro luoghi di lavoro dove ho potuto percepirne l’immenso valore.
A febbraio di quest’anno, grazie all’interessamento della civica Biblioteca di Niguarda – direzione cultura – per mano di Ilaria Bigelli, la sua responsabile, ho avuto l’onore di presentare il mio libro, proprio nella saletta dedicata nella Cittadella degli Archivi, alla presenza di più di cinquanta persone attente ed interessate.
Marco Guido Santagostino
Architetto
[1] Oltre ad essere stato il primo vescovo cristiano di Milano, l’etimologia greca dice che significa “gestire bene”. Un nome molto adatto ad un robot.

Tutto abbastanza giusto. Possiamo dire però che un tempo la lenta consultazione dei polverosi faldoni cartacei dava ben maggiori risultati dell’ attuale consultazione informatica? Adesso arrivano tre file – e basta, accompagnati dalla dichiarazione formale che non c’ è nient’altro, utile alle dichiarazioni in tribunale o alla firma di quella di regolarità. Eppure dovrebbero esserci anche altri documenti, si ha il protocollo, le prove… Niente da fare, o così o pomì, non c’è niente da fare. Posso dire? Meglio i faldoni…
Interessante! Non sapevo della sua esistenza!!