“ANGELO BIANCO SUL MARE UNA NUBE”

Un libro di Marco Garzonio

In un’epoca in cui la velocità divora ogni istante e la moltiplicazione degli stimoli ci trascina in un incessante vortice di informazioni, Angelo bianco sul mare una nube emerge come un invito alla quiete, alla riflessione e alla sintesi. Garzonio costruisce un dialogo immaginario tra mare, nuvole, figure simboliche e paesaggi interiori che si muove nella direzione opposta rispetto alla bulimia percettiva della società contemporanea e agli orrori bellici umani che lasciano la speranza nel mondo sanguinante e sorella ormai rassegnata della sofferenza. Dove tutto scorre in modo incandescente e continuo, senza pause né soglie, la sua scrittura introduce una frattura luminosa: un’interruzione che costringe a fermarsi, nel tempo e nello spazio. 

Il riferimento ideale è quello dell’haiku, forma poetica che nella sua brevità estrema riesce a concentrare l’essenza di un’esperienza. L’haiku segmenta il fluire del mondo: non nega il movimento, ma lo ritma, lo sospende, lo illumina in un frammento che obbliga alla riflessione. Allo stesso modo, Marco Garzonio, psicologo analista junghiano e giornalista, non rincorre il caos del reale, bensì lo attraversa per distillarne il senso. La sintesi diventa così gesto etico oltre che stilistico: sottrarre per comprendere, ridurre per vedere meglio.

In questo processo la parola non è mai eccesso, ma scelta. Ogni immagine appare necessaria, ogni pausa carica di significato. Il mondo – percepito come un incandescente fluire di eventi, emozioni e stimoli – viene accolto e poi ricomposto in una forma che restituisce respiro al lettore. È un invito a rallentare, a sottrarsi alla dispersione, a recuperare uno sguardo contemplativo capace di cogliere l’essenziale.

In questa prospettiva, si può leggere l’esperienza poetica di Garzonio come un’analogia della sandplay therapy: come nella pratica analitica di chi utilizza le sabbie, dove il tempo sembra sospendersi e lo spazio si organizza simbolicamente per permettere l’emergere di immagini interiori, così l’haiku crea un luogo delimitato ma fecondo. Uno spazio in cui il fluire caotico dell’esperienza viene contenuto, rappresentato, osservato. È un esercizio metariflessivo: non solo vivere l’esperienza, ma sostare su di essa, guardarla prendere forma, comprenderne i rimandi più profondi. La pagina diventa assimilabile allo “spazio analitico”, campo simbolico in cui ciò che è disperso trova configurazione e senso.

Il volume è impreziosito dagli acquerelli dell’artista, amica dell’autore, Wanda Guanella: immagini delicate e suggestive che dialogano con il testo amplificandone la dimensione meditativa. La prefazione, magistralmente scritta da Beck, introduce il lettore con sensibilità e profondità nel cuore dell’opera, evidenziandone la tensione spirituale e poetica.

La scrittura di Garzonio si rivela, in definitiva, un vero e proprio esercizio di libertà. Libertà dalla sovrabbondanza, dalla frenesia, dall’obbligo di dire tutto; libertà di scegliere l’essenziale, di abitare l’istante, di restituire al pensiero il suo tempo. In questa pratica di sintesi risiede anche la forza ispirativa del libro: il lettore non è soltanto spettatore, ma viene invitato a sua volta a esercitare uno sguardo più consapevole, a trovare nella misura e nella pausa una possibile forma di resistenza alla dispersione contemporanea.

Angelo bianco sul mare una nube non si limita a raccontare: educa alla lentezza, alla concentrazione, alla profondità. Come un haiku ben composto, lascia una traccia breve ma duratura, capace di risuonare ben oltre l’ultima pagina.

Federica Magarini

Immagini di Wanda Guanella

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Mara Forghieri
Mara Forghieri
5 giorni fa

Il nuovo libro di Marco è una finestra che si apre nella notte buia: tra vulnerabilità e resilienza, nel gioco sempre vivo degli opposti. Filtra la luce e la possibilità della speranza. Sconfigge le immagini dei modelli del mondo, della struttura della cultura di massa. Gli Haiku sono accompagnati dalla pittura di Wanda Guanella, insieme propongono come solo l’arte sa fare: la materia. Ogni pensiero esiste nell’artista, proprio nel momento in cui diventa materia, intrisa di realtà. L’opera dell’artista diviene del mondo proponendo così l’altra polarità.
La speranza non è illusione, ma visione di possibilità altre.
Grazie a Marco e a Wanda, per il regalo della loro arte. Sono animati da un cuore sincero, hanno visioni chiare, ed è così che attraverso l’opera esplode la loro creatività in grado di contagiare l’oscurità.

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