LA VICENDA DELLA ZTL DI SAN SIRO

Giunta e burocrazia al lavoro

La vicenda della ZTL di San Siro è diventata uno dei casi più emblematici di spreco di denaro pubblico legato alla burocrazia e alla mancata attuazione di decisioni. Le telecamere installate nell’area sarebbero operative da tempo, con una spesa complessiva importante (1 milione di euro?!), ma la ZTL non è stata ancora attivata. 

Sono 28 i varchi previsti per controllare l’accesso alla zona durante eventi con oltre 30mila spettatori. Peccato che, a oggi, non ci sia ancora una data certa per l’attivazione. Lo ha confermato recentemente l’assessora Arianna Censi in consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione di un consigliere comunale.

Censi ha sottolineato la volontà di tutelare i residenti e le attività locali, ma ha anche ammesso la complessità del progetto: nodo infrastrutture, relazioni ministeriali etc. Intanto, però, a ogni concerto o partita lo scenario è lo stesso: traffico paralizzato, auto ovunque, quartiere nel caos. Serve meno burocrazia e più concretezza. 

Le origini del problema risalgono alla delibera del 2019, che conteneva delle condizioni a dire poco “imbarazzanti” che nel tempo è stata modificata più volte, cambiando struttura e requisiti tecnici e generando attriti e incomprensioni nei confronti degli uffici ministeriali, fino a bloccare di fatto il progetto. Doveva partire in via sperimentale a settembre 2025 ma poi abbiamo scoperto che nemmeno in quella data sono stati attivati gli occhi elettronici della ZTL San Siro. 

Dopo le tante promesse, la Giunta non sa quando verrà attivata la ZTL. E tutto rimane nel vago. MilanoToday riporta: Troppo complesso, a suo dire (dell’assessora), il coinvolgimento di una pluralità di strutture interne ed esterne all’amministrazione, che ha comportato criticità attuative e richiede un presidio costante da parte degli organi di governance del progetto. Insomma, sei anni non sono serviti a fare passi avanti”. E nemmeno con le Olimpiadi si sono fatti progressi. Nel frattempo, mentre i sistemi di controllo sono già stati installati, i residenti continuano a convivere con traffico e parcheggio selvaggio in occasione di eventi sportivi e musicali, mentre le soluzioni promesse restano ferme sulla carta. 

Nel frattempo, si attivano teoriche “ZTL Umane” con pattuglie di Polizia Locale che però puntualmente non ci sono! Chi risponde di questo spreco? La domanda è inevitabile: Come si giustifica l’investimento di denaro pubblico in infrastrutture che, di fatto, non vengono utilizzate? In casi come questo, la responsabilità è generalmente istituzionale e amministrativa? 

• riguarda i processi decisionali,
• la gestione delle delibere evolute e modificate, 
• le procedure di coordinamento tra Comune e Ministero,
• e la capacità di portare a termine un progetto già finanziato. Quando si spendono fondi pubblici senza arrivare a una reale attivazione del servizio, è legittimo chiedersi quali meccanismi di controllo abbiano verificato il rispetto di tempi, obiettivi e risultati. E soprattutto: come sarà garantito che investimenti futuri non subiscano la stessa sorte? 

Massimiliano Favoti

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Annalisa Ferrario
Annalisa Ferrario
1 giorno fa

la spiegazione è semplice: non vogliono rompere le scatole agli organizzatori degli eventi (olimpiadi, partite, concerti…). Le difficoltà operative sono solo un ptetesto. saluti

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